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martedì 12 dicembre 2017

I MIEI Più LIBRI ( Più LIBERI ) 2017

Come ogni anno, dicembre per me non vuol dire solo addobbare casa con luci e festoni, correre alla ricerca dei regali "perfetti" (che poi non lo sono mai), freddo, neve (quando si degna di farsi vedere), dolci e feste... il tutto condito con la trepidante attesa del giorno di Natale e della fine dell'anno.
No. Per me dicembre vuol dire prima di tutto Più Libri Più Liberi. La fiera nazionale della piccola e media editoria, che si tiene a Roma  ogni anno in questo periodo (dal 6 al 10 dicembre).
Quest'anno l'evento ha cambiato sede e si è svolto al Convention Center - La Nuvola, aperto per la prima volta al pubblico proprio per l'occasione.

Foto dalla pagina Facebook di Più Libri Più Liberi
Questa è praticamente l'unica occasione, per me, di vedere amiche e amici con i quali riesco a parlare e confrontarmi solo attraverso il web, durante il resto dell'anno.
Bei momenti in cui ci si abbraccia, ci si bacia, si sorride e in un attimo mi sento come a casa, circondata da facce che conosco e che, anche se non vedo tutti i giorni, ormai fanno parte della mia quotidianità nel web, attraverso il blog e le mie pagine social.

i regali ricevuti
Come ogni anno ero al seguito di Simona di Letture Sconclusionate, che come ogni anno mi ospita e mi sopporta per 3/4 giorni, scarrozzandomi a destra e a manca, presentandomi sempre agli editori e preoccupandosi per me come una seconda mamma-chioccia (grazie!).
Ho rivisto con immenso piacere anche Irene di LibrAngolo Acuto, ma che ho potuto abbracciare solo per mezza giornata, perché poi ha dovuto trascorrere un po' di tempo con la famiglia, giustamente, prima di tornarsene nella bella Barcellona.
Quest'anno ho conosciuto anche Maria, di cui Simona mi ha parlato tantissimo, e sono felice di poter associare un volto a un account Twitter che seguo da quasi due anni.
Sempre simpaticissime e gentilissime, mi hanno coperta di regali appena arrivata. Naturalmente libri!! Perché tra di noi ci regaliamo solo libri!!
Così ora nella mia libreria si trovano due bellissime edizioni Penguin grazie a Irene (che potete vedere qui accanto); l'autore preferito di Maria, Valentino Zeichen, e la raccolta delle sue poesie più belle; un libro Exòrma  sempre molto gradito e la raccolta di racconti di Vasilij Grossman edita da Adelphi, regalati da Simona.

Ora è arrivato il momento di mostrarvi cosa mi sono regalata io, cosa ho comprato quest'anno (che potete vedere nelle foto qui sotto).
Prima di tutto vi devo dire che il giovedì mattina, prima di andare in fiera, Simona mi ha portato per la prima volta al mercatino dell'usato, dove sono riuscita a trovare molti titoli interessanti che cercavo da molto tempo, tra cui alcuni libri che regalerò a parenti e amici e una bellissima edizione Rizzoli in copertina rigida di Radici di Alex Haley del 1978, che non vedo l'ora di leggere!!
i miei acquisti
Dopo questa bella scorpacciata di libri usati, in fiera ci siamo state poche ore nel pomeriggio, e mentre Simona era impegnata in un'intervista, io ho avuto la possibilità di fare un giro e fermarmi allo stand di Mattioli 1885 e prendermi Un sogno di Natale, e come si avverò di Louisa May Alcott, per desideravo qualcosa di natalizio da leggere in questi giorni; e poi mi sono recata apposta allo stand della Regione Umbria per poter trovare i libri di una delle mie case editrici preferite, cioè la Jo March e mi sono portata a casa Il castello blu di Lucy Maud Montgomery, loro ultima pubblicazione, e il Quaderno di viaggio un taccuino in cui annotare i propri viaggi e arricchito da alcuni brani del testo "Il viaggio in Europa. Appunti e consigli per le donne" di Mary Cadwalader Jones, pubblicato nel 1900.
Il venerdì è stato il giorno più impegnativo, stancante, ma senza ombra di dubbio il più bello che io abbia passato in fiera quest'anno. Gran parte della giornata (per non dire praticamente tutta) l'ho passata in compagnia di Eva di La libreria di Eva, che finalmente ho conosciuto di persona e non potete immaginare quanto questo mi abbia fatto piacere. Non è da molto che ci conosciamo virtualmente, ma le nostre affinità letterarie sono spiccate subito. Abbiamo molti punti d'incontro io e Eva: dal genere di letture che facciamo o che ci piacerebbe fare (come la saga dei Cazalet), all'idea che entrambe abbiamo dei nostri rispettivi blog e di come vogliamo continuare a gestire i nostri spazi.
Sono felice di aver portato questa amicizia nella vita reale, aver potuto parlare finalmente faccia a faccia di libri, circondate dai libri, comprando libri... Sì, mi bastano queste poche cose per rendermi felice!!
le belle copertine Lindau
Un'altra cosa che io e Eva abbiamo in comune è la necessità di ricercare libri che trattano di argomenti impegnativi, a volte scomodi, appassionanti, coinvolgenti, storie vere e molto spesso di attualità. Per questo mi ha convinto molto facilmente a comprare Le irregolari: Buenos Aires Horror Tour di Massimo Carlotto edito da Edizioni E/O, che racconta la dittatura argentina: la metodologia della desapariciòn, i campi di concentramento clandestini, i bambini trattati come bottino di guerra, la persecuzione degli ebrei argentini. Tutto basato su fatti e personaggi veri e reali.
Quest'anno mi sono avvicinata a due case editrici "nuove" (tra virgolette perché le conosco da un po' di tempo, ma non ho mai letto nulla pubblicato da loro).
La prima è LiberAria Editrice dalla quale ho portato a casa Fiabe così belle che non immaginerete mai di Ivano Porpora, che doveva essere mio perché mi ha fatto ridere subito dalla prima pagina; e un saggio molto attuale perché parla di Serie TV e del potere che esercitano sullo spettatore, che si intitola Addicted. Serie TV e dipendenza a cura di Carlotta Susca.
L'altra casa editrice è Edizioni Lindau di cui sono innamorata delle loro copertine da anni, della serie che quasi non mi interessa la trama se il libro ha queste copertine (ho detto quasi). Così posso dire di aver esaudito un mio personale (e un po' perverso) desiderio e ho comprato Hannah Coulter di Wendell Berry che desideravo da quando uscì tre anni fa, e che secondo me ha anche la copertina più bella. E poi Simona ha amplificato il mio giubilo regalandomi anche Jayber Crow dello stesso autore.

Anche quest'anno sono tornata a casa con un bel bottino, di cui sono molto fiera e come sempre non vedo l'ora di poterli leggere tutti questi libri.
Il mio Più Libri Più Liberi ogni volta è caotico e al suo interno sembra che il tempo acceleri in modo esponenziale, tutto passa troppo in fretta lasciando una gran stanchezza a livello fisico e mentale. Ma ne vale sempre la pena per le emozioni che si provano, le risate genuine, le novità editoriali da conoscere e le persone da incontrare, da abbracciare e che ti riempiono il cuore.
Anche quest'anno la fiera si è conclusa troppo in fretta e in un batter d'occhio, da che ero appena partita, mi sono ritrovata a casa mia, al nord, che mi ha accolto con una bella nevicata.
Nonostante l'intensità e la velocità con cui ho vissuto questa esperienza, c'è stato anche il tempo per porci alcune domande di vitale importanza, che come tali non hanno ancora ricevuto una risposta chiara e univoca. Ad esempio:
Questa edizione della fiera è piaciuta di più?
Era più grande e quindi si respirava meglio, oppure era troppo dispersiva?
Tutta quella gente ha fatto ore di coda solo per vedere La Nuvola?
Avranno permesso a Zerocalcale di alzarsi ogni tanto e andare in bagno? (io per due giorni, ogni volta che passavo, lo vedevo seduto allo stand Bao Publishing ad autografare libri... secondo me ci dormiva anche lì)
Ma soprattutto, la cosa più importante... quella domanda esistenziale che ti tiene sveglia la notte, che ti tormenta, che è seconda solo alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto... insomma quella domanda che ti fa prudere il cervello:
Ma come la puliranno La Nuvola?
Cioè ragazzi, è un'enorme telo di plastica bianco, un'altro po' di persone che passano e lo toccano e lui si insozza tutto!! Pensateci...

venerdì 7 aprile 2017

SE ROMA È FATTA A SCALE di Alessandro Mauro

Il nostro #IndieBBBCafè dedica tutto aprile a Exòrma edizioni, che io ho incontrato l'anno scorso a Più Libri Più Liberi a Roma e di cui vi ho parlato in questo post.
Oltre ad alcune mie recensioni, come questa di Se Roma è fatta a scale, per tutto questo mese potrete trovare altri articoli riguardanti questo editore negli altri blog che partecipano al progetto, e più precisamente su LibrAngolo Acuto (dove potere trovare l'intervista a Silvia Bellucci - ufficio stampa della casa editrice), Letture Sconclusionate, Una banda di cefali, Paper MoonTararabundidee e elle con zero.

Le scale mettono in comunicazione un sopra e un sotto, talvolta diversi, qualche volta lontani o addirittura opposti.
Le scale sono spesso un'accelerazione del ritmo urbano, luoghi di transito; magari poco e per niente conosciute, quelle visibili e quelle nascoste, a due passi dalle vie più frequentate o infilate nel verde dei parchi, dal centro alla periferia.
Le scale di Roma sono certamente molte di più di quelle che Alessandro Mauro ci racconta in questo libro, ma non è concepito come una guida e non vuole essere un censimento: questi brevi testi letterari sono sguardi insoliti e geniali sulla città.
Sguardi dal basso o dall'alto di una scalinata, su luoghi storici come Fori Imperiali, via Giulia, Campidoglio, Ara Coeli, ma anche vere e proprie esplorazioni urbane nei quartieri più periferici di Roma.
"Sin dai primi giri, e dai primi testi, è apparso chiaro che andando avanti a scrivere di scale ne sarebbe in qualche modo venuto fuori un discorso su Roma: magari piccolo, e sicuramente parziale, ma inevitabile.
Alla base delle scale c'è la città, sopra pure; le scale stesse, ogni gradino, sono città, e appartengono a tutti. Non si scappa."

Attraverso dei brevi racconti, così si potrebbero concepire questi testi, Alessandro Mauro ci porta alla scoperta di una Roma diversa, particolare, vista da un punto di vista non convenzionale e originale: le scale che salgono e scendono la città eterna.
Brevi racconti leggeri, simpatici, concisi ma accurati, ci illustrano quasi un centinaio di scalinate, piccole e grandi, sparse per tutta Roma fino a toccare anche la periferia.
Si nota un lavoro certosino da parte di Mauro nell'osservare, prima di tutto, questi luoghi (a volte in momenti diversi della giornata), ma anche nel ricercare la storia di questi posti, gli aneddoti correlati e il significato intrinseco che hanno; svelando un'anima diversa della città che si esprime attraverso lunghe scalinate ripide o brevi discese composte da pochi gradini.
Tra settembre 2014 e febbraio 2016 l'autore ha girato per Roma guardando le più grandi e note scalinate e scovando quelle meno conosciute e poco frequentate. Una "missione", la sua, che rispecchia anche tutto il grande amore e rispetto che lui prova verso la sua città, una città bellissima ricca di storia e di passione.

È evidente che questo libro non vuole essere assolutamente una guida turistica, ma sono convinta che possa essere preso come spunto per chi voglia scovare dei luoghi particolari, che non ha mai visto nella grande città; o che voglia vedere alcune delle scale che percorre ogni giorno attraverso gli occhi di Alessandro Mauro, una sorta di nuova visuale sul quotidiano; oppure ancora per chi non conosce bene Roma, come me, che la vede solo da turista e non ci abita, e vuole essere guidato attraverso posti nuovi, curiosi e caratteristici da visitare e ammirare per la prima volta.

Un libro che affascina, richiamando alla memoria luoghi già visti, magari tanto tempo fa, oppure costruendo immagini nella mente di posti ancora da vedere, ma che appaiono magnifici e suggestivi. Un libro da leggere tutto d'un fiato, oppure da consultare ogni tanto per scoprire, volta per volta, un nuovo scorcio in una delle città più belle del mondo.
Il punto di vista cambia che tu sia in cima o ai piedi della scalinata, la percezione è diversa, le sensazioni mutano, ma indubbiamente ciò che vedi, che ti riempie gli occhi, è Roma in tutto il suo splendore.

martedì 20 dicembre 2016

I MIEI Più LIBRI ( Più LIBERI ) 2016

Voi starete pensando: "Ancora la fiera della piccola e media editoria di Roma? Ma basta, è passata più di una settimana, parla di altro!!"
Ma lo sapete che quando le cose sono belle è sempre un piacere parlarne, non se ne può farne a meno, e poi non potevo lasciarvi senza aggiornarvi sui miei acquisti fatti in fiera, no?

Palazzo dei Congressi - Roma
Prima di tutto è d'obbligo ringraziare Simona di Letture sconclusionate che anche quest'anno mi ha ospitata, scarrozzata a destra e a manca, presentata agli editori, ma soprattutto sopportata per due giorni.
Grazie Simona, sei sempre estremamente gentile!! Ricorda, però, che avanzo ancora un giro al mercatino!!

E ora, ecco di cosa si è rimpinguata la mia libreria:

Partiamo da Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez di Caravan Edizioni, che mi incuriosisce molto per i tema trattato e promette di essere una splendida lettura.
Di Exòrma Edizioni (di cui vi ho parlato QUI) mi sono portata a casa due libri: Viaggiatori nel freddo di Sparajurij e Se Roma è fatta a scale di Alessandro Mauro.
Essendo io innamorata dei paesaggi e dell'atmosfera russa, (quella che si respira in "Anna Karenina" per capirci) penso proprio che "Viaggio nel freddo" sarà la mia prossima lettura.
I regali sono sempre molto graditi, soprattutto se si tratta di libri, e Simona mi ha regalato Moby Dick e altri racconti brevi di Alessandro Sesto di Gorilla Sapiens Edizioni, di cui ho assistito a una lettura di qualche racconto da parte dell'autore, proprio dura la fiera, e ho riso un sacco. Sono sicura che mi piacerà molto. Se cercate libri veramente divertenti in modo intelligente, tra le pubblicazioni di questa casa editrice troverete sicuramente quello che fa al caso vostro.
I regali si ricevono, ma si fanno anche e quindi per il mio lettore, che mi aspettava a casa, ho preso Shoeless Joe di William Patrick Kinsella per 66thand2nd (il romanzo dal quale è tratto il film con Kevin Costner "L'uomo dei sogni" del 1989), che però leggerò prima io naturalmente. Ma ho trovato altri titoli, di questa casa editrice, che sono sicura potrebbero interessare al mio lettore.
Se vi ricordate, di Scrittura&Scritture, piccola ma interessante casa editrice napoletana, avevo letto La Passeggera di Daniela Frascati (che ho conosciuto in fiera) e mi era piaciuto molto. Così sono passata a salutare e mi sono presa Un caffè con Roberspierre di Adriana Assini, un romanzo storico, sempre della collana Voci, e che avevo adocchiato già da un po' di tempo.
Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino, mi aveva conquistata tempo fa solo con l'inizio della sinossi: "Un rivolo scarlatto come sangue sporcò la neve, che pareva un'offesa. E tutti pensarono che fosse accaduto qualcosa di irreparabile". Doveva essere mio, quindi sono passata da Hacca Edizioni e l'ho preso.  E poi potevo rifiutare la loro novità in anteprima Come una canzone di Luca Giachi? Ma certo che no, e visto che c'era l'autore in stand mi ha anche autografato il romanzo!!

Un veloce salto allo stand di L'Orma Editore per prendere tre "pacchetti": Niente donne perfette, per favore di Jane Austen, Ma la vita è una battaglia di Charlotte Brontë e I miei sogni mi appartengono di Mary Shelley.
Tre piccole raccolte di lettere scritte da tre straordinarie autrici; questi mi serviranno nel 2017 per una nuova rubrica, che ho in mente per il blog, che parlerà di biografie.

Da Caravan Edizioni ho preso anche due libricini minuscoli sul femminismo: Alle fanciulle e alle figlie del popolo di Anna Maria Mozzoni e Dichiarazione dei sentimenti di Elizabeth Stanton e Lucretia Mott.
Anche questi mi serviranno per un nuovo progetto nel blog; ma di tutte queste nuove idee ve ne parlerò meglio in un post a inizio anno.

Poi sono andata a salutare Carlotta di Las Vegas Edizioni e visto che l'anno scorso avevo comprato due romanzi, quest'anno ho deciso di buttarmi sui simpatici e divertenti saggi che propongono e mi sono portata a casa I Nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti (in uscita a gennaio 2017) Un grazie all'autore, che era in stand, per avermi gentilmente autografato il libro.
Spero di riuscire a parlarvi, qui nel blog, di questo piccolo saggio il giorno della sua pubblicazione (o forse qualche giorno dopo).

Ultima tappa del mio giro di acquisti è stata lo stand di Dentiblù Edizioni per prendere Il Signore dei Porcelli, uno degli albi a fumetti di Zannablù. Scelto dopo grande indecisione da parte mia, perché c'erano troppe parodie che avrei voluto comprare, ma alla fine ho seguito il cuore (ha prevalso il mio amore per "Il Signore degli Anelli") e in più l'autrice mi ha convinta dicendomi che questo è l'albo che contiene la storia più divertente secondo lei.
Come se non bastasse mi ha fatto anche uno splendido disegno all'interno della copertina. Potete vederlo in foto, non è bellissimo?
disegno autografato










Spilletta da cefala
La mia fiera è terminata incontrando, quasi per caso, Carla di Una banda di cefali. Un'incontro troppo breve e fugace, giusto il tempo di scambiare quattro chiacchiere e ricevere in dono la spilletta (foto) che mi ha resa per un giorno cefala onoraria.
Grazie Carla, mi dispiace aver trascorso solo pochi minuti in tua compagnia e non essere riuscita a salutarti di persona, ma spero che ci rincontreremo presto, magari al Salone di Torino.
Altri brevi, ma intensi incontri con Maria di Scratchbook e Paola (prima-o-poi-aprirà-un-blog-tutto-suo-ma-per-ora-collabora-con Tre racconti), amiche con le quali è un'abitudine vedersi alle fiere.


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Volevo chiudere con una piccola riflessione personale.
Più Libri Più Liberi è la fiera della piccola e media editoria più grande e importante del centro/sud Italia, a cui partecipano migliaia di persone ogni anno e che anche questa edizione ha riscontrato una crescita di accessi. Tutto questo è dovuta anche all'enorme quantità di blogger che girano per gli stand, cercano nuove e interessanti letture e conoscono nuove realtà editoriali, e al loro impegno nel far conoscere l'evento nel suo insieme. Lungo tutta la durata della fiera e nei giorni successivi (questo post ne è una prova) i blogger continuano a twittare incontri, condividere eventi su Facebook, foto su Instagram e pubblicare resoconti nei loro blog.
Tutto molto bello, impegnativo e anche nobile, se vogliamo guardarlo da un certo punto di vista. Ma serve veramente a qualcosa?
Non fraintendetemi, a me piace un mondo prendermi due/tre giorni a inizio dicembre per andare a Roma, incontrare la mia cara amica Simona, e girare per stand e case editrici nuove e interessanti, tornando a casa carica di libri come un mulo. Ma per gli editori?
Carlotta di Las Vegas Edizioni, ha scritto un bel post intitolato Più libri più liberi non è mai andata così bene. Però: una lucida riflessione che proviene da chi sta dietro quei banchetti tutti uguali, da chi quei cinque giorni li vive con impegno e dedizione per promuovere il proprio lavoro, perché ci credono ed è giusto che sia così. Ma nonostante Carlotta sia abbastanza soddisfatta di questa edizione, un rapido conto con calcolatrice alla mano dimostra che per i piccoli editori è molto difficile sopravvivere in questo ambiente e si chiede se il gioco valga veramente la candela.
Mi piace pensare che nel mio piccolo io stia facendo qualcosa per aiutare la piccola e media editoria a emergere, che stia in qualche modo influenzando qualche lettore a provare qualcosa di diverso dal romanzo super pubblicizzato sui giornali o in televisione.
Ma ho dei seri dubbi.
Io lo so che la maggior parte di quelli che mi leggono sono altri blogger; alcuni erano con me a Più libri più liberi in quei giorni, altri invece, per vari motivi, non sono potuti venire, ma hanno seguito tutta la manifestazione sui social. Quindi stiamo parlando di persone già interessate a questa fiera e in generale alla piccola e media editoria italiana. Sono lettori affamati di novità letterarie, di generi diversi e ricercate e autori poco conosciuti. Sono lettori che già da soli pescano fuori dal mucchio quando si tratta di scegliere libri.
Forse questi amici blogger verranno a leggere il mio misero resoconto e magari prenderanno anche nota di qualche titolo da me citato (se non lo conoscono già), ma la sensazione è quella che continuiamo a leggerci sempre tra di noi e basta.
Quelli che in realtà io e il mio blog non riusciamo a raggiungere sono i grandi lettori "comuni", i lettori commerciali, i quali non conoscono nemmeno per sbaglio le piccoli Case Editrici, ma che si affidano alle pubblicità che li tartassano e ai grandi, giganteschi e mostruosi editori che coprono la maggior parte del mercato.
Il mio blog praticamente parla di libri di "nicchia" e non raggiunge certo le visualizzazioni di quelle blogger letterarie che sono sempre sul pezzo, parlando dell'ultima grande novità Mondadori o che accettano qualsiasi romanzo melenso, e uguale al precedente, arrivi da Newton Compton. Costellando i loro blog di unicorni e recensioni positive a libri che nemmeno hanno aperto, riuscendo così a raggiungere e conquistare una fetta molto grande dei lettori comuni/commerciali, che sono la maggioranza dei lettori italiani; quelli che poi entrano in libreria e fanno girare il mercato. Il mercato sbagliato, ma è solo la mia umile opinione.
Non so dove viviate voi, ma dove vivo io i libri che trovo in fiere come quella di Roma non riesco a vederli nemmeno con il cannocchiale nelle librerie delle mie zone. Il massimo che riesco a trovare sono qualche Iperborea (che mi chiedo ancora come faccia a far parte della media editoria con quei prezzi) e qualcosa di Marcos y Marcos (ma solo perché pubblica un autore veneto che in zona vende). Ma il resto? Niente, zero, non pervenuto. Tra le valanghe di romanzi commerciali e gli ultimi quattro libri di Vespa, è impossibile scorgere altro. E lo so che mi basterebbe chiedere a qualsiasi libraio e lui prontamente mi ordinerebbe tutti i libri che voglio (e che volendo esiste anche Amazon), ma il lettore comune come fa a conoscere queste piccole perle dell'editoria italiana, se non le vede esposte in libreria? Continuerà ad affidarsi ad amici e parenti e a qualche libraio da centro commerciale, per diventare stanco annoiato e ritrovarsi a leggere sempre le stesse cose, ignorando l'esistenza di un mondo affascinante e stimolante appena dietro l'angolo.
Tutto questo mi sconforta e intristisce parecchio.
Forse questa mia riflessione lascia un po' il tempo che trova, e forse non mi sono nemmeno spiegata al meglio, ma non toglie il fatto che il prossimo anno mi ritroverete sicuramente a Più libri più liberi, sarò sempre attiva sui social e sul blog per condividere cose belle e interessanti, e sicuramente conoscerò altri editori, portandomi a casa tante letture appassionanti. Perché è vero che con il mio piccolo blog non cambierò il mercato editoriale italiano, ma qualcosina nel mio piccolo mi va di farla e, alla fine, lo faccio soprattutto per me stessa, perché mi piace!!

venerdì 16 dicembre 2016

Più LIBRI Più LIBERI 2016 - COLAZIONE CON UN AUTORE

Il secondo giorno alla fiera della piccola e media editoria, Più Libri Più Liberi, a Roma è cominciata con una colazione organizzata da La Nuova frontiera editore, con alcuni blogger, per incontrato Afonso Cruz, autore del romanzo La bambola di Kokoschka, e poter fare quattro chiacchiere insieme.

In una Dresda devastata dai bombardamenti, s'intersecano e si fondono le vite di Isaac Dresner, giovane ebreo tedesco che si è rifugiato nello scantinato di un negozio di uccelli per sfuggire alle persecuzioni naziste; di Bonifaz Vogel, il proprietario del negozio e della pittrice Tsilia Kacev, che con il suo vestito verde e il cuore infreddolito, attraversa la via di entrambi come l'ombra leggera di un passero.
In questo triangolo fa irruzione Mathias Popa, autore de "La bambola di Kokoschka", che racconta la storia del pittore Oskar Kokoschka e della sua bambola fatta a immagine e somiglianza dell'amata Alma Mahler.

Afonso Cruz classe 1971 scrittore, illustratore, cineasta e musicista portoghese. Nel 2012 vince con questo libro il Premio dell'Unione Europea per la letteratura; e nello stesso anno esce anche "Gesù beveva birra".

Un romanzo importante per i temi trattati e impegnativo. Nonostante la grande ironia di Afonso Cruz e la sua notevole inventiva, non è certo un romanzo da prendere alla leggera, ma da leggere con calma e attenzione in modo che penetri bene sottopelle. Io azzarderei anche una rilettura per poterlo apprezzare meglio e comprenderlo di più.

La colazione con Afonso Cruz
Cruz è stato molto gentile e disponibile nel rispondere alle nostre domande. Un'ora piacevole e trascorsa velocemente, che ci ha permesso di conoscere meglio il suo romanzo e lui come persona e scrittore.
Lo scrittore ci ha raccontato che ha deciso di ambientare la sua storia a Dresda, perché è un ottimo esempio di manicheismo: i due principi assoluti di bene e male, buono e cattivo, sempre in costante contrasto tra loro è ben rappresentata da questa città che durante la Seconda Guerra Mondiale è stata scenario di terribili bombardamenti. Bombardamenti che provenivano da entrambi gli schieramenti, sia dai buoni che dai cattivi.
Nonostante i cattivi (in questo caso i tedeschi) venissero bombardati dai buoni, i cittadini di Dresda decisero comunque di schierarsi dalla parte dei buoni.
Nella prima parte del romanzo, la bambola ha un significato metaforico: rappresenta l'incoscienza dei tedeschi durante la guerra. Alcuni di loro non erano consapevoli di ciò che accadeva veramente, proprio come delle bambole.

Il concetto di libertà aleggia per tutto il romanzo, ritornando spesso in modo preponderante. Cruz ci spiega come lui la intendesse una libertà nel concetto platonico, cioè la libertà può diventare vizio senza giustizia e controllo.
Il concetto di libertà è relativo: noi siamo liberi quando di fronte a noi abbiamo un ventaglio abbastanza vasto di scelte. Siamo liberi fino a un attimo prima di scegliere, ma una volta fatta una scelta non si può più tornare indietro e questo limita la nostra libertà.
Ma comunque resta un concetto difficile da spiegare perché troppo immenso e sfaccettato.

Afonso Cruz
Nel scrivere questo romanzo, l'autore è partito sviluppando la storia delle due famiglie, in parallelo, ma in generale parte sempre dall'inizio quando scrive un libro, secondo lui, quando si ha un inizio si ha anche una fine, perché quando un personaggio ha un particolare desiderio, ciò ci fa capire anche cosa succederà lungo tutta la storia.

Il suo modo di essere lettore è indubbiamente cambiata da quando è scrittore. L'essere anche uno scrittore lo porta ad analizzare di più ciò che legge, perdendo così un po' di spontaneità (questo gli accade anche con i film da quando fa cortometraggi).
Quando legge vuole commuoversi, ma anche ridere e questo vuole farlo anche quando scrive, vuole tramettere questo al lettore; e il concetto della perdita, presente ne "La bambola di Kokoschka", lo commuove molto.
Cruz è consapevole anche del fatto che come noi cambiamo, anche i libri cambiano,:lo stesso libro letto in momenti diversi della propria vita può suscitare sensazioni e sentimenti diversi.
Inevitabilmente, come scrittore, è stato influenzato da autori suoi conterranei. Anche se è cresciuto con molti scrittori portoghesi, preferisce non pensare alla letteratura come "nazione", ma adottare una visione più ampia, più punti di vista, una frammentazione, per poter comprendere il tutto in un quadro più completo e generale, come faceva anche Fernando Pessoa.

martedì 1 marzo 2016

GUARDRAIL di Eva Clesis

Questo ebook mi è stato regalato dalla Las Vegas Edizioni per essermi iscritta alla loro Newsletter. Una casa editrice che si occupa principalmente di narrativa non di genere (i jackpot) e per giovani adulti (las cerezitas); in più ha una collana di libri a metà tra la narrativa e la varia (i jolly).
Ho conosciuto la Las Vegas Edizioni a Roma durante Più Libri Più Liberi e in quell'occasione avevo comprato due romanzi, "La penultima città" di Piero Calò e "Attraversami" di Christian Mascheroni, che non vedo l'ora di leggere. Ma per ora vi parlo di "Guardrail" di Eva Clesis, che fa parte dei jackpot, quindi della narrativa non di genere.


Alice ha sedici anni, è orfana, mezza inglese, vive in un paesino del Sud Italia e ha un piano. Quello di fuggire dalla dispotica nonna paterna, che utilizza il terrore come politica educativa; da un'amica snob e traditrice; da un amore senza speranza e dalla scuola che non le perdona i suoi problemi con la lingua italiana.
Con cinquecento euro in tasca, decide di fare l'autostop e scappare verso le sue origini, verso l'aeroporto per prendere il primo volo per Londra.
E qui inizia l'avventura on the road, a bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso con gli occhiali da sole, che non la vuole accontentare, fino al rovesciamento della storia e persino dell'identità dei personaggi, con un colpo di scena che spiazza ed emoziona.


La protagonista si chiama Assunzione Maria Addolorata De Caro, ma non chiamatela così perché non vi risponderà. I suoi genitori, il giorno del suo settimo compleanno, l'hanno ribattezzata Alice, un po' per far prima e un po' in onore del suo libro preferito "Alice nel Paese delle Meraviglie".
La nostra Alice, in un certo senso, non ha in comune solo il nome con la giovane eroina di Lewis Carroll, ma anche lei vive in una sorta di Paese delle Meraviglie, abitato da personaggi strani, inquietanti e cattivi. Ad un certo punto sembra cadere anche lei nella tana del coniglio e ritrovarsi confusa e spaesata in un mondo che non comprende del tutto, in cui parlano una lingua che non è propriamente la sua e in cui nessuno la capisce.
Ma se per l'Alice di Carroll è tutto uno strano sogno, fatto all'ombra di un albero; per la nostra protagonista si tratta della vita vera. L'unico modo che trova per sopravvivere a questo strano mondo è l'aggressività e la violenza, mentre aspetta il momento giusto per scappare.

Superata di molto la metà, e partita l'avventura on the road di Alice, ormai cominciavo a pensare che per la protagonista sarebbe andato tutto bene, avrebbe smesso di soffrire e portato a termine i suoi piani; e invece sono rimasta spiazzata dal colpo di scena, che mi ha fatto pensare al peggio... e quando sembrava che tutto, alla fine, si sarebbe sistemato per il meglio, un altro colpo di scena inaspettato mi ha fatto temere ancora per il peggio... ma al peggio del peggio...
Nonostante non fosse per niente una storia piatta, grazie soprattutto al carattere esplosivo di Alice, sono state queste due sorprese a movimentare in modo incredibile tutta la vicenda. Le sensazioni di panico, agitazione e a tratti terrore, che provava la ragazza in quel momento, mi hanno accompagnato per qualche giorno finita la lettura.

Un romanzo veloce e scorrevole, scritto in un linguaggio molto ricco e ricercato, per nulla pretenzioso, ma piacevole da leggere e si capisce benissimo che l'autrice, Eva Clesis, ha un'ottima conoscenza della lingua italiana.
Il personaggio di Alice è ben delineato e, anche se si tratta di un romanzo breve, si riesce ad avere un quadro generale e preciso della situazione e della sua vita. Una vita caratterizzata da tanti "prima" e "dopo", alcuni più importanti di altri e sui quali si basa tutto il romanzo. Ad esempio il prima e il dopo la morte dei suoi genitori, o il prima e il dopo la sua amicizia con Angelica, oppure il prima e il dopo la sua fuga. Avvenimenti cruciali nel mondo di Alice, che portano rabbia, confusione e conseguenze che non sa gestire.
Il ritmo è incalzante, spinge il lettore a continuare la lettura, per poter scoprire cosa succede alla povera Alice. Alla sera, è stato difficile posarlo sul comodino, per spegnere la luce e dormire, l'avrei letto tutto d'un fiato.

venerdì 18 dicembre 2015

Più LIBRI Più LIBERI 4-8 Dicembre 2015

Palazzo dei Congressi - Roma
Dal 4 al 8 Dicembre si è tenuta al Palazzo dei Congressi di Roma "Più Libri Più Liberi - fiera della piccola e media editoria".
Dopo più di quattro ore trascorse in treno e lo sciopero dei mezzi pubblici a Roma, ho ritirato il mio accredito stampa allo sportello, che mi ha permesso accesso illimitato alla fiera per i due giorni che ho partecipato (venerdì e sabato), e dopo essermi (orgogliosamente) appuntata il pass al maglione sono entrata nel mio personale paradiso.

"Ma vai in fiera a guardare le copertine dei libri?". Domanda fattami da un NON-lettore, e già questo fa capire la pochezza della sua domanda, ma mi ha fatto riflettere:
Perché vado a una fiera del libro? SOLO per i libri?
No, c'è molto di più!!
Per quanto essi siano importanti (in fiera e nella mia vita), non sono stati il punto focale questa volta, come lo erano stati al Salone Internazionale del Libro di Torino, ma Più Libri Più Liberi per me è stata caratterizzata principalmente dalle PERSONE.

Prima fra tutte Simona di Letture Sconclusionate che è stata così gentile da ospitarmi a casa sua. Una casa carinissima, piena di libri (perché vi assicuro che Simona ne ha veramente TANTI di libri) in ogni angolo e due splendidi gatti, morbidi e coccolosi.
Una bellissima amicizia nata tra i nostri due blog, proseguita attraverso tante chiacchiere su Facebook, e in fine concretizzata in questi tre giorni trascorsi in sua compagnia. Per me è stato tutto magnifico e mi è dispiaciuto tantissimo tornarmene a casa.
La ringrazio per tutto: per la sua incredibile gentilezza e disponibilità; per avermi scarrozzata per tutta Roma e per tutto il Palazzo dei Congressi, presentandomi come "Daniela di Appunti di una lettrice" a editori e amici; per avermi fatto conoscere nuove Case Editrici e persone simpatiche; e per tutte le piccole attenzioni che ha avuto nei miei riguardi.
Ha reso la mia esperienza magnifica e per questo credo che ritornerò l'anno prossimo (Simo tieni pronta la brandina per me!!!).

Regalo di Miryam
Simona mi ha presentato Miryam, che trovate su Twitter come @crisidicoscenz. Simpatica e divertente, purtroppo con una leggera avversione per i gatti (soprattutto per quelli di Simona).
Sentirla parlare di letteratura e giornalismo mi ha fatto capire quanto poco ne sapessi di libri in generale e ora desidero fortemente rimediare a questa mancanza.
Mi sono divertita un sacco grazie alla sua personalità, ai suoi aneddoti e ai suoi acquisti che non poteva fare, ma che poi ha fatto lo stesso. E un grazie infinito per il bellissimo "uccellino di Twitter" che mi ha regalato!! (foto qui accanto).

Un altro incontro molto gradito è stata Irene di LibrAngolo Acuto. Vi garantisco che Irene parla proprio come scrive nel suo blog, ma dal vivo è ancora meglio. Una di quelle persone sempre con la battuta pronta, divertente e simpatica, che ti fa sentire a proprio agio, ti mette allegria e, per quanto fosse stanca, era sempre allegra e positiva. Ma non fatevi ingannare dalla sua ironia disarmante, in realtà nel profondo cela lo spirito di una piccola donna ottocentesca.
Passare le giornate e le serate con lei è stato estremamente piacevole.

Libri di Sergio Nazzaro
Simona mi ha presentato Sergio Nazzaro, giornalista e scrittore, che ringrazio ancora, oltre che per i "pipponi" filosofici, anche per avermi regalato due sue opere (di cui vi parlerò sicuramente qui nel blog), ma senza avermele autografate!!!!

E anche Luca Pantarotto, in fiera "portavoce" di NN Editore, ma che trovate anche su Holden & Company.
Con lui abbiamo trascorso una piacevole serata prima al ristorante giapponese e poi a girare in macchina in cerca di un parcheggio adatto a un milanese...(non l'abbiamo trovato).

Felicissima di aver ritrovato Maria di Scratchbook. Il nostro è stato un saluto molto veloce, perché io ero distrutta, avendo dormito poco in quei giorni, e non riuscivo a connettere molto in modo da fare lunghe conversazioni sensate. Così ho deciso di staccarmi dal gruppo e trascorrere la giornata di sabato da sola tra i libri.
Ma è sempre un piacere incontrare Maria, sorridente, solare e, da brava capa del Gruppo di Lettura "scratchmade", è impaziente di farti domande e conoscere le tue risposte.
Prima o poi io e lei ci siederemo insieme d'avanti a un caffè per parlare di noi e di libri (sono fiduciosa!!).
Insieme a Maria c'erano alcuni dei partecipanti al GDL sopra citato, ai quali finalmente ho associato una faccia al nome visto solo su Facebook.
Tra loro ricordo in particolare Paola Sabatini - primaopoifaraiunbloganchetu -  (grazie ancora per avermi detto che sono giovane) e Elena ExLibris del blog Io e Pepe (e libri e altro).

E tante, tantissime altre persone: gli Editori simpaticissimi, disponibili e che credono fermamente nel lavoro che fanno; i lettori che gironzolavano tra gli stand, con i quali ci si scambiava qualche occhiata d'intesa; la ragazza che mi ha fermata per sottopormi un questionario su quanti libri io legga e compri all'anno (ma non puoi farlo ad una fiera del libro... è come tirare in porta senza il portiere!!); e gli addetti all'entrata, che ormai ci conoscevano per nome da quante volte siamo uscite e rientrate.

Questo è quello che soprattutto mi porto a casa da Più Libri Più Liberi, quello a cui ho ripensato con affetto, dal momento in cui sono salita in treno per ritornare nel freddo Nord (Italia); la parte della fiera che ho preferito e adorato e che spero di ritrovare il prossimo anno.

Ma non è tutto, perché non dimentichiamoci che c'erano anche i LIBRI!!
Pochi comprati, ma tanti desiderati...

Subito mi sono fiondata da L'Orma Editore a prendermi la spilletta di Virginia Woolf (in alto a destra nella foto qui accanto), perché al Salone Internazionale del Libro, quando sono arrivata io, le avevano già finite e avevo preso solo quella di Emily Dickinson.

Sempre a Torino avevo stupidamente saltato lo stand di Edizioni Clichy, e quindi mi sono precipitata da loro.
Lo ammetto: avrei voluto comprare tutto. Non solo per la bellezza delle copertine, ma perché è un bel po' che seguo questa Casa Editrice e i suoi lavori mi piacciono.
Mi sono trattenuta ed ho optato per "Last days of Calirornia" di Mary Miller, che desideravo da un po' e che mi hanno detto essere molto bello.

Nuovo scoperta, solo da parte mia, estremamente gradita è stata Las Vegas Edizioni, a cui mi ha avvicinata Simona (lei conosce tutti in fiera) sabato mattina.
Chiedendo loro quale fosse il libro su cui puntavano di più ci hanno proposto "La penultima città" di Piero Calò. Hanno iniziato a descrivercelo con: "E' un distopico..." e io, già da queste semplici parole, mi ero innamorata e avevo deciso di prenderlo!!
Tornando nel pomeriggio a comprarlo, ho deciso di girare la ruota dei premi che avevano allestito nel loro stand ed ho vinto un altro libro!! Così ho scelto "Attraversami" di Christian Mascheroni (anche questo un distopico). Poi sono stati così gentili da regalarmi anche la collana della Las Vegas Edizioni che indosso spesso con molto piacere.
Anche Simona e Irene hanno comprato "La penultima città", quindi aspettatevi una lettura condivisa.

Ho un'amica che intende ricoprire di libri la propria figlia, io la sostengo appieno in questa sua missione e, quindi, ho colto l'occasione di Più Libri Più Liberi per raccogliere molti cataloghi di Case Editrici che pubblicano libri per bambini (ne ho presi veramente tanti).

Sbadata come sono e stordita dalla quantità di gente, e il poco riposo, mi sono dimenticata di comprare un sacco di libri e visitare altri stand.
Iperborea ha sempre ottime proposte letterarie, ma a mio parere sempre troppo care.
Edizioni E/O l'ho proprio saltata a piè pari da scema, senza accorgermene, e pensare che avevo in lista qualche loro libro da prendere.
Ho dimenticato di tornare a prendere "Comunism. Gli ultimi eredi dell'impero" di Valise Ernu alla Hacca Edizioni, dopo che l'avevo adocchiato già venerdì pomeriggio. E mi sono lasciata sfuggire anche "Sembrava una felicità" di Jenny Offill e "Il paradiso degli animali" di David James Poissant, entrambi di NN Editore.
Per non parlare di quelli che ho scoperto una volta arrivata a casa, leggendo i post dei miei amici blogger che, invece, sono più attenti e reattivi in queste situazioni.
Io sono un vero disastro purtroppo...

Quindi eccomi arrivata alla fine di questo resoconto.
Questo è stato il mio Più Libri Più Liberi 2015, tra tanti amici, innumerevoli libri e la conoscenza di nuove Case Editrici.
Come ho già detto ho dimenticato tanti libri, avrò dimenticata altrettante persone e mi sarò persa molto di tutta la fiera, ma vi prometti che l'anno prossimo mi impegnerò di più.