mercoledì 22 marzo 2017

ROMANZI A PUNTATE: MILDRED PIERCE di James M. Cain


Nel 1941 James M. Cain pubblica questo noir che però si mescola al mélo (melodramma). Mildred Pierce è una donna dal carattere forte, ha un'incredibile capacità di andare dritta allo scopo e un fondato scetticismo nei confronti degli uomini. Molto affine alle tradizionali dark lady che usavano la seduzione per condurre qualsiasi maschio capitasse loro a tiro a forme di distruzione spesso peggiori della morte.
Ma oltre che contro gli uomini, Mildred deve combattere contro la propria figlia, Veda: una creatura subdola e dotata di rara cattiveria.

La casalinga di Glendale, California, Mildred Pierce viene malamente abbandonata dal marito sognatore e inetto Herbert. Per far fronte alle spese di mantenimento delle due figlie e della casa, oltre a vendere le sue squisite torte a vicini e amici, Mildred si ritrova a fare la cameriera in un ristorante vicino a Hollywood, di nascosto dalla figlia maggiore Veda, che considererebbe disonorevole avere una madre che serve il pranzo per sopravvivere. Ma questo la spinge a prendere un decisione molto importante: mettersi in proprio e aprire un piccolo ristorante.
Mentre Mildred si da da fare per trovare il posto giusto e sbrigare tutta la burocrazia che serve per aprire un'attività, incontra Monty, un annoiato uomo dell'alta borghesia americana. Con lui nasce subito una storia fatta più di passione che di veri sentimenti d'amore; che finisce dopo un po' di tempo perché la donna è convinta che Monty stia allontanando la figlia Veda da lei.
In poco tempo il ristorantino di Mildred ha un enorme successo e ben presto l'ex casalinga si ritroverà a gestire ben tre ristoranti e una pasticceria.
Ma il rapporto con Veda, sempre stato turbolento e conflittuale, si deteriora sempre di più fino al momento della rottura inevitabile e clamorosa. Da quel momento Mildred si impegnerà per riallacciare i rapporti con l'amata figlia e per farlo ricorrerà anche a Monty, che ormai detesta ma che le serve per raggiungere il suo scopo, arrivando a sperperare tutto il suo patrimonio e a non curarsi più dei suoi affari.

Questo romanzo parla del grande Sogno Americano. Vicino al luogo in cui i sogni prendono vita (Hollywood), nel periodo della Grande Depressione, in un Paese dove (sembra) tutto è possibile, Mildred lascia il marito inetto e scansafatiche e, ritrovandosi quasi in bancarotta, prende in mano la sua vita e la rivoluziona totalmente: passando da semplice cameriera a proprietaria di diversi ristoranti caratteristici e di grande successo. Vivendo anche una storia scandalosa con il rampollo di una ricca famiglia californiana, ricca di passione e sensualità, ma povera di veri sentimenti.
Potrebbe sembrare la tipica storia di riscatto, di sapersi rialzare da una situazione terribile per arrivare al successo e alla felicità, ma c'è molto di più tra le pagine di questo libro.

È la storia di due donne, la madre Mildred e la figlia Veda, legate tra loro in modo contorto come due alberi costretti a crescere troppo stretti, in cui entrambi cercano la luce, ma si ostacolano a vicenda costantemente.
Mildred prova un amore ossessivo e quasi perverso (passatemi il termine) per Veda. Alla figlia è tutto concesso, è bellissima e talentuosa, per questo merita tutto. Alla morte della figlia minore Ray, Veda diventa l'unico scopo della vita di Mildred, legandola ancora di più alla ragazza e arrivando a ringraziare Dio per averle risparmiato la figlia preferita.
Assolutamente cieca agli sbagli e alle cattiverie della figlia, Mildred è totalmente conquistato dal modo di fare e di essere di Veda, perdonandole qualsiasi cosa.
Dal canto suo Veda possiede una rara cattiveria ed è viziata come poche, vuole tutto e subito puntando i piedi se non lo ottiene. È una di quelle persone che ha bisogno di denigrare e sminuire gli altri per sentirsi superiore, perché non ha altro: non ha talento, né intelligenza; soltanto una grande altezzosità e arroganza. Cosa evidente per tutti, tranne che per Mildred.
Bersaglio preferito di questi attacchi è la madre, che la ragazza ha sempre considerato inferiore a lei, permettendosi di dirle qualsiasi offesa e umiliandola costantemente.

Un punto importante del libro è anche la lotta di classe: un contrasto che si trovava spesso nei romanzi, soprattutto americani, fino a qualche decennio fa. Un continuo confronto tra l'alta borghesia, quei "vecchi ricchi" che hanno un certo patrimonio famigliare che gli permette di non lavorare; e i "nuovi ricchi" che lo sono diventati grazie alle proprie capacità e abilità, come Mildred. Questi ultimi non sono mai considerati all'altezza di chi, invece, è ricco di famiglia.
Per quanto Mildred possa guadagnare, avere diverse proprietà, e avere tanti soldi da permettersi ogni confort e molto di più; verrà sempre disprezzata dall'alta borghesia, guardata dall'alto in basso, perché la sua fortuna deriva dal lavoro, dallo sporcarsi le mani in prima persona, e per quanto rispettabile sia loro la vedranno sempre come una cameriera, una serva.
Ad esempio, anche quando Monty perde tutto il patrimonio di famiglia e si ritrova a farsi mantenere da Mildred, comunque continua a disprezzarla perché lavora. Un ipocrita che approfitta dei soldi della donna per continuare a fare la bella vita e soddisfare i suoi capricci, ma disprezzando da dove arriva quel denaro.

Con Mildred Pierce si affronta una parabola che sale fino al successo più grande e alla felicità, per poi precipitare velocemente verso la disfatta e il baratro più profondo.
E finalmente alla fine, dopo aver sofferto, aver perso tutto ciò che aveva dai ristoranti agli amici alla figlia stessa (ma poi l'ha mai avuta?), dopo aver perso anche la dignità ed essere crollata emotivamente e fisicamente, e dopo l'ultimo tiro mancino di Veda, finalmente Mildred riesce a tagliare quel cordone ombelicale tossico e distruttivo che la legava troppo stretta alla terribile figlia.

Tra marzo e aprile 2011 va in onda negli Stati Uniti (qui in Italia arriverà a ottobre) la mini-serie "Mildred Pierce" in cinque puntate, prodotta da HBO e diretta da Todd Haynes, già regista di un bellissimo film come Lontano dal paradiso del 2002.
Questa versione televisiva vede nel ruolo della protagonista, Mildred, una straordinaria e bellissima Kate Winslet affiancata da Evan Rachel Wood nei panni della terribile Veda e Guy Pearce in quelli di Monty.

La mini-serie è estremamente fedele al libro per scene e ambientazioni, persino alcuni dialoghi possono essere ritrovati parola per parola nel romanzo.
Così bella e curata nei particolari, dalle scenografie ai costumi, dalla fotografia alla musica, che l'ho vista diverse volte (cinque volte) senza mai stancarmene.
Differenze non ce ne sono, tutto scorre esattamente uguale, quindi decidere di leggerlo prima e guardarlo poi, o viceversa, non cambia molto: vi ritroverete davanti praticamente lo stesso prodotto.
Forse nel libro c'è qualche riflessione in più fatta da Mildred, ci viene spiegato meglio ciò che la donna prova o pensa; ma a dire la verità si capisce benissimo anche nella versione televisiva grazie alla bravura di Kate Winslet. La sua mimica facciale è incredibile, è in grado di trasmettere perfettamente ogni emozione e con un solo sguardo riesce a far capire quello che le passa per la testa, o ciò che prova. Per questo è considerata una vera attrice completa, espressiva e straordinariamente convincente in ogni suo ruolo, e questo non fa certo eccezione.
Una nota di merito a Morgan Turner prima e Evan Rachel Wood poi, per aver interpretato il personaggio di Veda Pierce (la prima da bambina e la seconda da ragazza). A causa del carattere capriccioso, subdolo e arrogante di questo personaggio, la sua trasposizione televisiva rischiava di diventare una caricatura, una macchietta quasi comica e ridicola. Invece le due interpreti sono state bravissime nel calcare la mano su alcuni aspetti e smussarne altri, in modo da creare un personaggio fastidioso e odioso proprio come traspare dal libro (se non peggio), la perfetta antagonista di Mildred.

Per chi se lo fosse perso, esiste anche un film tratto dal libro di James M Cain che si intitola "Il romanzo di Mildred" (1945) diretto dal regista Michael Curtiz, con la sceneggiatura di William Faulkner, che valse un Oscar come Miglior Attrice all'affascinante Joan Crawford.
Io non l'ho ancora visto, ma so che in questa trasposizione cinematografica l'aspetto noir della storia è molto più marcato, la Crawford è una vera e letale dark lady, e per amplificare ancora di più il tutto è stato inserito anche un omicidio, che nell'opera originale non c'è.
Mi incuriosisce molto e credo che prima o poi lo vedrò, per farmi un'idea più precisa e confrontarlo con la serie TV della HBO.

2 commenti:

  1. Ciao! Questo romanzo sembra bello, ma anche una lettura impegnativa...non dev'essere facile rappresentare due figure femminili così sfaccettate. Quanto alla serie tv, poi ci dirai se rende giustizia al libro :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Può sembrare, in realtà la bravura di Cain sta proprio nel presentare personaggi complessi e profondi attraverso una narrazione semplice e scorrevole. Lo si legge in pochissimo tempo.
      Mi hai fatto notare che non ho specificato nel post di aver visto la mini-serie della HBO diverse volte da quanto mi è piaciuta, è il film del 1945 che non ho mai visto e spero di recuperare.
      Non mi sono spiegata bene, ora cerco di correggere.

      Elimina