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venerdì 21 aprile 2017

FINGERPOST: indicazioni per... CHARLOTTE BRONTË


C'ho pensato molto e alla fine ho deciso di non dare una scadenza precisa a questa rubrica, ma di presentarvela il giorno del compleanno dello scrittore o della scrittrice di cui parlo nel post. Mi sembra un ottimo modo per onorare la persona che è stata.
Quindi oggi, dato che è il suo compleanno, andiamo a parlare di Charlotte Brontë (21 aprile 1816 - 31 marzo 1855).

Esiste una sua biografia scritta dall'amica e collega Elizabeth Gaskell intitolata La vita di Charlotte Brontë e pubblicato poco dopo la morte dell'autrice, nel 1857. Un ritratto della scrittrice decisamente edulcorato, in cui la Gaskell descrive solo quegli aspetti tranquilli e rispettosi di Charlotte, in modo da renderla più accettabile agli occhi del pubblico vittoriano dell'epoca, salvando così la reputazione dell'amica dall'accusa di "volgarità".
Lyndall Gordon, invece, ha svolto un enorme lavoro di ricerca e approfondimento, e con il suo Charlotte Brontë: Una vita appassionata (Fazi Editore) restituisce ai lettori un'immagine più fedele alla realtà. Sottolineando come Charlotte Brontë vivesse in due modi molto diversi: più pacata e riservata in pubblico; passionale, determinata e schietta nella vita privata.

Una biografia molto chiara e scorrevole, che si legge proprio come un romanzo, e che segue l'intera vita dell'autrice, dagli anni dell'infanzia nella parrocchia di Haworth fino alla morte nel 1855.
Una vita che comincia con grandi lutti: prima la morte prematura della madre nel 1821; e poi la prima esperienza delle tre sorelle maggiori Brontë nel cupo collegio di Cowan Bridge, che fa ammalare di tubercolosi le due sorelle maggiori, Maria e Elizabeth, portandole alla morte poco dopo. Consapevole del fatto di non avere una dote, Charlotte sa che dovrà guadagnarsi da vivere da sola e comincia a frequentare, a 14 anni, la Roe Head School insieme alle sorelle minori, Emily e Anne, per diventare istitutrice; luogo in cui incontra Ellen e Mary, con le quali diventa grande amica per la vita. Durante l'adolescenza instaura un forte legame con il fratello maggiore Branwell, mentre è esclusa dal rapporto esclusivo tra Emily e Anne.
Dopo qualche anno da istitutrice presso una famiglia, Charlotte comincia a sentirsi in trappola e depressa, la sua vita non la soddisfa e decide di andarsene. Parte con la sorella Emily per Bruxelles, dove frequenta il pensionato Heger. Qui si innamora, per la prima volta, del suo insegnante il signor Heger; un amore che ha poche speranze dato che lui è sposato e questa passione non corrisposta porterà la scrittrice a un periodo buio e triste, una volta tornata a casa. Grazie però a questo momento di sconforto Charlotte si dedica alla scrittura e finisce il suo primo romanzo Il professore (interamente ispirato al suo rapporto con Heger), che però viene rifiutato da sei diverse case editrici. Questo non la scoraggia, e mentre accudisce il padre operato ad un occhio e costretto al buio più totale, comincia a scrivere il suo secondo romanzo. In una buia stanza, senza nemmeno una candela a illuminarla, Charlotte scrive Jane Eyre, il suo capolavoro più conosciuto.
Questi primi trent'anni di vita della Brontë sono fondamentali per la sua scrittura, perché lei attinge a piene mani alla propria vita per prendere spunto per le sue storie, e tutti i suoi personaggi più famosi sono ispirati a persone realmente esistite, che hanno avuto un ruolo importante nella propria vita.
In questo periodo le tre sorelle Brontë si avvicinano di più, la scrittura le unisce come mai nella loro vita e tra il 1847 e il 1848 la casa editrice Smith pubblica Jane Eyre, Cime tempestose e Agnes Grey sotto gli pseudonimi di Currer, Ellis e Acton Bell.
Ma la vita non è clemente con la povera Charlotte. Nel settembre 1848 il fratello Branwell muore improvvisamente e Emily muore nel dicembre dello stesso anno per tubercolosi. La malattia si prende anche Anne nel maggio del 1849. Charlotte si immerge completamente nella scrittura e poco dopo pubblica il suo terzo romanzo Shirley.
Nel 1851 comincia un'intensa corrispondenza con George Smith (uno dei suoi editori), che quando si interrompe fa precipitare l'autrice nella depressione, facendola preda dell'esaurimento e dei disturbi fisici ad esso associati. Questo porta Charlotte a scrivere il suo quarto romanzo, Villette, e a riversarci dentro le vicissitudini della sua amicizia con Smith. Il romanzo viene pubblicato nel 1853.
Charlotte sposa Arthur Nicholls (curato della canonica di suo padre) nel 1854, il marito non la incoraggia a terminare il suo quinto romanzo Emma, che rimane incompiuto, e la spinge a bruciare la corrispondenza con l'amica Ellen. Poco dopo il matrimonio Charlotte, incinta, si ammala e muore il 31 marzo 1855 dopo sei settimane di febbre.
Nel 1857 viene pubblicato postumo il primo romanzo di Charlotte Brontë: Il professore.

Un libro da leggere in contemporanea con questa biografia, o subito dopo, è Ma la vita è una battaglia (L'orma editore). Una raccolta accurata e ben fatta, in un formato piccolo e compatto, di alcune delle lettere scritte da Charlotte Brontë.
Le lettere racchiuse in questo libricino (61 pagine) ripercorrono cronologicamente tutta la vita della scrittrice, evidenziando gli avvenimenti più significativi. Costretta spesso all'isolamento, lontano dagli amici, impiegò le lettere per parlare di se stessa e delle sue esperienze. Alcune di questa lettere (e naturalmente anche la biografia) dimostrano come la Brontë si impegnasse non poco per migliorare la condizione della donna in quel periodo, cercando di promuovere un diverso ruolo della donna nella società, più emancipatorio.
Un'occhiata sulla vera personalità di Charlotte e sulla sua evoluzione personale e come scrittrice.
In questa raccolta potrete leggere per intero alcune lettere che vengono menzionate all'interno della biografia scritta da Lyndall Gordon.
Da non perdere la lettera che Charlotte scrive in risposta al poeta Robert Southey, che le aveva intimato di non coltivare il suo sogno di scrittrice, perché questo l'avrebbe distratta dai suoi doveri domestici. Un raro esempio della pungente e sagace ironia che caratterizzava l'autrice.

Con la lettura di questi due libri si può avere un quadro più preciso di chi fosse realmente Charlotte Brontë. Della difficile vita che fu costretta a vivere. Ne emerge l'immagine di una donna forte, indipendente, determinata e passionale, costretta a riservare la sua vera natura per la vita privata, perché non sarebbe stata accettata dalla società vittoriana dell'epoca, considerandola poco femminile e troppo "volgare".
Era indubbiamente una donna moderna, emancipata e fuori dalle convenzioni sociali di quel periodo. Si guadagnava da vivere da sola; aveva deciso di non sposarsi (salvo poi sposarsi per amore poco prima di morire); era incuriosita dall'amore passionale e fisico, più che da quello romantico; era capace di grandi e furiosi scoppi d'ira e non aveva timore nell'esprimere il proprio punto di vista;  era una persona estremamente ironica e sarcastica, caratteristiche che una donna non doveva assolutamente avere; viveva ogni esperienza lasciandosi trasportare dalla passione; e gestiva da se i suoi rapporti con la casa editrice che la pubblicava e i suoi guadagni. Caratteristiche queste che l'allontanavano molto dallo stereotipo di "donna" di quel periodo storico, che la voleva invece timida e silenziosa rinchiusa in casa e intenta solo ai lavori domestici.
Per potersi esprime al meglio, Charlotte ha riversato tutta la sua vita personale e la sua personalità nelle eroine dei suoi romanzi. Donne forti, che sfidano le convenzioni sociali per vivere la vita che vogliono.
Charlotte Brontë ha vissuto una vita tormentata: colpita da molti lutti fin dalla più tenera età; ha vissuto diversi amori non corrisposti; ha combattuto tutta la vita contro la depressione; e preferiva isolarsi in casa, perché sentiva di non essere pienamente accettata dalla società a causa del suo carattere e il suo modo di pensare. Ma non si è mai persa d'animo e ha lottato costantemente contro la depressione e la società, che la voleva diversa da quello che era in realtà, riuscendo a diventare nonostante tutto una delle maggiori scrittrici di lingua inglese del suo tempo.

Oltre al suo capolavoro più celebre Jane Eyre, che ho letto molti anni fa e che mi ha incantata, sono disponibili gli altri tre suoi romanzi (editi recentemente da Fazi Editore) e che devo recuperare al più presto:

  • Il professore, forse la sua opera più acerba essendo il primo romanzo scritto (e l'ultimo pubblicato postumo);
  • Shirley, inserito nel filone del romanzo sociale inglese di inizio Ottocento, che offre spunti di riflessione sul lavoro, sul matrimonio e sulla condizione della donna;
  • Villette, una sorta di romanzo di formazione, che riflette sui dubbi e le scelte che si impongono a ciascuno di noi quando si cerca il proprio posto nel mondo.

In onore del bicentenario della nascita dell'autrice, l'anno scorso Neri Pozza ha pubblicato una raccolta di racconti a cura di Tracy Chevalier intitolata L'ho sposato, lettore mio. Sulle tracce di Charlotte Btontë. Ventuno storie, scritte da altrettante scrittrici inglesi, per celebrare Charlotte Brontë e il suo capolavoro Jane Eyre.
Una collezione di storie d'amore, diversissime per sensibilità, scrittura e intenzioni, che ruotano intorno a una medesima eroina dai mille volti: una donna determinata e coraggiosa, che combatte per vincere i pregiudizi e gli ostacoli della società. E che non ha paura di affermare la propria identità dicendo, a testa alta, con un sorriso affaticato ma fiero: io "l'ho sposato, lettore mio".
Un libro curioso e interessante, che posseggo già nella mia libreria, e al quale dedicherò una lettura a breve, per chiudere in bellezza questo sguardo sulla vita di una delle migliori scrittrici inglesi dell'Ottocento.

venerdì 20 maggio 2016

SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO #2

Visioni
Seconda esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest'anno il tema erano le "Visioni" e devo ammettere che dopo due giorni tra la confusione, la musica, gli eventi, le persone che spingono per passare (e quelle che si fermano in mezzo ai corridoi per evidenti problemi di labirintite) e migliaia e migliaia di libri...beh, è probabile che ti venga un attacco psicotico e cominci ad avere le visioni.
Anche se è caotico e stancante, resta sempre una piacevole esperienza da fare, ma questa volta è stata diversa dall'anno scorso (che l'avevo vissuta in solitaria). Questa volta ero in compagnia e l'ho vissuta diversamente.
Ma andiamo con ordine.

Il mio Kindle con "L'amore è una cosa meravigliosa"
Venerdì
Le cinque ore di treno che mi hanno portato a Torino (con un cambio) le ho trascorse in compagnia di un libro bellissimo: "L'amore è una cosa meravigliosa" di Han Suyin edito da Sonzogno. Al momento sono a metà e non vedo l'ora di finirlo per parlarvene.
Dopo essere scesa dal treno, sono andata subito a posare la valigia nella camera del Bed&Breakfast Art'To che avevo prenotato qualche mese in anticipo, un piccolo restauro generale e poi di corsa verso il Lingotto.
Prima sono passata al metal detector (le misure di sicurezza quest'anno erano alte) e poi sono andata a ritirare il mio abbonamento per entrare al Salone.
Appena entrata è stato come ritrovarmi a casa, era tutto come me lo ricordavo: grande, dispersivo, colorato e caotico.  Una sorta di badilata, carica di libri, che ti colpisce direttamente in faccia e ti lascia stordita, ma incredibilmente eccitata.
Non ho perso tempo e sono andata subito in cerca di Simona di Letture Sconclusionate e Irene di LibrAngolo Acuto. Le ho trovate allo stand della regione Sardegna, intente a seguire la presentazione di un libro (io ho seguito solo gli ultimi dieci minuti, ma sembrava molto interessante). Il tempo di salutarle, abbracciarle e baciarle e ci siamo subito divise, perché io sono andata a mettermi in fila per un evento a cui tenevo particolarmente: "Incontro con Amitav Ghosh" a cura di Neri Pozza Editore in Sala Azzurra.
Amitav Ghosh per Neri Pozza Editore
La presentazione era per l'ultimo libro di Ghosh, e terzo volume della trilogia della Ibis, "Diluvio di fuoco". Interessante perché sono stati fatti molti collegamenti e accenni agli altri libri dell'autore (che io non ho ancora letto, ma ci arriverò, abbiate fede). Ma da una semplice analisi sulle migrazioni di diversi popoli, cosa di cui parla spesso nei suoi libri, è diventata ben presto una discussione sulla politica e i governi di alcuni paesi, come ad esempio l'Italia. Non molto pertinente, a mio parere, ma lui è stato molto diplomatico e divertente nelle risposte.
La delusione più grande è arrivata alla fine. Ci hanno detto che Ghosh avrebbe autografato i libri allo stand di Neri Pozza, così ho tirato fuori la cartina per capire da che parte dovevo andare e molto emozionata mi sono incamminata facendomi spazio tra la folla (dovevo comprare il libro anche per una mia amica che desiderava una copia autografata)... ma il tempo di arrivare allo stand, fare un giro tra i libri, vederlo svolgere una breve intervista con una giornalista, e poi si è alzato e se ne andato... senza firmare nulla.
Che delusione, e che nervoso, fortunatamente non avevo preso i libri (che, qui lo dico e qui lo nego, comprerò su Amazon!!).

Per tirarmi su il morale, dopo questo tiro mancino di Neri Pozza, sono andata a consolarmi al Libraccio. Spulciando, spulciando non sono riuscita a trovare nulla dei titoli che mi ero segnata, ma ho trovato qualcosa che non stavo cercando: "Miss Alabama e la casa dei sogni" di Fannie Flagg (autrice di "Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop" di cui vi parlerò a breve). Questo è il bello del Libraccio: tu vai lì con delle idee ben precise su cosa vuoi e lui ti sorprende con qualcosa a cui non avevi proprio pensato.
Dopo essermi persa un paio di volte per i tre padiglioni, ho ritrovato Simona e Irene, ci siamo accordate per il giorno dopo, e sono tornata al Bed&Breakfast perché ero distrutta (la notte prima l'avevo passata insonne per l'emozione del viaggio), prima però mi sono mangiata un ottimo kebab grande come una casa!!

Sabato
Svegliata di buon ora, dopo una colazione moooolto abbondante (cosa volete che vi dica...viaggiare mi mette molto appetito alla mattina), ho preso la metropolitana e ho iniziato il mio secondo giorno al Salone. Sarebbe meglio definirlo "giorno di reclusione", perché quest'anno c'era la possibilità di un solo ingresso al giorno, quindi una volta dentro ci dovevi rimanere perché se uscivi non ci rientravi più. Grande idea!! Per non parlare del costo del Wi-Fi: 140 Euro!!! "Eh, ma puoi usufruirne anche domani..." e grazie al c... Per quei soldi mi devi dare la certezza di poterlo usare per tutta la settimana successiva, ma da casa mia però!!!

Comunque, ho gironzolato brevemente tra alcuni stand, per farmi un'idea di cosa c'era di interessante, poi sono arrivate Simona e Irene e insieme abbiamo fatto una tappa da Sonzogno (che merita sempre) perché volevo conoscere Valentina, l'addetta stampa, purtroppo però era a una presentazione e niente... ma spero di avere altre occasioni in futuro per conoscerla di persona, visto che per il momento ci conosciamo solo per mail.
Allora noi tre siamo andate da Fazi Editore, per prendere "Charlotte Brontë. Una vita appassionate" poiché di li a poco ci sarebbe stata la presentazione del libro con l'autrice Lyndall Gordon e giustamente io e Irene speravamo di farcelo autografare. Libro scritto nel 2008, ma che Fazi ha pubblicato solo quest'anno, perché si sa che noi italiani siamo sempre sul pezzo quando ne vale la pena...
Dedica e firma di Lyndall Gordon
Arrivata alla cassa a pagare, ho scoperto che con due libri ti davano in omaggio la shopper dedicata alla Brontë. E vuoi lasciartela scappare??? Certo che no. Così mi sono girata e sono andata a scegliermi un altro libro. Vero è che c'era "Gli anni della leggerezza" di Elizabeth J. Howard al 50%, ma io l'ho già in ebook e non mi andava di prenderlo cartaceo, così ho ripiegato molto volentieri su "Ruggine" di Anna Luisa Pignatelli di cui ho letto recensioni entusiaste.
Verso l'una ci siamo dirette allo Spazio Internazionale per l'incontro con la Gordon. Purtroppo abbiamo seguito l'evento in piedi, perché i posti a sedere erano pochi e già tutti occupati da molti compagni di classe della Bonte (giusto per farvi capire l'età media dei presenti...). Ma è stata una presentazione veramente piacevole e interessante e alla fine siamo anche riuscite a farci autografare la nostra copia del libro.
Dopo aver consolato Irene che si era scolta in lacrime per l'emozione, siamo andate a pranzo.

Avrei voluto condividere con voi i momenti importanti della giornata attraverso Facebook e Twitter, ma purtroppo la connessione internet ha deciso di abbandonarmi per tutte le ore che sono stata al Salone,andava e veniva, impedendomi di fare qualsiasi cosa, mi sono sentita un po' isolata dal mondo
Nel pomeriggio abbiamo partecipato a "Percorsi di lettura gay nel mondo contemporaneo" all'Incubatore con Francesco Gnerre e Gianni Farinetti a cura di Rogas Edizioni. Interessante è dire poco. Il dibattito è stato animato e ci ha fatto riflettere e ragionare su molti punti, anche dopo la fine della presentazione. Ad esempio sul fatto del perché si debba chiamare "Letteratura gay"? La letteratura è letteratura, no?
Se vi interessa l'argomento e simili date un'occhiata a questa piccola neonata, ma molto impegnata, casa editrice perché ne vale la pena; uno dei loro obiettivi è di riproporre opere di letteratura italiana "nascoste" dalla censura e dalla critica ufficiale. Rogas Edizioni è stata una piccola scoperta al Salone del Libro, che mi ha aiutato a comprendere meglio un argomento molto attuale, ma sempre estremamente delicato da affrontare. La società cambia e si evolve, è fondamentale stare al passo, dare il proprio contributo e gli scrittori devono fare la loro parte.

Il mio piccolo "bottino"
Un veloce salto da Hacca Edizioni dove ho comprato "Gli ultimi eredi dell'impero" di Vasile Ernu, libro che avevo adocchiato già a Roma a Più Libri, ma che stupidamente avevo dimenticato di prendere, così ho deciso di rimediare.
Poi ho dovuto farmi spazio tra i bimbi-minkia che affollavano lo stand di Newton Compton, per raggiungere un "commesso" e chiedergli un libro per mia madre (sia chiaro: per mia madre!!), ma non l'avevano, per il secondo anno di seguito. Allora, 'sto libro non era al Salone, non riesco a trovarlo nelle librerie, perché mi dicono che è esaurito... Che cavolo devo fare io?? Lo ordino su Amazon, c'avete ragione!!
Ormai ero in giro, così ho contattato Maria di Scratchbook per raggiungerla e abbracciarla un po'. Abbiamo parlato, le ho mostrato i miei acquisti, ma poi ci siamo perse di vista più o meno in zona Libraccio... Per fortuna ci siamo ritrovate poco dopo e abbiamo preso un caffè veloce anche con Simona, Irene, Paola e gli altri ragazzi del Gruppo di Lettura su Facebook.
Prima di uscire definitivamente da quella baraonda che è il Salone, ho accompagnato Simona e Irene a recuperare borse e cappotti lasciati allo stand della Gorilla Sapiens Edizioni. Mentre loro salutavano le Gorilla, io mi sono lasciata tentare da tutti quei bei libri che mi chiamavano. Devo ammettere di non aver fatto troppa resistenza e ho ceduto praticamente subito acquistando "Sottrazione" di Carlo Sperduti.
Una salata, ma buona, cena Thai a base di ravioli e curry e me ne sono tornata in camera a riposare, perché avevo i piedi in fiamme da quanto avevo camminato su e giù per i padiglioni.

Domenica
In realtà domenica non sono entrata al Salone, non avrei fatto in tempo, così me la sono presa con calma, ho preparato la valigia e poi mi sono inviata verso la stazione Porta Nuova e sapete chi ho incontrato lì? Ma ancora Simona e Irene!! per gli ultimi saluti; poi siamo salite sui nostri treni, che ci avrebbero riportate a casa, loro verso Sud e io verso Est. E sono ricominciate le cinque ore di viaggio.


Il bottino è decisamente misero, solo cinque libri, ma l'esperienza è stata intensa, travolgente e stancante...Sicuramente da rifare l'anno prossimo, e quello dopo, e quello dopo ancora...
L'anno scorso, essendo da sola, ho girato con calma tutti gli stand che mi interessavano facendo molti acquisti, mentre questa volta è stata un'esperienza diversa, meno incentrata sui libri, ma più sulle persone (stupende) che girano tra quei corridoi affollati e gli eventi interessanti che si svolgono nelle diverse sale. Due cose molto diverse, ma entrambe significative, intense e indimenticabili.
Completamente distratta da tutte queste persone, mi sono vergognosamente dimenticata di passare a salutare alcune case editrici e usufruisco di questo spazio per scusarmi. Quindi, Las Vegas Edizioni, Edizioni Clichy, Edizioni E/O, L'orma Editore, Tunuè, Jo March (che non c'era), Sonzogno, Iperborea, Minimum fax, NN Edizioni, Sur... (un'infinità) scusatemi tanto ma vi saluto tutti da qui, da casa mia, e vi prometto che verrò a trovarvi l'anno prossimo!! O a Roma a Più Libri per chi ci sarà!!