giovedì 5 novembre 2015

IL VENTO NEI SALICI di Keaneth Grahame

Mi piace ogni tanto prendere in mano questi libri per ragazzi e perdermi tra le loro pagine, perché soprattutto i romanzi che si rivolgono a questa fascia di lettori sono pieni di avventure, buoni sentimenti, grandi sogni da realizzare, amicizia pura e sottolineano la vittoria del bene sul male sempre e comunque.
Quindi ogni tanto, anche alla mia età, è bello lasciarsi trasportare da tutto questo, per sognare un po' di più e ricordarsi di come era bello quando la vita era un po' più semplice.

All'inizio del secolo scorso Kenneth Grahame, segretario della Banca d'Inghilterra, era costretto ad allontanarsi da Londra per lavoro. Per questo motivo scriveva ogni giorno al figlio una lettera in cui raccontava le incredibili avventure di un Rospo snob e capriccioso, ma in fondo anche simpatico e generoso; di una Talpa pacata, ma curiosa e temeraria; di un Topo d'acqua, prototipo del casalingo tranquillo; e del Tasso vecchio e saggio, pieno di esperienza.
Queste lettere divennero un romanzo che racchiude la magia delle incredibili avventure degli animali che abitano sulle rive del fiume, un microcosmo dagli orizzonti limitati, ma che sa creare l'atmosfera di ampio respiro dei grandi libri.





Quando ero una bambina prendevo sempre "Il Giornalino". Oltre a fumetti, storie e giochi, regalava spesso schede informative molto utili (per la scuola) e interessanti, così ho collezionato molti raccoglitori di "Conoscere Insieme" che ancora oggi mantengono un posto di riguardo nella mia libreria. Ma non c'era solo questo. Grazie a questo giornale per ragazzi ho anche molti album di figurine e romanzi a fumetti ed è proprio tra questi ultimi che ho una copia di "Il vento nei salici". Credo che quello dei romanzi a fumetti sia un'ottimo metodo per avvicinare i più piccoli alla lettura.
Cresciuta (e non poco) ho deciso di leggere il romanzo di Keaneth Grahame nell'edizione di Einaudi tradotta da Beppe Fenoglio. Per quanto mi sia piaciuto, sinceramente l'ho trovato non semplice per dei bambini, l'italiano è un po' arcaico e credo che i ragazzi di oggi arriverebbero con difficoltà alla fine della storia.
Non sarei del tutto d'accordo con un aggiornamento della traduzione, anche se mi rendo conto che forse si dovrebbe agevolare i più piccini che si cimentano con questa lettura; ma resta il fatto che, anche se i termini non sono più molto usati, mantengono una sorta di bellezza e poesia che secondo me bisognerebbe conoscere e imparare ad apprezzare.

Resta comunque una bellissima storia avvincente ed emozionante. Un piccolo mondo completo con le sue regole, i suoi usi e costumi, in cui incontriamo animali con caratteristiche e atteggiamenti molto umani. Ognuno dei personaggi ha il suo carattere distintivo, il suo particolare modo di fare, la sua personale visione del mondo circostante e le sue avventure da vivere.
Rospo, Talpa, Topo e Tasso sono tutti amici tra loro, ma sono anche molto diversi e vivono esperienze diverse. Una cosa li accomuna, secondo me, e accomuna anche noi a loro: a tutti piace fare esperienze nuove, vivere avventure e confrontarci con il mondo esterno, per poter imparare e crescere; ma ad un certo punto tutti vogliamo tornare alla tranquillità della propria casa, confortevole e sicura, per riflettere e ricaricarsi, o semplicemente per rilassarsi tra le mura domestiche.

Grahame, attraverso la sua storia, voleva celebrare la libertà della vita nella natura selvaggia, caratterizzata da piccole cose e genuina, in contrasto con i limiti mortificanti della vita di città, troppo frenetica e caotica. Ma è soprattutto un elogio all'amicizia, quella vera, il sentimento puro e incondizionato che ti lega a una persona per tutta la vita.
Insegna delle grandi e importanti lezioni: a voler bene a una persona per quello che è, con i suoi pregi e i suoi difetti, senza volerla cambiare a ogni costo; ad aiutare gli amici quando si trovano in difficoltà, anche se sono stati loro stessi a mettersi in situazioni scomode; ed infine, a capire e migliorarsi attraverso i nostri sbagli (e un po' anche vedendo quelli degli altri), ognuno con i propri tempi.
Per tutti questi motivi la trovo una lettura ancora attuale, potremmo dire intramontabile, un classico della letteratura da leggere almeno una volta nella vita, perché lascia un segno indelebile.

mercoledì 28 ottobre 2015

PRAEMONITUS - L'OMBRA DEL DESTINO di Giulia Rizzi

L'avevo annunciato sulla pagina Facebook del blog, ancora a inizio giugno, che questo romanzo sarebbe stata una delle mie prossime letture. Devo ringraziare l'autrice Giulia Rizzi per avermi permesso di leggere la sua opera.
Trovo molto bella la copertina e in più è inerente alla storia raccontata all'interno e questo, per me, è un punto a favore, perché non sopporto quando la grafica usata per le copertine non ha nulla a che vedere con il romanzo in sé. 

La principessa Ileana ha compiuto la propria missione: sottrarre al malvagio Pentorius la pericolosa creatura che tiene prigioniera. Suo padre, re Herwig, la attende a Naiade per l'esecuzione: porre fine alle pene di quell'essere è l'unico modo per proteggere l'Unione dei Cinque Regni dai suoi poteri oscuri. Qualcosa, però, trattiene Herwig. Una voce gli ha parlato attraverso il dono tramandatogli dai suoi avi, gli Indovini di Tiresia. Al re non resta che graziare la creatura e assecondare il fato ospitandola a palazzo. Nessuno potrà sospettare qualcosa, perché colei a cui tutti i Regni danno la caccia non è altro che una semplice bambina. Il Dottor Gedeon, medico e studioso dell'occulto, riesce con un incantesimo a cancellare la memoria della piccola e sopirne i poteri, così da consentirle di iniziare una nuova vita con il nome di Cassandra.
Il tempo trascorre in fretta, ma non si può sfuggire in eterno all'ombra del destino. I sentimenti che Damian, il figlio di Herwig, nutre per lei si fanno sempre più intensi, tanto da fargli perdere la ragione. A causa della sua gelosia rischierà di mettere in pericolo la vita della ragazza e l'intero Regno. Pentorius, infatti, è a un passo dalla verità e non è il solo deciso a impadronirsi di quegli oscuri poteri.
Fra battaglie, tradimenti e amori proibiti distinguere il bene dal male diventerà sempre più difficile.

"L'ombra del destino" è il primo romanzo della duologia "Praemonitus", quindi non è un libro auto conclusivo e per questo bisogna prendere un'importante decisione. Dovete decidere se fate parte del gruppo di persone a cui piace leggere i libri di una saga man mano che vengono pubblicati, anche se si deve aspettare molto; oppure siete più propensi a cominciare a leggere l'intera saga una volta che sono usciti tutti i volumi, perché non vi piace aspettare. Di solito io faccio parte di quest'ultimo gruppo di persone, ma in questo caso mi ritrovo ad attendere il secondo romanzo di "Praemonitus" perché non è stato ancora pubblicato.
Il finale di questo libro mi ha messo un'enorme curiosità di sapere come proseguisse la vicenda che ho contattato subito Giulia Rizzi per aver notizie del seguito. Fortunatamente lei mi ha confermato che, proprio ora, sta lavorando al secondo romanzo e quindi mi sono tranquillizzata un po'.

Giulia scrive molto bene, non sembra proprio scritto da un'emergente, lo stile sembra navigato ed esperto. La storia è interessante e coinvolgente, ha un buon ritmo che mantiene fino alla fine.
Personalmente avrei preferito più descrizioni, per potermi immaginare meglio tutto l'ambiente e i Cinque Regni. Ci sono tanti personaggi, ognuno con una storia alle spalle, e mi sarebbe piaciuto qualche approfondimento in più. Come ad esempio i poteri di re Herwig ereditati dagli Indovini di Tiresia: chi erano questi indovini? Da dove venivano? E avrei voluto sapere qualcosa anche degli altri quattro re, che compaiono un po' frettolosamente.
Ma probabilmente è perché io sono un caso anomalo: adoro le lunghe e accurate descrizioni e spiegazioni, mi aiutano a calarmi meglio nella storia e ad arricchire le immagini mentali durante la lettura.
Magari troverò le mie risposte nel secondo romanzo.

Il finale, che non è il finale della storia, mi ha sorpresa, spiazzata e incuriosita (non vedo l'ora di sapere cosa accadrà nel prossimo). Quindi fa proprio il suo lavoro e lo fa bene, l'autrice sa esattamente quando fermarsi, nel momento migliore, per aumentare il patos.
Spero arrivi presto la continuazione, perché ci sono molte domande nella storia che aspettano una risposta: prima fra tutte è sicuramente saperne di più sul conto di Cassandra, che rimane un vero e proprio mistero fin quasi alla fine, ma ci sono ancora un sacco di cose da scoprire.
Spero non mi deluda e che Giulia Rizzi riesca a tirare magistralmente tutti i fili della trama per dargli una conclusione all'altezza di tutta la storia.
Naturalmente, appena avrò letto il secondo correrò qui a parlarvene!!

martedì 20 ottobre 2015

L'OMBRA DEL SILENZIO di Kate Morton

Devo assolutamente parlarvi di questo romanzo di Kate Morton, perché ormai sono passati più di due anni da quando l'ho letto e questo mese esce, praticamente in tutto il mondo tranne che in Italia, il suo ultimo libro (che si intitola "The Lake House"). Mentre aspetto con trepidazione la pubblicazione di questa sua ultima fatica (per l'Italia si parla di primavera 2016. Accidenti!!) vi racconto "L'ombra del silenzio".

1961. È una splendida giornata d'estate e la famiglia della sedicenne Laurel è in partenza per un picnic sulle rive del fiume che scorre vicino alla sua fattoria, nel Suffolk. Mentre tutti sono indaffarati nei preparativi, la ragazza si rifugia nella casa sull'albero della sua infanzia, e inizia a sognare. Sogna di Billy, il ragazzo che le fa battere il cuore, e di trasferirsi a Londra, dove è sicura che la aspetti un futuro straordinario. Ma prima che il sole tramonti su quel pomeriggio idilliaco Laurel assiste, non vista, a un crimine terribile. Un segreto che custodirà per anni e anni. 2011. Come aveva spesso fantasticato, Laurel è diventata un'attrice famosa e amatissima. Nemmeno il successo, però, ha potuto dissipare le ombre lunghe di quel passato lontano. Ossessionata dagli oscuri ricordi di ciò che accadde cinquant'anni prima, Laurel ritorna alla casa nel Suffolk per ricomporre i frammenti di una storia rimasta sepolta troppo tempo. La storia di un uomo e due donne, cominciata per caso nella Londra semidistrutta dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Una storia di passioni fatali che segnerà tragicamente i destini di quei tre giovani tanto diversi eppure uniti da un indicibile mistero.

Uscito nelle librerie a maggio 2013, sono corsa a comprarlo subito e una volta arrivata a casa ho cominciato a leggerlo. Ero impaziente perché i due libri precedenti della MortonIl giardino dei segreti e Una lontana follia, mi erano piaciuti un sacco. Ma questa volta...non lo so...
Fatto sta che ho lasciato marinare un po' le idee e mi ci è voluto moooolto tempo per decidermi a fare una recensione, ma ora eccomi qui.

Ero veramente felice di ritrovare lo stile magnifico di questa autrice, che ormai mi è entrato nel cuore e nella mente. Semplice, diretto e quasi poetico nelle descrizioni.
Come sempre troviamo tra le sue pagine l'alternarsi di due piani temporali, il 1941 e il 2011, presente e passato si intrecciano con passaggi fluidi fra i diversi periodi storici, capitolo dopo capitolo, senza che il lettore perda mai il filo delle vicende.
Anche le ambientazioni sono sempre le stesse, probabilmente molto care alla Morton che ambienta tutti i suoi romanzi tra due diversi continenti e più in particolare tra due Paesi diversi tra loro, ma legati dalla storia: l'Inghilterra e l'Australia.

In tutti i suoi precedenti romanzi, non si riusciva a capire cosa fosse successo ai protagonisti fino alla fine, fino all'ultimo capitolo in cui veniva svelato il mistero e veniva rivelato come era morto quel dato personaggio. In questo caso la Morton cambia le carte in tavola, spiazza tutti e mette l'omicidio subito nel primo capitolo e ci fa anche vedere chi è l'assassino. In quel momento si capisce che il libro che abbiamo tra le mani è diverso dagli altri. Non dobbiamo scoprire chi è l'assassino e come ha compiuto il suo delitto, ma il punto qui è capire il perché l'abbia fatto. E la bravissima scrittrice non ci semplifica le cose. Di solito eccelsa nel disseminare le sue pagine di indizi indispensabili al lettore per farsi una sua personale visione della storia; in questo caso sembra centellinarli ed è più cauta nel rivelare alcuni fatti cruciali.

Non preoccupatevi, anche con questo romanzo non capirete esattamente cosa è successo fino alla fine (anche se una certa idea io me l'ero fatta mentre leggevo, ma non ne ho avuto la certezza fino all'ultimo capitolo), la grande rivelazione, che stupisce il lettore, è sempre lasciata per ultima.
Adoro come riesce a far lavorare la mia mente durante la lettura, sono continuamente in fermento per capire cosa è successo..
Un'altra cosa che adoro di Kate Morton è la sua incredibile capacità, alla fine di tutto, di far combaciare perfettamente tutti i pezzi dell'enorme puzzle, che è andato formandosi pagina dopo pagina.

Come ho detto all'inizio sono in attesa dell'ultimo romanzo, "The Lake House", e visto che non farà la sua apparizione in territorio italiano almeno fino al 2016, credo di avere tutto il tempo per poter recuperare l'unico libro di Kate Morton che mi manca: il suo primissimo romanzo, pubblicato solo di recente in Italia, "Ritorno a Riverton Manor". Non vedo l'ora di immergermi nuovamente nel suo affascinante mondo, di potervelo raccontare e darvi anche qualche altra notizia relativa alla pubblicazione del prossimo.

giovedì 15 ottobre 2015

CHASM di Roberta Dellabora

In questi anni trascorsi nel web, grazie al mio blog ho conosciuto, e cominciato a seguire, molti/e blogger. Amicizie virtuali con le quali condivido questa bellissima passione che è la lettura.
Una di queste è Roberta Dellabora, che potrete trovare sia nel suo blog Dolci&Parole, che nel suo canale YouTube.
Quando sono venuta a sapere che Roberta aveva scritto il suo primo romanzo, ero molto felice per lei e sono corsa a scaricarlo nel mio adorato Kindle per poterlo leggere subito.
Per chi fosse interessato, vi lascio il link per poter scaricare Chasm GRATUITAMENTE da Amazon (ma naturalmente trovate tutte le indicazioni anche nel blog Dolci&Parole).

Samanta è una giovane di 20 anni con mille problemi sulle spalle. Dopo la morte del padre, deve badare alla madre alcolista e alla sorellina adolescente Ginevra. E come se non bastasse un giorno viene licenziata dal suo capo di punto in bianco.
Una mattina si reca nel suo posto preferito della città e incontra uno strano uomo, solo e spaventato. Da quel momento la ragazza si troverà al centro di una serie di strane vicende piuttosto inquietanti, fin quando nella sua vita appare Sebastian, dolce, gentile e premuroso, che vuole darle una mano. Sembra che ogni suo problema possa risolversi da un momento all'altro. Ma viene a conoscenza di un terrificante segreto che cambierà per sempre il loro rapporto e la visione del mondo di Samanta.
Inizia così, per lei, la discesa verso l'inferno e la corsa contro il tempo per salvare la vita delle uniche persone che le sono rimaste e che ama profondamente.
Sul suo cammino incontra Colt Devon, un ragazzo dallo sguardo glaciale e dai modi presuntuosi, che non desidera altro che l'angelo rinchiuso misteriosamente in Samanta, per i suoi fini più oscuri.

Mi capita raramente, ma questa volta ho riletto il libro una seconda volta. Lo stavo alternando con un altro romanzo e poco prima di arrivare alla fine, ho realizzato che non lo stavo leggendo con attenzione, che avevo perso dei passaggi e che avevo già dimenticato molte delle cose che erano successe nella storia. Così mi sono fermata prima di rovinarmi il finale, ho terminato l'altra lettura che avevo in corso, e sono ripartita dall'inizio con più attenzione. E ho fatto proprio bene, altrimenti non avrei apprezzato questo piccolo gioiello come meritava.

Roberta è una giovane scrittrice spigliata, simpatica e intelligente, in più è una grande lettrice e questo traspare attraverso le pagine del suo romanzo. Sono convinta che per diventare un bravo scrittore, bisogna essere anche un buon lettore.
La scrittura è scorrevole e lineare, si legge in fretta e nonostante la trama sia abbastanza semplice, non risulta banale. Anche se è un Paranormal Romance rivolto a dei giovani lettori, non è incentrata sulla classica storia d'amore tra una ragazza e un ragazzo, ma è leggermente più originale perché sfrutta il sentimento dell'amore rivolto alla propria famiglia e a quei legami di sangue così importanti.

La piega fantasy che il romanzo prende ad un certo punto è azzeccata e ideale per dare una svolta a tutta la storia. Una lotta tra angeli, quasi invisibili, e demoni agguerriti che avviene costantemente nel nostro mondo, senza che nessuno se ne accorga veramente, tranne Samanta.
Un libro coinvolgente, appassionante, che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine fino alla fine.

Tralasciando qualche piccola incongruenza e contraddizione (che possono accadere, soprattutto al primo tentativo) è un'opera prima ottima, ben strutturata e scritta molto bene.
Quindi tanti complimenti alla talentuosa Roberta Dellabora!!

lunedì 12 ottobre 2015

ANNA - STORIA DI UN PALINDROMO e ULTIMO PIANO di Francesco D'Isa

Dopo l'estate, il caldo e le vacanze è ritornato l'autunno e la routine si è impadronita di nuovo delle nostre giornate. Come la nuova stagione, anch'io ritorno al blog dopo mesi di latitanza e per farmi perdonare della mia assenza vi parlerò di due libri in un post solo.
Entrambi i romanzi sono dello scrittore emergente Francesco D'Isa, che molto gentilmente ha pensato a me e al mio blog per pubblicizzare i suo lavori. Gli chiedo pubblicamente scusa per aver dovuto attendere così tanto tempo per la recensione, ma ora sono tornata attiva e pronta a presentarvi prima "Anna - Storia di un palindromo" e poi "Ultimo piano".

Anna, in seguito a un fortuito errore durante un'operazione di neurochirurgia, non riesce più a parlare del proprio passato: ogni volta che è chiamata a farlo si esprime con un linguaggio onirico, privo di riferimenti comprensibili. Ezio, brillante neurologo responsabile dell'errore chirurgico, è colpito e amareggiato dalla patologia di Anna. I due si frequentano, si innamorano, ma il mistero della donna persiste, e diventa per il medico un'irrinunciabile ossessione: più si avvicina all'enigma, più questo si nasconde dietro una fitta rete di coincidenze. È Anna a non saper comunicare il proprio passato o è Ezio a non saper comprendere?
Gli amanti si inseguono dall'Italia a Berlino, tra sospetti, eminenti psichiatri e rapporti epistolari. Correndo affiancati, come rette parallele, a costruire la storia di un amore impossibile, cercando in senso della solitudine tra le pieghe della psiche; per scoprire che la loro si può leggere da una parte o dall'altra, proprio come un palindromo.

Devo ammettere che questo romanzo non è molto nelle mie corde. Nulla togliere al lavoro impeccabile che ha fatto Francesco D'Isa scriverlo, ma ognuno di noi ha i suoi gusti e questo non incontra i miei.
A causa dell'errore durante l'operazione, quando Anna ricorda il suo passato lo racconta con un linguaggio onirico, confuso e poco comprensibile. Questo la fa diventare una narratrice inaffidabile, il lettore non può fidarsi e non può lasciarsi guidare dalle parole di Anna. Si rimane in balia dei racconti della protagonista, che spiazzano e confondono.

Il romanzo parte un po' lentamente, fa fatica a ingranare, ma si riprende verso la metà diventando più interessante e coinvolgente.
Non è uno di quei libri che si legge con leggerezza, di quelli che ti puoi permettere di pensare a qualcos'altro ogni tanto, che tanto anche se perdi dei pezzi della trama non succede nulla e tutto scorre lo stesso. No. Qui l'attenzione deve essere al massimo e rivolta tutta alle pagine che si stanno leggendo. Si deve attivare una lettura attenta e consapevole per non perdere nulla.
Probabilmente meriterebbe una seconda lettura da parte mia in futuro.

Ultimo piano narra la vicenda di un fratello e una sorella, di nome Claude e Claude, che lavorano nell'industria pornografica in ruoli diversi e con scopi opposti.
La loro storia ruota attorno alla nascente carriera della donna e a un film dalle incredibili proprietà, il “porno totale”, che risucchierà le loro vite assieme a quelle di congiunti, amici e colleghi.
Narratore e deus ex machina è Frank Spiegelman, «uomo orrendo» e proprietario della più grande casa di produzione pornografica di una Varsavia immaginaria, «capitale dell’Europa Federale».
Tutto inizia, si svolge e finisce all'interno del grattacielo della sua azienda; un edificio che, grazie alla sua particolare struttura, influirà sullo stesso svolgersi degli eventi.
Un romanzo che intreccia erotismo, filosofa, satira e distopia, ben imbrigliati dalla figura narrante, che li porterà verso la sintesi di un'inattesa conclusione.

Questa è una storia più lineare, chiara e piena di dettagli rispetto ad "Anna - storia di un palindromo" e sembra quasi un libro scritto da un'altra persona rispetto al romanzo precedente.

Nonostante il romanzo sia ambientato all'interno del mondo della pornografia, il sesso non è il protagonista, anzi è quasi assente. I protagonisti sono fratello e sorella molto diversi, ma legati tra loro da un profondo amore l'uno per l'altra.
Tutte le vicende vengono narrate dalla voce di Frank Spiegelman, produttore di film porno e proprietario del palazzo sede della sua casa di produzione. Un uomo che tutto vede e tutto sa, una sorta di moderno Grande Fratello, pronto ad intervenire quando le cose cominciano a sfuggire di mano. A volte è un narratore che si perde un po' nelle descrizioni e nei dettagli, ma questo permette al lettore di avere una visione completa della situazione.

Mi è piaciuta molto l'utilizzo del grattacielo come metafora della società: ogni piano rappresenta una classe sociale, dalle più basse e degradate alle più alte e facoltose. Un micro-mondo inventato che rispecchia pienamente quello reale in cui viviamo. Tra i suoi piani si svolgono feste sfarzose, degradi sociali e personali, sotterfugi, conflitti per il potere, amicizie e amori di ogni tipo.

Una lettura piacevole e coinvolgente. Per questo ringrazio Francesco per aver condiviso i suoi lavori con me e con voi lettori. Due opere che, se non fosse stato per lui, mi sarebbero probabilmente sfuggite.

venerdì 12 giugno 2015

DIARIO di Anne Frank e "CARA KITTY"

Poco tempo fa vi ho parlato di Quando dal cielo cadevano le stelle primo romanzo, con tema l'Olocausto, di Sofia Domino. Questa giovane autrice ha dato vita ad un'Associazione importante: UN PONTE PER ANNE FRANK. La stessa Sofia la definisce con queste parole:
"L'Associazione, che con onore porta il nome Anne Frank, tramanda la sua storia e i suoi profondi messaggi ai più giovani e ai meno giovani, incoraggiandoli a divenire cittadini più responsabili e a rispettare il mondo in cui viviamo."
Molti sono i progetti e le iniziative che vogliono realizzare, ma io ho avuto l'enorme piacere di partecipare al progetto Cara Kitty, che potrete trovare nel sito web proprio oggi, e in cui sono raccolte le recensioni, i messaggi e i pensieri di tutti quelli che hanno collaborato a questa iniziativa.

Kitty era l'amica immaginaria a cui Anna Frank ha affidato i suoi pensieri, scrivendoli nel suo Diario, fino al giorno in cui fu catturata e deportata, con tutta la sua famiglia, prima nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau e poi a Bergen-Belsen, dove morì di tifo nella primavera del 1945.
La storia di Anne rappresenta milioni di persone vittime della persecuzione e delle discriminazioni, e i messaggi trascritti nel suo Diario incoraggiano a lottare per un mondo migliore.

Il progetti Cara Kitty vuole ricordare proprio l'importanza di questi messaggi.
In molti hanno partecipato e hanno scritto un messaggio, o una breve recensione del Diario, sul perché gli altri dovrebbero leggerlo, sull'importanza di non dimenticare o su come le parole di Anne Frank abbiano cambiato la vita di molte persone.

Come data per questa iniziativa è stata scelta il 12 Giugno 2015, perché proprio oggi Anne avrebbe compiuto 86 anni.

Ci tengo particolarmente a progetti come questo, secondo me sono molto importanti anche perché aiutano a non dimenticare, quindi ho deciso subito di partecipare.
Visto che scrivere una recensione su un Diario personale è una cosa molto difficile, ho deciso di seguire l'esempio di Anne e affidare i miei pensieri alla "Cara Kitty", a cui lei si è rivolta molte volte, scrivendole una lettera.


Cara Kitty,
mi rivolgo a te perché sei stata la confidente di Anne Frank negli anni peggiori della sua vita: quelli trascorsi, da lei e dalla sua famiglia, nel rifugio segreto a causa delle persecuzioni degli ebrei, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Lei con te ha condiviso tutto: i suoi pensieri più profondi e privati; i suoi sogni e le sue speranze; il suo primo amore e l'allegria di quei momenti. Ma ti ha raccontato anche le sue sofferenze, i suoi momenti bui e di sconforto, la tristezza e la paura di non avere più un futuro di fronte a sé.
Attraverso i suoi occhi Anne ti ha mostrato un Mondo duro e cattivo, che non voleva accettarla ma distruggerla. Fortunatamente il suo spirito era più forte, come hai potuto notare dalle pagine del suo Diario, non si è lasciata schiacciare dalla cattiveria del Mondo e, grazie a questo, è diventata un punto di riferimento per molte persone e un faro di speranza ancora oggi, a più di settant'anni dalla sua morte.
Vorrei dirti che le cose coso cambiate da allora, ma purtroppo non è così. I popoli della terra non sono ancora in pace, ancora molto odio aleggia sopra di noi e in molte parti del Mondo ci sono bambini che soffrono come ha sofferto Anne. Non sono liberi, non sono rispettati, non sono felici, i loro sogni vengono distrutti giorno dopo giorno e viene negata loro la possibilità di vivere una vita serena, a volte gli si nega anche la vita, come è accaduto ad Anne.
In molti, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si sono impegnati per rendere il Mondo un posto migliore per tutti. Persone giuste che sono passate alla storia per aver portato avanti le loro idee nonostante tutto, a volte anche a costo delle loro vite, e grazie a loro le cose sono cambiate un po'.
Ma non è stato fatto abbastanza. C'è ancora molta strada da fare, barriere da abbattere, ostacoli da superare, sogni da realizzare e pregiudizi da cancellare.
Tutti dovrebbero fare ciò che è in loro potere per cambiare le cose che non vanno bene. Ognuno di noi, nel suo piccolo, ha il grande potere di portare dei cambiamenti positivi, attraverso i pensieri, le parole e le azioni, perché le idee non muoiono mai, sopravvivono, e cambiano il Mondo!!
Tutti abbiamo il dovere e la responsabilità di fare del nostro meglio, perché tutto ciò avvenga.
Spero che un giorno, non troppo lontano, qualcuno ti scriva una lettera in cui ti comunichi che tutto questo è cambiato, che il mondo è cambiato, che c'è pace ovunque. Niente più discriminazioni di qualsiasi tipo, niente più fame, guerra e povertà, niente più sofferenza; ma tanto amore, rispetto e felicità per tutti.
Forse sarai scettica su questo cara Kitty, come lo sono tante altre persone, ma vorrei solo farti riflettere su una frase per me molto importante e che mi rincuora spesso per il suo significato:
"You may say I'm a dreamer but I'm not the only one"
- "Immagine" di John Lennon -  
Cara Kitty, uniamoci tutti per un Mondo migliore!!!
A presto
Tua Dany

giovedì 4 giugno 2015

I DUE VOLTI DI NUOVA DELHI di Annarita Tranfici

Chi mi segue da tempo sa che io leggo pochissimi racconti o romanzi brevi. Di solito un libro più è grosso, voluminoso e pieno di pagine, più mi attrae. Mi accontento anche di romanzi più corti, ma che almeno superino le 150 pagine, in modo che abbiano il tempo di spiegarmi bene tutta la storia e riuscire ad immergermi appieno.
Però qualche volta, non spesso, ma ogni tanto mi lascio tentare da quelle letture veloci e scorrevoli che sono i racconti; come mi è capitato in treno, mentre andavo a Torino per il Salone Internazionale del Libro, con questo breve racconto di Annarita Tranfici.

Mani che si sfiorano e baci casti incapaci di nascondersi da sguardi perfidi e pericolosi. Desideri pressanti nel petto, spie di sentimenti a cui non è concesso veder brillare la luce del sole. Un fiore puro esposto alle intemperie, facile preda della gelosia e dell'invidia di cuori malati.
Una storia la cui dolcezza si perde in un pomeriggio come tanti che svela i volti di una Nuova Delhi con due anime; un lembo di terra in cui la sacralità confina con la perversione, in cui moralità e amoralità si intrecciano lasciando all'anima che si muove in questo teatro, tanta amarezza e rassegnazione.






Annarita Tranfici è una giovane ragazza di 27 anni con una grande passione per la lettura e la scrittura. Da circa un anno si dedica con passione alla stesura di brevi racconti, partecipando a concorsi e gare letterarie.
Il suo racconto "I due volti di Nuova Delhi" è stato pubblicato su Amazon il 22 gennaio scorso dalla Lettere Animate Editrice.

Essendo un racconto è velocissimo. La scrittura è semplice, scorrevole e piacevole da leggere, ma per quanto riguarda la storia, è tutta un'altra cosa.
Metaforicamente parlando è un pugno dritto allo stomaco!!
Non è certo il racconto da scegliere se si vuole passare un po' di tempo in tranquillità con una storia piacevole, magari una di quelle che non impegna troppo la mente e non fa riflettere più di tanto.
No, non è il caso di "I due volti di Nuova Delhi". Qui la vostra mente lavorerà molto, sarete pieni di pensieri e riflessioni profonde. Nella vostra testa andranno delineandosi delle immagini molto precise, crudeli e scioccanti che vi accompagneranno lungo tutta la lettura. Ma questo racconto non vi abbandonerà una volta terminato, perché, proprio come un pugno allo stomaco, il dolore si farà sentire per un po' di tempo.

Nelle prime pagine si vede sbocciare una tenera e innocente storia d'amore, ma ciò che accade dopo stride talmente tanto con le prime scene, che è proprio la chiave giusta per comunicare in modo molto chiaro e tangibile al lettore la sofferenza dei protagonisti.
I due volti di Nuova Delhi raccontati in queste poche pagine, sono in realtà i due volti del mondo intero. La presenza del male è palpabile attraverso le parole, quel male che sappiamo esistere in tutto il mondo, con cui conviviamo ogni giorno. Quella cattiveria profonda, a volte quasi gratuita (come in questo caso), che provoca un male insopportabile al quale probabilmente nemmeno l'amore riesce a sopravvivere.
Tutto questo provoca una grande rabbia nel lettore, che assiste impotente a tutta la scena.
Non è una storia semplice da leggere, ma ne vale la pena, perché vi lascerà molto su cui riflettere (e per me queste sono le letture migliori).