venerdì 18 agosto 2017

I MIGLIORI 3... LIBRI SUL FEMMINISMO


Essendo marzo il mese con al suo interno la festa della donna, mi era sembrato carino e interessante dedicargli un tema specifico qui nel blog e quindi recensire libri sul femminismo.
In pochi post, durante tutto il mese, non sono certo riuscita a esplorare appieno questa letteratura, diciamo che ho appena cominciato a scalfirne la superficie. Ma tra quelli che ho letto, ne ho identificati tre che sono importanti per capire che cos'è in realtà il femminismo e farci un'idea più consapevole su questo argomento.
Con solo tre libri partiamo dalle origini di questa corrente, negli Stati Uniti, e arriviamo ai giorni nostri, in Pakistan, passando per la Nigeria.

Dichiarazione dei sentimenti di Elizabeth Stanton e Lucretia Mott.
Un libricino piccolo, breve, ma intenso e completo, edito dalla straordinaria Caravan Edizioni, che racchiude tra le sue pagine una storia fatta di coraggio e voglia di cambiare le cose.
Quattro donne si ritrovano per un tè tra amiche e dai loro discorsi, dalle loro riflessioni e soprattutto dalle loro profonde convinzioni, nasce un movimento che da li a poco prenderà il nome di femminismo.
Dagli Stati Uniti prende il via questa corrente, che si diffonderà presto anche nel vecchio continente, che contribuirà a cambiare molte cose nel mondo e che ancora oggi continua nel suo intendo, cercando di dare a uomini e donne gli stessi diritti in tutto il mondo.
Una lettura veramente veloce e semplice, ma ricca di significato, che racconta una parte importante della storia di tutti noi.

Dovremmo essere tutti femministi di Chimamanda Ngozi Adichie.
Di cosa parli questo libro lo spiega già bene il titolo stesso. In pochissime pagine, estremamente scorrevoli, è riportato un intervento che questa autrice nigeriana ha tenuto nel dicembre 2012 alla TEDXEuston Conference (incontro annuale dedicato all'Africa).
In poche e semplici parole Adichie spiega che cosa voglia dite essere femministi al giorno d'oggi, perché lei si consideri tale e soprattutto perché sia una cosa che conviene a tutti esserlo. Che si tratti di uomini o donne: TUTTI dovremmo essere femministi.
E anche grazie a questa scrittrice oggi dichiararsi femministi vuol dire credere fermamente nell'uguaglianza sociale, politica ed economica dei sessi.

Io sono Malala di Malala Yousafzai.
E termino con questa commovente e intensa biografia di Malala, ragazzina pakistana che combatte per  garantire il diritto allo studio per tutte le bambine del suo paese, e di tutti i paesi meno fortunati.
Continua imperterrita nella sua missione anche dopo l'attentato alla sua vita nel 2012, da parte dei talebani, che la costringe in un letto d'ospedale per mesi a lottare tra la vita e la morte, e che poi porterà lei e la sua famiglia a vivere in Inghilterra e non tornare più nel suo amato paese.
Ma tutto questo non ha spaventato Malala, non l'ha scoraggiata, ma anzi l'ha resa ancora più forte e agguerrita, portandola a parlare anche alle Nazioni Unite, per far conoscere la terribile situazione del Pakistan.
Una ragazza incredibile, da cui tutti dovrebbero imparare e prendere ispirazione, per cercare di cambiare le cose e rendere il mondo un posto migliore.

venerdì 11 agosto 2017

I MIGLIORI 3... LIBRI DIVENTATI SERIE TV


Lo so che qui nel blog vi ho parlato solo di tre libri che sono diventati serie TV (o miniserie) e che quindi, non per forza, saranno i migliori tre in assoluto, di ogni tempo, ma solo i migliori di cui vi ho parlato per il momento. In più, prendiamo questa rubrica anche come un ripasso di quello che ho postato nel blog, che nel caso vi foste persi qualcosa, ora potrete recuperare.

Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket.
Serie di 13 libri per ragazzi, che raccontano le avventure dei tre orfani Baudelaire, Violet Klaus e Sunny, costretti a scappare in continuazione dal terribile Conte Olaf, interessato a mettere le grinfie sul patrimonio dei ragazzi.
Dei libri divertenti, appassionanti, ma che allo stesso tempo riescono a insegnare molto da molti punti di vista. La serie cresca insieme al lettore e ogni suo volume diventa più corposo e affronta tematiche più impegnative e serie. L'elaborazione del lutto è alla base di tutta la storia e, attraverso il modo di agire dei tre personaggi, aiuta il lettore a superare anche uno scoglio così grande come la perdita di qualcuno.
Netflix ne ha tratto una serie, di cui è disponibile la prima stagione, composta da otto episodi che coprono le vicende dei primi quattro volumi.
L'autore dei romanzi, Daniel Handler, figura tra i produttori esecutivi. Gli attori sono molto bravi e una menzione speciale va a Neil Patrick Harris, che interpreta un perfetto Conte Olaf.
La serie TV contiene molte anticipazioni dei romanzi seguenti, quindi io vi consiglio di leggere prima tutta la saga e poi dedicarvi alla visione.

Mildred Pierce di James M. Cain.
Un noir splendido, coinvolgente ed emozionante. La storia di una donna forte, determinata e risoluta. Tutto ciò che Mildred riesce a ottenere è perché se l'è guadagnato, lavorando sodo e con dignità. Ma per colpa di un uomo spocchioso e soprattutto a causa della propria figlia (odiosa), la donna perderà tutto ciò che aveva conquistato negli anni.
La mini-serie televisiva tratta da questo romanzo è della HBO ed è interpretata dalla straordinaria, maestosa e inimitabile Kate Winslet.
La trasposizione è estremamente fedele al libro, sia nelle ambientazioni che nelle vicende, addirittura alcuni dialoghi sono riportati parola per parola dagli attori.
Quindi non c'è molta differenza tra leggere il libro e guardare la serie, scegliete voi da quale dei due modi farvi sorprendere prima.

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.
Primo libro della regina del giallo, Agatha Christie, che leggo e che mi è piaciuto moltissimo.
Dieci persone vengono invitate in una villa a Nigger Island, dove una voce inumana e penetrante li accusa di essere tutti assassini. Inizia così un incubo ricco di tensione, angoscia, panico, terrore e isteria e ad uno ad uno moriranno per mano di un misterioso assassino che si rivelerà solo nelle ultime pagine del romanzo.
Intrigante e coinvolgente, che terrà il lettore incollato alle pagine fino alla sconvolgente rivelazione finale. Un libro che fa lavorare freneticamente il vostro cervello, per cercare di sbrogliare tutta la matassa, ma sarà impossibile capire chi è il vero colpevole.
La mini serie televisiva della BBC è fatta magistralmente, fedele alla storia del romanzo e in grado di trasmettere anche le stesse sensazioni della lettura, anche grazie a una suggestiva, e inquietante, colonna sonora.
In questo caso, essendo un giallo, dovete scegliere quale modo preferite per venire a conoscenza della storia e dell'assassino; essendo due cose molto simili, libro e serie TV, sicuramente la lettura del primo rovinerà la visione della seconda, e viceversa.

venerdì 4 agosto 2017

CALENDARIO DELLE LETTURE DI AGOSTO/SETTEMBRE

Luglio è stato un mese infernale, pieno di impegni, per questo la programmazione del blog ha subito un po' di variazioni e anche questa rubrica è slittata un po' più avanti di quando la propongo solitamente. Ma la normalità tornerà con l'arrivo dell'autunno e le temperature più miti, intanto con questo caldo le cose cambiano un po'. I post che pubblicherò in questo mese d'agosto saranno diversi, non ci saranno recensioni, ma soprattutto una rubrica che voglio provare a proporvi una volta a settimana; e se andrà bene diventerà protagonista qui nel blog durante i mesi estivi.
Ma intanto facciamo l'elenco delle letture che vorrei fare ad agosto, di cui vedrete le recensioni il mese prossimo, e poi diamo un'occhiata alle letture di settembre, perché mi devo preparare per il progetto che occuperà tutto il mese di ottobre. Ma una cosa alla volta, poi vi spiego meglio.

Cominciamo con la nuova uscita di Las Vegas Edizioni di Lorenzo Vargas Una più del Diavolo, che si preannuncia una lettura divertente e accattivante.
Il Diavolo è scomparso, nessuno sa dove sia. La dicotomia bene/male è fondamentale per l'umanità e senza uno dei due pesi della bilancia, che cosa potrà accadere? Sicuramente nulla di buono.
Unica speranza per sistemare le cose è Giovanni Archei, un musicista oscuro mai del tutto cresciuto. Sarà Raziel, l'angelo dei segreti, a rivolgersi a questo strano eroe per salvare l'umanità.
Mi incuriosisce molto e sarà sicuramente la mia prossima lettura. Ho proprio bisogno di qualcosa di leggero e divertente, perché sto vivendo una sorta di blocco del lettore (tipico del periodo estivo) e questo potrebbe aiutarmi a rilanciare la mia voglia di leggere.
Per rimanere in tema, ho anche il racconto Al buio scritto a quattro mani dagli editori di questa casa editrice, Carlotta Borasio e Andrea Malabaila, edito però da Intermezzi Editore. E vi farò sapere cosa ne penso anche di questa lettura veloce, che mi incuriosisce molto.

Uomini nudi di Alicia Giménez-Bartlett è un romanzo che mi ha prestato mia madre eoni fa e sarebbe anche il caso che lo leggessi e glielo restituissi. Quindi quale occasione migliore delle vacanze estive per smaltire una lettura di 440 pagine?!
Irene è un'imprenditrice che viene lasciata dal marito e decide di licenziarlo dall'azienda di famiglia, consapevole che il loro legame era stato fin dall'inizio non d'amore ma di convenienza.
Javier è un professore di letteratura licenziato per i tagli dovuti alla crisi. Per questo l'uomo cade in depressione, mettendo in difficoltà il suo rapporto con la compagna.
Accanto a Irene e Javier ci sono Ivan, il duro di periferia, e Genoveva, single anticonformista. A poco a poco le vite dei personaggi entrano in contatto e in progressiva, irresistibile collisione.
È un libro Sellerio, quindi sicuramente una garanzia.

Poi mi dedicherò a una biografia. In previsione del compleanno di Elizabeth Gaskell (il 29 settembre) ho intenzione di dedicarle una puntata di Fingerpost: indicazioni per..., come avevo fatto lo scorso aprile per Charlotte Brontë.
Non c'è molto materiale in italiano su questa straordinaria autrice dell'Ottocento (grande amica della suddetta Charlotte), purtroppo non è molto conosciuta e letta in Italia. Ma in mio soccorso arriva la bellissima casa editrice Jo March che ha pubblicato l'accurata biografia Sui passi di Elizabeth Gaskell scritta da Mara Barbuni, traduttrice di alcuni dei romanzi più famosi di questa autrice, come Gli innamorati di Sylvia e Mogli e figlie, per la stessa casa editrice.
Trascorrerò questi due mesi a cercare anche altro materiale su Elizabeth Gaskell, in modo da riuscire a fare una panoramica della sua vita il più completa possibile, e provare a far conoscere al pubblico una scrittrice che merita più attenzione.

Queste sono le letture che intendo fare assolutamente durante agosto. Sono solo tre perché voglio lasciarmi anche qualche spazio per scegliere libri spinta dall'ispirazione del momento. Ne ho talmente tanti, soprattutto nel Kindle, che non voglio programmare completamente i miei mesi di letture, ma ogni tanto voglio farmi guidare dall'istinto.
In modo leggermente diverso gestirò i mesi di settembre e ottobre, perché qui una certa programmazione serrata è quasi d'obbligo. Ho intenzione di dedicare tutto ottobre a recensioni di libri horror qui nel blog, in previsione di Halloween che chiuderà il mese con il libro horror per antonomasia (almeno per me). Non è un genere con cui ho molta confidenza, anzi possiamo dire che mi è del tutto estraneo (e mi spaventa molto); per questo mi affiderò a grandi classici e soprattutto al re di questa letteratura: Stephen King.

Per ora ne ho scelti solo tre, la cui lettura mi occuperà gran parte di settembre.
Il primo che mi è venuto in mente quando ho pensato alla letteratura horror è stato ovviamente Dracula di Bram Stoker.
Mai affrontato perché temevo mi avrebbe fatto troppa paura, e visto che io leggo soprattutto di sera, questo mi avrebbe causato molte notti insonne, ne sono sicura. Ma quale miglior occasione di addentrarmi in questa lettura, se non il mese che ospita la festa più "paurosa" di tutte ed esorcizzare un po' le mie paure.
Non credo serva illustrarvi di cosa parli questo libro, tutti al mondo lo conoscono, anche quelli che non l'hanno mai aperto in vita loro. Comunque, grazie a questa lettura, mi recherò in Transilvania per incontrare il terrificante Conte Dracula.

Il secondo classico scelto è Frankestein di Mary Shelley. Sinceramente questo libro non mi ha mai spaventato, come invece ha sempre fatto Dracula o altri del genere, ma anzi mi affascina e incuriosisce. La cosa che mi spinge di più a leggerlo è che al suo interno racchiude le basi di molti altri generi letterari, dal gotico alla fantascienza, dal thriller all'action, fino ad arrivare all'horror puro.
È la storia dello scienziato Frankestein e della sua bizzarra idea di assemblare un essere con parti di cadavere e animarlo con l'elettricità. Ma le cose precipitano velocemente e lui decide di abbandonare la sua creatura sperando che muoia, ma essa tornerà per vendicarsi.
In più sono proprio curiosa di leggere la grande opera di questa autrice, che all'epoca era una mosca bianca in una letteratura di genere prettamente maschile.

E ora arriviamo al vero punto della questione.
Il mio intento è quello di pubblicare il giorno di Halloween la recensione del libro It di Stephen King, con magari un piccolo confronto con la miniserie televisiva in due parti del 1990, che io vidi a otto anni e che mi terrorizzò a morte.
Visto che credo fermamente nel superamento delle proprie paure affrontandole, mi sento abbastanza pronta ora per affrontare questa lettura, e avrò bisogno di un bel po' di tempo, perché sono più di 1200 pagine. Spero di farcela... non tanto per la mole, ma più che altro spero non mi spaventi troppo da arrivare ad abbandonarlo.
Naturalmente io non posseggo questa "simpatica" nuova edizione del romanzo (che vedete in foto), ma ho quella del 1992 con una copertina molto più bella e sicuramente più inquietante.
Anche di questo, come Dracula sopra, non credo serva raccontarvi la trama, ma nel caso vi basti sapere che in una ridente cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia...

Per ora questo è il mio piano di lettura. Che ve ne pare? Sicuramente verso fine settembre e inizio ottobre dovrò scegliere altri libri horror, o comunque intorno a quel genere, per poter riempire tutto un mese di recensioni. Sto pensando a qualcosa di Neil Gaiman, più soft ma sempre in tema, o anche Shirley Jackson, Edgard Alan Poe e Lovecraft. Ma ci penserò a tempo debito.
Intanto, voi cosa state leggendo? Vi ho incuriosito con qualche titolo? Avete intenzione di leggere qualcuno di questi libri? Soprattutto gli ultimi tre, così possiamo fare un piccolo gruppo di lettura, perché io avrò sicuramente bisogno di sostegno... Ma soprattutto avete qualche consiglio da darmi a riguardo, qualche romanzo horror che devo assolutamente leggere?

martedì 1 agosto 2017

L'ALTRA FIGLIA di Annie Ernaux

I libri di questa autrice francese sono considerati dei veri classici contemporanei. Amatissima in patria, qui da noi è arrivata grazie a L'Orma Editore, che ha tradotto, oltre a questo, anche Il posto, Gli anni e Memoria di ragazza.
Tutti i suoi romanzi sono autobiografici e anche L'altra figlia è uno spaccato della sua vita che racconta un momento importante della sua esistenza, estremamente personale, che racchiude nelle sue pagine una riflessione su cosa voglia dire a volte essere figlia e soprattutto sorella di qualcuno che non c'è più.

In un'assolata domenica d'estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un'altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse.
È una rivelazione che diviene lo spartiacque di un'infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice, e infiamma l'intensa prosa di questo romanzo breve.
"Per lasciarsi alle spalle il fuori fuoco del vissuto" Annie Ernaux intraprende una lettera impossibile a quella sorella sconosciuta. Rivivono così i sensi di colpa e i moti d'orgoglio, le curiosità taciute e le inconfessabili gelosie, il peso del confronto e il privilegio di essere amata.
Ancora una volta la grande autrice francese intesse una prodigiosa corrispondenza di sensi tra vivi e morti, scolpendo in una scrittura perfetta la storia di una relazione fragile, preziosa e irrimediabile come ogni esistenza umana.

Lo stile di Annie Ernaux è poetico e raffinato, in poche pagine e attraverso un linguaggio semplice e scorrevole racconta una storia che ha un grande significato per lei. Una narrazione ricca di sensazioni, emozioni e sentimenti che la aiutano anche a riflettere su quel rapporto mancato con la sorella scomparsa e mai conosciuta.
Una lunga lettera intrisa di particolari, che le serve per fare finalmente il punto della situazione su una vicenda che non ha mai affrontato completamente, che ha sempre vissuto guardandola da distante e a volte ignorandola del tutto. La scrittrice da finalmente sfogo ai suoi pensieri, consegnando al lettore un piccola ed emotivamente coinvolgente parte della sua vita.

All'inizio Ernaux ripensa a quel giorno, di molti anni prima, in cui ascoltò di nascosto sua madre raccontare della figlia avuta prima di lei e tragicamente scomparsa. È una rivelazione sconvolgente per lei, che non riesce ad accettare e che per molti anni a venire cercherà di ignorare e nascondere. Ma tutto il suo vissuto, compreso questo piccolo avvenimento che è rimasto sopito dentro di lei per molto tempo e che ha scavato nella sua mente e influenzato il suo modo di vedere le cose, l'ha portata ad essere la scrittrice che è oggi: un'autrice che attinge alla sua vita privata per raccontare storie toccanti e intense. Così decide di scrivere questa lettera, indirizzandola alla sorella mai conosciuta e vista solo attraverso poche foto ingiallite, per mettere nero su bianco una riflessione complessa e sofferta; ma anche per ringraziarla, perché è anche grazie a lei se oggi si ritrova con una penna in mano a scrivere romanzi dall'enorme successo. Probabilmente questa vicenda ha segnato in qualche modo il suo destino, spingendola a diventare nient'altro che una scrittrice.

Con uno sguardo al passato l'autrice analizza gran parte della sua vita dopo l'incredibile scoperta, rendendosi conto dell'enorme senso di colpa che l'ha accompagnata perché lei è sopravvissuta e la sorella no; lei ha ricevuto più amore (o almeno per più tempo) dai genitori, che invece si sono visti strappare l'altra figlia dalle braccia amorevoli per colpa di una malattia; la gelosia provata nello scoprire che "l'altra era più buona di quella lì"; l'inevitabile confronto con una persona che non c'è più, la cui presenza è invisibile ma costantemente percepibile, perché chissà come sarebbe potuta diventare: sarebbe stata più bella, più brava, più intelligente, più... e che ha lasciato un'impronta dentro di lei nonostante la sua assenza; e poi anche il rammarico di non essersi informata su questa sorella, di non averne mai parlato con i genitori quando erano ancora in vita, o di non aver chiesto notizie a parenti e amici di famiglia.
Per tutta la vita Annie Ernaux si trova a fare i conti con questa figura ingombrante e silenziosa, con cui non può parlare, confrontarsi e litigare; una bambina di cui non conosce praticamente nulla, se non il nome e l'aspetto visto in una vecchia fotografia rovinata, e di cui ormai non scoprirà mai nient'altro e si dovrà accontentare solo dell'immagine che si è costruita nella mente.

Un romanzo breve, di nemmeno ottanta pagine, che si legge con calma in un caldo pomeriggio d'estate. Coinvolgente ed emozionante, a tratti commovente, intenso per il tema trattato, ma che vi scorrerà tra le mani grazie anche a una prosa e un talento difficili da trovare nei romanzi contemporanei. Il tutto contornato da una splendida veste grafica, di quelle che solo L'Orma Editore sa fare: copertine semplici e lineari, ma ricche di significato, che sanno cogliere l'essenza della storia attraverso un'immagine.

venerdì 21 luglio 2017

QUALCUNO CAMMINA SULLA TUA TOMBA di Mariana Enriquez

Da dicembre dell'anno scorso, da quando sono tornata a casa da Roma, questo libro è rimasto ad aspettarmi pazientemente sulla mia libreria. Attendeva il suo momento e finalmente è arrivato. Non vedevo l'ora di leggerlo, lo desideravo molto, e grazie al progetto #IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering ho avuto una scusa più che valida per leggerlo, dato che tutto il mese di luglio è dedicato alla casa editrice indipendente Caravan Edizioni.
Forse è più un libro invernale, ma anche con questa insopportabile calura, Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez è riuscito a regalarmi delle serate piacevoli e rilassarmi, accompagnandomi attraverso paesi diversi e interessanti.

Amore e morte nel cimitero di Genova, la ricerca di tracce del vudù a New Orleans, il furto di un osso nelle Catacombe di Parigi...
Mariana Enriquez, "collezionista di cimiteri", ci regala la sua personale guida delle città dei morti più suggestive in giro per il mondo.
Non c'è nulla di macabro in queste pagine: i cimiteri di Mariana sono città invisibili in cui milioni di vite continuano a esistere in nomi, date, epitaffi, foto sbiadite, leggende, splendide statue.
Così nelle ultime tracce che i morti hanno lasciato a propria memoria - le tombe -, l'autrice ritrova pezzi di storia, mitografie impossibili, racconti di paura.



Lo stile della Enriquez è fresco, pulito e genuino. Niente di complicato, scorre velocemente sotto gli occhi, invoglia alla lettura ed è praticamente un libro impossibile da posare finché non lo si finisce.
Il libro è composto da diversi racconti, di lunghezze decisamente diverse, ma che non sono assolutamente racconti inquietanti sui cimiteri, anzi, sono passeggiate tranquille in questi luoghi per vederli semplicemente per quello che sono: dei posti di riposo, silenziosi che trasmettono tranquillità, che non nascondono nulla di spaventoso o macabro, ma che al contrario hanno da raccontare molte storie.
A dire la verità sì, alcune storie sono un po' inquietanti, come ad esempio quella del bambino messicano, di Guadalajara, morto d'infarto a causa della sua paura del buio, e che veniva disotterrato da qualcuno tutte le notti.
Ma solo alcune sono così macabre, la maggior parte sono racconti curiosi e interessanti di persone del tutto comuni.

Mariana Enriquez racconta queste storie con un enorme rispetto nei confronti dei defunti e una sana curiosità nel capire cosa sia successo veramente e perché. Non c'è nulla di macabro o ossessivo nelle sue indagini, lei non vuole dare ai cimiteri che visita quella parvenza di mistero e inquietudine, ma ne è affascinata e incuriosita per ciò che questi posti possono raccontare. E questo è percepito dal lettore che legge queste pagine, e si lascia influenzare, coinvolgere e incuriosire.
Questo libro racchiude delle semplici camminate per cimiteri che l'autrice ha fatto in giro per il mondo, visitando alcuni dei luoghi di sepoltura più famosi, più grandi, più affascinanti e più maestosi che si conoscano (e non). Ma ciò che la Enriquez aggiunge a queste storie, per dare quel tocco in più e quindi interessare ancora di più il lettore, è accennare velocemente, ma con parole semplici e chiare, alla storia del Paese in cui si trova quel determinato cimitero. Le spiegazioni di alcune vicissitudini storiche e attuali di quei posti, unite ad accadimenti personali della scrittrice, arricchiscono questi racconti, dando una visione più ricca e completa.

Molto spesso quando leggo dei racconti ce ne sono alcuni che mi piacciono di più e altri di meno, è normale. In questo caso non è successo. Il fatto che siano così diversi, ma uniti da un filo comune che è la morte e l'amore, me li ha fatti piacere tutti a loro modo. Ogni storia è particolare e interessante, ma anche le culture che le circondano sono così diverse tra loro da renderle speciali e memorabili. Come ad esempio la descrizione di come si festeggia il Giorno dei Morti, 2 novembre, in Messico; oppure la storia dell'isola Martín García in cui "nessuno muore" (cosa sono tutti vampiri?); o le difficoltà dei primi insediamenti dei coloni in Australia, più precisamente a Rottnest Island, che andarono a scapito degli aborigeni; o ancora il museo del Vudù in Louisiana e il suo cimitero ricco di defunti con storie curiose; per non parlare del cimitero ebraico della Colonia Novibuco a Basavilbaso in Argentina.

Per quanto i Paesi visitati dall'autrice siano molto distanti tra loro, il modo che hanno di vivere la morte li accomuna e anche la disposizione dei defunti, per il riposo eterno, è molto simile: con lapidi bianche, croci grandi e piccole, e statue o monumenti imponenti per ricordare il caro estinto.
È curioso notare, grazie a questo libro, come in qualsiasi parte del mondo alcune morti e luoghi particolari siano legati a credenze popolari, superstizioni e riti scaramantici. Ogni cimitero ha la sua leggenda.
Un libro consigliatissimo, che vi accompagnerà per diversi giorni, raccontandovi storie interessanti e affascinanti, che vi farà scoprire angoli diversi del mondo e che vi trasmetterà una grande calma e tranquillità, invitandovi a fare una passeggiata nel cimitero più vicino a voi.

martedì 11 luglio 2017

QUELLO CHE È SUCCESSO A JOANA di Valèrio Romão

Continuiamo il nostro mese del #IndieBBBCafè dedicato a Caravan Edizioni e lo facciamo con un libro bellissimo e struggente, che è anche la loro ultima uscita.
Parlo di Quello che è successo a Joana dello scrittore e poeta portoghese Valèrio Romão. Questo romanzo insieme ad un altro intitolato Autismo, nelle intenzioni dell'autore, dovrebbero far parte di una trilogia intitolata Paternità mancate.

Joana aspetta da otto anni di diventare madre. Insieme al marito ha già cambiato tre volte il colore della stanza del bimbo.
Quando una notte, al settimo mese di gravidanza, le si rompono le acque, corre in ospedale seguendo un piano che ha programmato sin nei minimi dettagli.
La sala travaglio è una stanza delle torture dove le donne affrontano la ritmicità dei dolori nell'indifferenza professionale del personale sanitario. Ma le cose non vanno secondo le previsioni. Errore umano? Destino geneticamente determinato?
Unica via di fuga per far fronte a un inaccettabile fallimento sarà scivolare in una follia straripante, in grado comunque di procurare a Joana un'inattesa forma di consolazione.


Lo stile di Valèrio Romão è ricco e corposo, a volte diventa quasi lirico e astratto sottolineando così il suo essere anche poeta. Una scrittura che all'inizio appare un po' complicata, difficile da seguire, ma basta prenderci un po' la mano e nel giro di poche pagine scorre benissimo, fluida e veloce. Così veloce che a un certo punto ho rallentato la lettura, perché non volevo finirlo troppo in fretta e desideravo gustarmelo appieno fino all'ultima pagina.

Il romanzo comincia con una scena inquietante, a tratti disturbante per quello che succede e per come è descritto. Dopo aver superato l'ostacolo di leggere quei contenuti, ho capito che era una scelta azzeccatissima dell'autore: con quella scena il lettore prende subito confidenza con l'ambientazione inquietante, sconvolgente e a volte surreale, che poi incontrerà qualche pagina dopo e che lo accompagneranno, con sensazioni ed emozioni veramente forti, per tutto il romanzo.
Ci ritroviamo a vivere quello che per Joana dovrebbe essere uno dei giorni più belli della sua vita, ma che a causa di un infausto destino, si trasforma in un incubo terribile.
La povera Joana si ritroverà, abbandonata in una sala travaglio insieme ad altre donne, a soffrire e ad avere paura, senza la possibilità di affidarsi alla compassione di nessuno, nemmeno di suo marito che verrà tenuto distante e all'oscuro di questo momento precedente al parto.
La protagonista all'inizio cercherà di farsi carico anche della sofferenza delle altre partorienti, aiutandole e sostenendole; ma ben presto quella situazione frustrante e sconvolgente avrà la meglio su di lei e la isolerà nel suo letto, sprofondata quasi nella follia, in attesa di mettere al mondo suo figlio.
Al lettore, del tutto avviluppato e coinvolto dalla storia, sembrerà di essere in quella terribile sala travaglio, sentendo le urla e le imprecazioni delle donne, i loro pianti e sospiri. Io mi sono ritrovata a desiderare di riuscire a tenere la mano di queste ragazze e poterle consolare.

Un perfetto e incisivo romanzo di denuncia sulla situazione delle partorienti in alcuni ospedali. Donne spaventate, confuse e doloranti lasciate completamente a sé stesse. Dottori troppo arroganti e altezzosi per concedere una parola gentile o un po' di conforto. Infermiere distratte, frustrate e indifferenti che non si permettono nemmeno un minimo di educazione e delicatezza nel trattare le povere gestanti.
Un ambiente decisamente ostile, che sicuramente non prepara, non mette a proprio agio e che non permette di vivere serenamente una delle gioie della vita (o che almeno dovrebbe esserlo).
Vi avviso che si prova molto stupore misto a tristezza leggendo come viene trattata Joana e cosa è costretta a sopportare, l'empatia nei suoi confronti è tanta, ma c'è anche molta rabbia. Rabbia verso il personale sanitaria, al quale una persona si affida in un momento di bisogno e di sofferenza e che non è in grado di dare una risposta empatica e rassicurante.

Non crediate che sia solo un romanzo, cioè non pensiate che sia tutto inventato o circoscritto ad alcuni ospedali portoghesi. No cari miei, purtroppo no. Si tratta di una realtà molto comune, presente in moltissimi ospedali del mondo, anche molti in Italia.
Per questo motivo è nata anche una campagna in tutto il mondo (in Italia è contrassegnata dall'hashtag #bastatacere) contro la violenza ostetrica. Potrete leggere la testimonianza di migliaia di donne che raccontano di come sono state trattate male, in modo irrispettoso, a livello fisico e psicologico da dottori, ostetriche e infermiere, molte umiliate pesantemente e derise, trattate peggio che animali.
Se vi interessa approfondire vi lascio il link all'articolo del Corriere della Sera che spiega tutto molto bene e riporta anche alcune testimonianze, in modo che possiate farvi un'idea di questa grave piaga che una società civile e rispettosa non dovrebbe avere, soprattutto in ambienti delicati come gli ospedali.

Come finirà questa storia? Cosa succederà a Joana? Troverà un po' di pace e sollievo? Non sarò certo io a dirvelo, ma dovrete leggere questo splendido libro.
Per qualcuno sarà dura e difficile, ma vi sprono ad arrivare fino in fondo perché ne vale veramente la pena. Una storia toccante, che vi entrerà nel cuore per non abbandonarvi più. Perfettamente scritta, ricca di dettagli e accuratamente costruita; una lettura drammatica e sconvolgente, che vi aprirà anche gli occhi su una realtà estremamente attuale e troppo comune nel mondo.

giovedì 6 luglio 2017

Uno sguardo al catalogo di CARAVAN EDIZIONI

Questo sarà un breve post in cui vi racconterò un po' alcuni libri Caravan edizioni che mi piacerebbe leggere. Naturalmente mi piacerebbe leggerli tutti, e prima o poi lo farò, ma per ora diamo uno sguardo a quelli più interessanti secondo me.

Il primo in assoluto che vorrei avere è Rivendicazione dei diritti delle donne, che insieme agli altri due che ho Dichiarazione dei sentimenti e Alle fanciulle e alle figlie del popolo andrebbero a formare un bel terzetto di letture femministe. Infatti questo libricino è uno dei primi documenti di filosofia femminista, scritto addirittura nel 1792.
Per curiosità l'autrice di questo documento, Mary Wollstonecraft, donna forte ma dalla vita breve, è anche la madre di Mary Shelley l'autrice di Frankenstein.




Avendo cominciato a leggere Qualcuno cammina sulla tua tomba, che vi assicuro è bellissimo e molto curioso, mi sembra doveroso leggere la prima pubblicazione di Mariana Enriquez cioè Quando parlavamo con i morti,
Si tratta di tre racconti inquietanti: uno su una tavola ouija, uno su una donna sfigurata e il terzo parla di Machi, che gestisce l'archivio dei bambini scomparsi e si affeziona al caso di una prostituta quattordicenne.
Se vi piace questo genere non potete certo lasciarvelo scappare, io non sono un'amante di questi libri, ma lo trovo estremamente interessante e affascinante che non vedo l'ora di leggerlo.



Un'altro libro interessante è Opendoor, di Iosi Havilio, ambientato in un paesino vicino a Buenos Aires racconta la storia di una donna, la cui compagna è sparita nel nulla, e lei si ritrova a stringere relazioni con persone sofferenti quanto lei, che la porteranno a perdersi sempre di più.
Prima opera di questo scrittore argentino ricca di disagio, smarrimento e malinconia, promette di essere molto bello e coinvolgente.






In finale c'è Bastardia, della scrittrice portoghese Hélia Correia, una storia di crescita e consapevolezza di sé, ma anche di un viaggio importante per un ragazzo, che desidera con tutte le sue forze, e che forse è predestinato a fare a causa di un sortilegio fatto a sua madre.
La giusta dose di avventura e magia tipica della letteratura portoghese, spagnola e anche sudamericana.






Non so voi ma io sono molto curiosa di leggere questi libri, che faranno parte sicuramente dei miei prossimi acquisti.
E ora tocca a voi: cosa vi piacerebbe leggere di Caravan edizioni? Andate subito a consultare il loro catalogo e poi venite subito a dirmelo. Aspetto i vostri consigli.

lunedì 3 luglio 2017

Indie BBB Café | Intervista a CARAVAN EDIZIONI

L'Indie BBB Café ha aperto le sue porte a gennaio con la prima casa editrice ospite che è stata CasaSirio Editore. Da allora ogni mese l'abbiamo dedicato a una piccola realtà editoriale italiana, in ordine sono state: Las Vegas Edizioni, Eris Edizioni, Exòrma Edizioni, SUR e Gorilla Sapiens Edizioni.
Nel mese di luglio tocca a me, e io vi voglio presentare una casa editrice davvero speciale, con dei prodotti editoriali interessanti e di qualità: Caravan Edizioni, che pubblica soprattutto letteratura contemporanea del Sud America, ma tra le loro proposte c'è molto di più...

Il logo di Caravan edizioni
Benvenuti, è un piacere per me ospitarvi tra i miei appunti.
Cominciamo dall'inizio: come nasce Caravan edizioni e qual è la vostra linea editoriale?

Grazie intanto per l'ospitalità! Caravan nasce nel 2010 a Roma per volontà di quattro donne, appassionate di viaggio, letteratura e identità culturale. Nel 2013, dopo una "pausa" di un anno, la casa editrice riparte con una squadra leggermente cambiata ma medesimi intenti. Attualmente abbiamo due collane principali: in "Bagaglio a mano" esploriamo la narrativa contemporanea, in particolare quella proveniente dall'America del Sud, mentre nella collana "Segnavia" recuperiamo testi fondativi sui diritti umani, e in particolare sui diritti delle donne. Per quanto riguarda la narrativa, il filo rosso è il modo in cui le nuove generazioni percepiscono il passato a volte oscuro vissuto dai loro padri. Ma nel caso di Mariana Enriquez, ad esempio, questo tema si intreccia con quello dei diritti delle donne, ripreso nella collana "Segnavia". Insomma, che si tratti di storie o saggistica, i nostri libri dialogano sempre tra loro.

Nella collana "Bagaglio a mano" pubblicate principalmente autori del Sud America, ma anche qualcosa dell'Est Europa. Come mai la scelta di paesi così distanti tra loro geograficamente e culturalmente parlando? C'è forse qualcosa che li accomuna?

Sì, sicuramente Sud America ed Est Europa hanno un legame profondo, dovuto a diversi flussi migratori, anche se a conti fatti questo legame, almeno nel caso degli autori da noi pubblicati, si ripercuote poco in termini di peculiarità letterarie. C'è un romanzo brasiliano che avremmo potuto pubblicare che racconta la ricerca delle proprie origini brasiliane da parte di un uomo polacco, e a pensarci bene ce n'è un altro ceco che racconta le origini ceche di una donna argentina. Diciamo che se avessimo pubblicato questi e altri romanzi a poco a poco il legame sarebbe affiorato più chiaramente. Lo stesso Krupa, autore del nostro Serpenti, ha un cognome polacco. Ma per farla breve, Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? è stato l'inizio, molto riuscito, di una sotto-collana che non si è mai avviata, e che avrebbe ospitato autori dell'Est Europa. Per tanti motivi, abbiamo preferito concentrarci sui giovanissimi latinoamericani.

Vorrei evidenziare particolarmente la vostra collana "Segnavia", che tratta argomenti decisamente importanti come i diritti delle donne. Questo tema mi sta molto a cuore e cerco di portarlo sempre più in luce nel mio blog, parlando appunto di libri con queste tematiche. Ce ne volete parlare un po' di più? Come è nata l'idea e perché è stato scelto proprio questo tema? Sono previste altre uscite in questa collana?

Anche a noi sta molto a cuore il tema, come si può evincere. Crediamo che i nostri "libricini delle femministe", come li chiamiamo scherzosamente tra noi, dovrebbero trovarsi in tutte le case. È una cosa che va al di là dell'aspetto commerciale di una casa editrice. Tant'è che parliamo di volumetti spillati da tre euro e cinquanta (della cui veste grafica, detto tra parentesi, siamo particolarmente fieri). Si tratta,più seriamente, di testi fondativi, rivelatori, necessari alla comprensione di quella che è stata la condizione della donna fino all'altro ieri. Ma c'è di più, sono testi brillanti, illuminati, e, nel caso della Wollstonecraft, persino divertenti. Sicuramente rimarranno una costante all'interno delle nostre pubblicazioni.

Tre libricini della collana Segnavia

Che cos'è esattamente "Traviesa" e perché avete deciso di portarla in Italia?

Traviesa è una splendida realtà, una rivista latinoamericana che mette insieme giovani autori di tante nazionalità diverse, producendo numeri digitali composti da quattro racconti ciascuno. Noi, semplicemente, ci siamo proposti di tradurre alcuni numeri e di importarli in Italia. Tra questi autori, Rodrigo Hasbún, classe 1981, è da poco stato pubblicato da SUR.

Quali sono i punti forti di Caravan edizioni? Cosa la differenzia dalle altre realtà editoriali? E quali sono, invece, i limiti che si incontrano essendo una piccola Casa Editrice indipendente?

Sappiamo di essere mossi principalmente dall'amore per le letterature che trattiamo, e per i nostri libri, in quanto oggetto cartotecnico e in quanto veicolo di contenuti che sanno alternare l'intrattenimento alla riflessione. Facciamo pochi libri l'anno, forse è questo a differenziarci da altri editori, ma non possiamo sostenere che questo implichi una cura editoriale maggiore, per quanto noi davvero ci mettiamo l'anima affinché i nostri libri siano "corretti" da tutti i punti di vista. I limiti si sono intravisti nella seconda domanda, parlando di libri che avremmo voluto fare e che non abbiamo fatto, a volte perché i diritti erano fuori dalla nostra portata, altre perché, in generale, abbiamo mezzi ridotti.

C'è in progetto qualche novità? Qualche prossima uscita che ci potete anticipare?

Parliamo dell'ultimo libro in uscita, Quello che è successo a Joana di Valério Romão, un libro molto intenso che parla della maternità ospedalizzata e che, va detto, potrebbe scuotere qualcuno per via della trama e delle atmosfere. È un libro difficile, al quale crediamo moltissimo, e speriamo che superi l'ostacolo della paura iniziale da parte di giornalisti e lettori. Ma consiglio anche il secondo libro di Mariana Enriquez, che nel frattempo è stata pubblicata anche da Marsilio, e che è un viaggio narrativo tra i cimiteri di tutto il mondo; si intitola Qualcuno cammina sulla tua tomba.

Le ultime due novità Caravan edizioni

Ultima domanda. Naturalmente prima di essere editori siete dei lettori. Ci dite due libri che, secondo voi, tutti dovrebbero leggere e perché?

Sì, siamo lettori, e lettori voraci, e anche tra noi molto diversi: c'è chi ama João Guimarães Rosa e chi Bernhard, chi Fenoglio e chi i manga. Forse proprio per questa varietà di preferenze non riusciamo ad accordarci su due libri che vadano bene per tutti. Ma chi leggerà quest'intervista se ci scriverà via mail avremo il piacere di dargli qualche consiglio su misura, e non necessariamente dal nostro catalogo.

Grazie mille per la disponibilità, attraverso queste risposte è emersa proprio tutta la passione e l'amore che provate per il vostro lavoro e i libri in generale.
Tenete duro e continuate sempre così, perché abbiamo bisogno di editori come voi, che credono in ciò che fanno, e tutto l'impegno che ci mettete si rispecchia negli ottimi prodotti che pubblicate.


Se l'intervista vi è piaciuta e vi ha incuriosito, andate subito nel sito di Caravan edizioni a spulciare un po' il loro interessantissimo catalogo, e andate a trovarli nella loro pagina Facebook.
Non dimenticate di mettere mi piace alla pagina delle Book Bloggers Blabbering per non perdervi tutte le recensioni ai libri Caravan che condivideremo con voi per tutto il mese di luglio, saranno degli ottimi suggerimenti per le letture sotto l'ombrellone.
E io tornerò da queste parti venerdì, perché non ho ancora finito di parlarvi di questa straordinaria casa editrice, e vi illustrerò un po' il loro catalogo elencando i libri che desidero leggere assolutamente.

venerdì 30 giugno 2017

CALENDARIO DELLE LETTURE DI LUGLIO

C'ho preso proprio gusto con questo calendario delle letture, lo attendo con ansia e durante tutto il mese mi sfido a terminare la quantità di letture che mi sono prefissata e a pensare che libri inserire nel prossimo (finché dura prendiamoci dentro...).
Dato che è diventata una rubrica fissa, ha diritto al suo banner, che realizzerò nei prossimi mesi (appena ho due minuti di tempo) così da rendere tutto più ufficiale e ordinato.
Intanto partiamo con le letture che ho intenzione di fare a luglio. Non saranno tante, perché in questi mesi ho intenzione di mollare un po' la cinghia con il blog e godermi l'estate in relax (anche perché accendere il computer con questo caldo è da spararsi!!)

Prima di tutto vi informo che #IndieBBBCafé delle Book Bloggers Blabbering di questo mese sarà interamente dedicato alla Caravan edizioni. Non perdetevi la mia intervista alla Casa Editrice che sarà pubblicata qui sul blog lunedì, e anche tutti i bellissimi consigli di lettura che vi daremo durante tutto il mese.
Dal canto mio io leggerò due libri Caravan, per poi parlarvene.
Il primo sarà Quello che è successo a Joana di Valerio Romão. Romanzo secondo me straziante di una donna al settimo mese di gravidanza che le si rompono le acque e si precipita in ospedale. Oltre all'ambiente terribile della sala travaglio e all'indifferenza del personale sanitario, qualcosa non va per il verso giusto. Errore umano o destino? Lo scopriremo, mentre la nostra povera Joana sprofonderà in una spirale di follia straripante.
Mi incuriosisce tanto, anche perché tempo fa ho letto un'illuminante articolo su quello che passano le partorienti in sala parto e durante il ricovero successivo. Aneddoti indicibili, che fanno indignare e vergognare. Comunque approfondirò l'argomento se questo è, in parte, il tema del libro e potremo discuterne sotto la recensione.

Secondo libro Caravan è Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez. Regalatomi gentilmente mentre mi trovavo a Roma per Più Libri Più Liberi il dicembre scorso.
Un libro che mi ha incuriosita subito dal titolo e poi mi ha letteralmente conquistata quando ho scoperto che al suo interno l'autrice racconta la storia di persone del tutto comuni, ma con vicende curiose e interessanti, sepolte nei cimiteri più suggestivi del mondo, da Genova a New Orleans fino a Parigi.
Non c'è assolutamente nulla di macabro in questi racconti, mantenendo un certo rispetto per i defunti, ma anche un po' di ironia per non appesantire la situazione.
La vita delle persone, reali e non, mi ha sempre incuriosita, è anche per questo che sono un'accanita lettrice, non è forse per questo che si legge? Per scoprire e immergersi nella vita di qualcun'altro? E farlo attraverso una passeggiata tra le tombe di diversi cimiteri in compagnia della Enriquez mi affascina molto.

Ultimo libro, ma già in lettura in questo momento, è il piccolissimo (appena 80 pagine) ma intensissimo e coinvolgente L'altra figlia di Annie Ernaux, questa volta de L'orma Edizione.
Una lettera che l'autrice scrive alla propria sorella morta due anni prima che lei nascesse. Un racconto intimo e toccante, che la Ernaux fa a cuore aperto, interrogandosi su che ruolo ha avuto questa sorella invisibile nella sua vita e nella vita dei suoi genitori.
Veramente una lettura veloce date le poche pagine, ma alla quale bisogna prestare molta attenzione. Sa scavare nei sentimenti e nelle emozioni umane, fino a commuovere.


Ecco qui. Come potete vedere questo mese mi concentrerò su sole tre letture, ma nulla mi vieta di cominciarne altre quando le avrò finite queste, solo che non voglio programmarle ora. Ho molto tra cui scegliere: alcuni racconti, un paio di libri nuovi e molti libri che attendono da tempo nella mia libreria... Deciderò con calma quando sarà il momento, per ora va bene così.
A dire la verità avrei ancora in lettura Tredici di Jay Asher, che trovo estremamente noioso e lo sto trascinando da due mesi ormai, ma cercherò di finirlo il prima possibile in modo da parlarvene nel prossimo Romanzi a Puntate.

E voi avete letto o avete intenzione di leggere qualcuno di questi libri? Avete già deciso quali saranno le vostre letture sotto l'ombrellone? Avete qualcosa da consigliarmi?
Ci vediamo lunedì con l'intervista alla redazione di Caravan edizioni, non mancate!!

mercoledì 28 giugno 2017

ROMANZI A PUNTATE: DIECI PICCOLI INDIANI di Agatha Christie


Circa un mese fa ho visto che in televisione davano le due puntate della mini-serie omonima del capolavoro di Agatha Christie Dieci piccoli indiani. Dato che non avevo mai letto un giallo (lo so, è vergognoso) e soprattutto mai un giallo di Agatha Christie (ancora più vergognoso), ho deciso che era arrivato il momento di provare questo genere, e quale scelta migliore se non cominciare con la regina del delitto in persona?!
Per una volta la televisione mi ha spinta ad uscire dalla mia zona confortevole, mi ha fatto affrontare un genere diverso dal solito, che mi ha conquistata e che da ora leggerò molto volentieri.

Dieci persone estranee tra loro sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito.
Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli, hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. e una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini.
Per gli ospiti intrappolati su quell'isola è l'inizio di un incubo: angoscia, paura, terrore, panico e quasi isteria. Emozioni e accuse reciproche che si susseguono omicidio dopo omicidio, fino alla rivelazione finale.





Lo stile di Agatha Christie è sublime: con pochissime descrizioni è in grado di caratterizzare perfettamente i personaggi, e qui ce ne sono dieci tutti distinguibili tra loro, riconoscibili immediatamente quando appaiono in scena. I dettagli che il lettore ha su ogni personaggio sono molto scarni, ma incredibilmente nella sua mente si delineano delle figure precise, con tratti somatici e caratteriali specifici, creando personaggi a tuttotondo.
La scrittura è semplice e diretta, pochi e veloci dialoghi, facile da seguire anche quando l'autrice cambia le carte in tavola e tenta di disorientare il lettore, ma senza confonderlo, in modo da non perdere la sua attenzione.
Una vera e propria detective story con le sue formule e convenzioni, in cui il lettore è continuamente sorpreso da rivelazioni, scoperte e intrecci. Un'opera intelligente e curata nei minimi dettagli, che fa lavorare la mente di chiunque la legga, stimolando il ragionamento, le riflessioni e accrescendo la curiosità. Una vera partita d'intelligenza tra autrice e lettore che, manco a dirlo, si conclude a favore della Christie.

Non ci sono assolutamente descrizioni di sangue e violenza, è tutto molto più sottile e pacato, più psicologico ed emotivo, in grado di creare comunque una tensione crescente, che parte in sordina per poi esplodere nelle ultime pagine, man mano che ci si avvicina alla risoluzione del caso.
Ho riscontrato anche una certa vena ironica nel descrivere alcune scene, forse un modo per smorzare la tensione del momento, che provoca dei sorrisi amari dato ciò che si sta leggendo.
In quest'opera c'è la volontà di impartire una morale ottimistica alla fine, ma mi sono informata e a quanto pare è una cosa che ricorre in tutti i libri di Agatha Christie. Alla fine la verità e la giustizia trionfano sempre, in qualche modo il colpevole (o i colpevoli...) ha ciò che si merita, al contrario di quanto accade di solito nella realtà e ciò ha l'intento probabilmente di rasserenare il lettore.

Per gran parte della storia i personaggi sono sospettosi e diffidenti tra loro, il sospetto verso chiunque è una costante, sia nella mente del lettore, sia tra i dieci protagonisti che continuano ad accusarsi a vicenda. Un costante senso d'angoscia, di tensione e sospetto verso tutti aleggia su ogni pagina, ed è estremamente affascinante e coinvolgente.
Sicuramente questa lettura ha fatto muovere costantemente le rotelle del mio cervello. Ho sospettato di diversi personaggi, ho fatto riflessioni e ragionamenti per cercare di capire cosa stesse succedendo in realtà, sono arrivata addirittura a pensare all'esistenza di una forza superiore che manovrasse i fili della storia. Ma non c'è nulla di soprannaturale nelle opere di Agatha Christie. Tutto è molto realistico e frutto della, contorta e sadica, mente umana. Arrivando alle conclusioni finali, in cui tutto viene svelato, ho sorriso divertita scoprendo di non aver capito proprio nulla, di essere stata ingannata perfettamente dall'autrice che ha seminato indizi lungo tutto il libro, ma che non li ho saputi leggere correttamente.
Una lettura coinvolgente, che mi ha tenuto incollata alle pagine fino alla fine, e che poi ha saputo sorprendermi come pochi libri riescono a fare.

La BBC One ha trasmesso nel 2015 la miniserie omonima tratta da questo romanzo; originariamente composta da tre puntate di 60 minuti ciascuna, ma ridotte a due da un'ora e mezza quando è stata trasmessa in Italia per la prima volta nel novembre del 2016.
Questa è solo l'ultima, in ordine cronologico, delle innumerevoli trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali di quest'opera. Personalmente ho visto solo questa e mi è sembrata molto accurata nelle sceneggiatura, nella scenografia e nei costumi, molto fedele al libro.
Gli attori scelti sono tutti molto bravi. Questa è una storia che si svolge molto tramite gli sguardi e il non detto e le loro interpretazioni sono magistrali: con un solo sguardo riescono a trasmettere emozioni intense e tensione.
Tra i più noti Aidan Turner, che qui interpreta Philip Lombard, e potete vederlo anche nei panni di Ross Poldark nell'omonimo period drama; Charles Dance, qui il giudice Wargrave, ma che nei nostri cuori sarà sempre papà Lannister de Il trono di spade; Miranda Richardson attrice britannica che interpreta l'austera Emily Brent, ma che ha al suo attivo innumerevoli serie TV e altrettanti film (tra cui anche Harry Potter); e Sam Neil, neozelandese, famoso soprattutto per i suoi ruoli in pellicole cinematografiche (come ad esempio nell'ultimo film Marvel, Thor: Ragnarok) e in questa miniserie è il generale MacArthur.

Ci sono delle differenze tra romanzo e serie TV, come è ovvio che sia quando c'è questo cambiamento di registro. Alcune cose che funzionano nei libri non sono trasportabili sullo schermo, e dal canto suo la televisione usa tecniche diverse per mettere al corrente lo spettatore di alcune cose, come ad esempio l'uso dei flashback che in questa miniserie servono soprattutto a far conoscere la storia pregresse dei personaggi, fondamentale per capire lo svolgimento della storia.
Altri piccoli particolari discostano dalla storia originale: come ad esempio il nome dell'isola, perché i tempi sono cambiati e socialmente non sarebbe più accettato il nome originale Nigger Island. Anche l'usare sempre e solo il termine "indiani" al posto di "negretti" usato invece nel romanzo, sottolinea il cambiamento della società e che certi termini non è più giustificato usarli.
Hanno aggiunto anche una storia d'amore tra Vera Claythorne e Philip Lombard, che nel romanzo non esiste proprio, perché la sottotrama amorosa incuriosisce sempre e appassiona, anche se in una storia come questa non ce n'era proprio bisogno.

Nella miniserie tutti e dieci i personaggi appaiono colpevoli di omicidio a loro modo, attraverso numerosi flashback il telespettatore capisce che tutti e dieci i protagonisti hanno un animo cattivo e che nel passato hanno commesso un crimine di cui non si pentono più di tanto, perché hanno delle motivazioni per cui si giustificano. Nel romanzo invece questo non è così chiaro, ma viene lasciato al giudizio del lettore. Quello che nella serie TV è dato per certo e sicuro, cioè la colpevolezza di tutti, nel romanzo è sottinteso e per alcuni personaggi addirittura non si ha mai la certezza della loro colpevolezza, nemmeno a romanzo concluso.

Un'ottima trasposizione che permette di arricchire le immagini che si erano create in mente durante la lettura. Le ambientazioni sono perfette, così tetre e cupe, a volte con risvolti horror e spaventosi, da far venire veramente i brividi. E la musica di sottofondo, usata per l'intera durata della serie (tre ore) senza interruzioni, ma con alcuni picchi a sottolineare le scene più incisive, crea un'atmosfera ricca di tensione, agitazione e senso di claustrofobia.
Insomma una visione perfetta da fare dopo la lettura di questo capolavoro di Agatha Christie, che riesce a trasmettere esattamente le stesse emozioni del romanzo e che non deluderà nemmeno i più affezionati al libro.

venerdì 23 giugno 2017

MOBY DICK E ALTRI RACCONTI BREVI di Alessandro Sesto

Questo era un libro Gorilla Sapiens che volevo da tanto tempo. ne avevo letto recensioni entusiastiche e me ne avevano parlato benissimo.
Quindi ringrazio di cuore Simona. del blog Letture Sconclusionate, per avermelo regalato il dicembre scorso, quando mi sono recata a Roma a trovarla.
Dato che l'#IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering dedica tutto il mese a questa divertente e particolare Casa Editrice, è un piacere per me parlarvi di quest'opera.

Può la lettura influenzare la routine quotidiana?
Cos'hanno in comune la vita di un impiegato e di un poeta maledetto?
Perché non bisogna mai dire Adios, Scheherazade?
Qual è il vero significato della manzoniana espressione vile meccanico?
Come mai Leopardi rimpiangeva la vita prima di Facebook, pur vivendo prima di Facebook?
Sono solo alcuni dei quesiti a cui cercherà di rispondere l'eroe di questi racconti: un irriducibile amante dei Classici che proverà a "vivere secondo Letteratura", cacciandosi suo malgrado in situazioni surreali ed esilaranti.
Una guida dissacrante e arbitraria alle opere dei grandi della letteratura.


Ciò che salta subito agli occhi, leggendo Moby Dick e altri racconti brevi, è l'indiscussa conoscenza che l'autore ha dei Classici della Letteratura mondiale e degli scrittori che l'hanno creata. È  una cosa che non si può mettere in dubbio, nemmeno per un momento durante la lettura, perché traspare in ogni pagina e in ogni riga.
Anche la cultura e la preparazione di Alessandro Sesto è palese. Il linguaggio usato è ricercato e di livello, ma non appare mai pretenzioso, caratterizzato da un'ironia intelligente e mai volgare.
In questo modo viene consegnato nelle mani del lettore un libricino con racconti interessanti, comici, veloci e piacevoli da leggere, ma soprattutto studiati e composti accuratamente.

Si capisce subito che non sono semplici racconti di vita quotidiana, ma più che altro un analisi diversa dal solito, molto ironica, su alcuni romanzi Classici (quelli con la C maiuscola) come ad esempio Moby Dick (che da il titolo all'opera), oppure I fratelli Karamazov, o ancora L'insostenibile leggerezza dell'essere, I promessi sposi e Guerra e Pace.
Un modo nuovo e decisamente più divertente per volgere uno sguardo alla grande Letteratura di tutti i tempi, scovando prospettive diverse e facendo considerazioni inusuali.
Alcuni di questi racconti brevi toccano anche aspetti relativi a generi letterari diversi, ma anche aspetti della vita personale degli scrittori stessi. Interessanti soprattutto gli aneddoti di alcuni tra i più famosi autori della storia, che ignoravo totalmente, come quello su Kafka e il significato attribuito all'aggettivo kafkiano, che è molto curioso e fa sorridere, scoprendo un lato poco conosciuto dell'autore cecoslovacco.

Non posso dirvi molto altro su questo libri, primo perché sono tutti racconti assestanti, senza un collegamento tra  loro, e sopravvivono benissimo anche singolarmente; è come un trattato (passatemi il termine) che sfrutta la letteratura per parlare della vita quotidiana e non, con una strana ossessione da parte dell'autore per i piani cartesiani. E secondo perché non voglio rovinarvi il piacere che si prova leggendo queste pagine. Vi ritroverete a ridere, riflettere e scoprire cose nuove che non conoscevate, per terminare la lettura decisamente arricchiti e felici... insomma un tipico libro Gorilla Sapiens.

martedì 20 giugno 2017

SE MI DISTRAGGO PERDO di Anna Giurickovic

Ho conosciuto per la prima volta le tre sorelle di Gorilla Sapiens Edizioni la prima volta che sono andata al Salone del Libro di Torino nel 2015. e in quell'occasione, oltre a prendere la bellissima maglietta della Casa Editrice, ho comprato anche questo libro: Se mi distraggo perdo di Anna Giurickovic, perché mi aveva incuriosito molto il fatto che fossero racconti brevi tutti incentrati sul mondo femminile.


In questo libro ci sono 14 intensi racconti che conducono in un mondo tutto al femminile fatto di dolcezza, cattiveria, follia, fragilità.
Con uno sguardo malinconico e passionale , la giovane autrice traccia le vite di donne, ma anche di uomini, che si incontrano e si scontrano in una danza sensuale e tragica.
Queste brevi storie mettono a fuoco pensieri ed emozioni dei protagonisti in un flusso che diventa narrazione incalzante.








Lo stile semplice e secco dell'autrice regala dei racconti brevi estremamente veloci da leggere, il libro si legge in un sorso, che arrivano dritti al punto e sanno sconvolgere nel profondo per la loro immediatezza e la loro chiarezza nell'esprimersi.
Gli argomenti trattati in questo libricino sono difficili, complicati, impegnativi e a volte scomodi. Non sono certo racconti leggeri, per trascorrere qualche ora in tranquillità, ma sono piccole storie che sanno scavare nel profondo dell'animo umano, fino ad arrivare a quei lati più oscuri e terribili che sono insiti in alcuni di noi.
Praticamente tutti i racconti cominciano con una vena ironica, quasi divertente, che non ti prepara alla rivelazione sconvolgente, e a volte fastidiosa, che segue. Ogni storia ha un finale sconvolgente che turba l'animo del lettore.

Come ogni volta che si legge una raccolta di racconti, alcuni risultano più riusciti e riescono a rimanere più impressi nella mente. Questo dipende soprattutto dalla sensibilità del lettore: ciò che colpisce me personalmente, non è lo stesso che può fare breccia in un altro lettore.
E tra questi quattordici racconti ce ne sono stati alcuni che mi hanno colpita dritta allo stomaco, perché trattavano argomenti che hanno smosso qualcosa dentro di me, hanno toccato alcune corde molto sensibili. Come ad esempio "Nudi sul rivo del fiume" che parla di pedofilia e incesto, e di tutto il dolore che ciò si porta dietro; oppure "Piccola noce, Mia" in cui c'è una protagonista instabile; o "Rinasco lucertola" un toccante e commovente ritratto di una ragazza bulimica e del suo grande dolore; e ancora "La bambina sul pendio" che racconta l'amore tragico di due amanti molto diversi tra loro.

Le donne, e gli uomini, protagonisti di queste storie hanno tutti qualcosa da nascondere, un segreto che li logora dentro e li fa agire in modo discutibile e non consono alla morale comune.
Una lettura molto interessante, consigliata a chi desidera immergersi in racconti che colpiscono e riescono a stimolare riflessioni su argomenti delicati e decisamente scomodi, di cui è sempre difficile parlare per un motivo o per l'altro.

venerdì 9 giugno 2017

L'INTERPRETAZIONE DEI SOGNI DI FREUD ASTAIRE di Angelo Zabaglio (aka Andrea Coffami)

Il mese di giugno dell'#IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering è tutto dedicato alla Gorilla Sapiens Edizioni. Per conoscerla meglio vi rimando all'intervista, condotta da Carla su Una banda di cefali, alle tre sorelle fondatrici di questa piccola casa editrice romana.
Durante questo mese, qui nel blog, vi parlerò di tre libri editi Gorilla Sapiens, tutti e tre raccolte di racconti brevi, e voglio partire con L'interpretazione dei sogni di Freud Astaire di Angelo Zabaglio (aka Andrea Coffami).

Una raccolta di racconti surreali ed esilaranti, che con un umorismo a tratti amaro conduce in un universo di stranezze, pulsioni e trasgressioni dall'ordinario.
L'autore ci presenta un immaginario straziante e provocatorio, che non teme censure, e a cui il lettore accede attraverso il filtro di uno sguardo naive, valicando i limiti delle convenzioni sociali e del buon senso, per aprirsi all'imprevedibile campo dell'assurdo.
A definire lo stile pop di quest'opera contribuiscono, infine, il pastiche linguistico di dialetti, gerghi e stile colloquiale e i frequenti riferimenti alla cultura televisiva e cinematografica.





Ogni sinossi, sui libri Gorilla, comincia con questa frase: "Caro lettore di quarta di copertina". L'ho sempre trovato molto carino che si rivolgessero direttamente al lettore, in modo da farlo sentire coinvolto e partecipe di ciò che sta leggendo, e in questo modo lo accompagnassero per mano a scoprire, con poche e semplici parole, di cosa tratti il libro in questione.
Resta comunque difficile definire questo libro, quasi impossibile incasellarlo in un determinato genere, ma questa è la caratteristica principale delle opere Gorilla Sapiens
Sicuramente L'interpretazione dei sogni di Freud Astaire può essere visto come uno sguardo comico, ma soprattutto ironico, sulla cultura e la società contemporanea. Aneddoti divertenti, al limite dell'assurdo e del ridicolo, e a volte anche del grottesco, che assomigliano proprio a dei sogni, quei sogni privi di senso logico che si fanno molto spesso.

Trentadue racconti molto brevi, diretti, pungenti e che arrivano dritti al punto senza tanti giri di parole. Una scrittura quella di Angelo Zabaglio chiara e semplice, che scorre velocemente e fa terminare il libro in un battere d'occhio.
Ho avuto il pacere di assistere a un reading dell'autore a Roma durante Più Libri Più Liberi ed è stato molto divertente. Poi l'ho incontrato al Book Pride di Milano e in quell'occasione mi sono fatta autografare il libro. Angelo/Andrea è una persona molto simpatica e divertente, un burlone che sa sempre come rubarti un sorriso. A testimoniarlo è anche come ha ridotto la copia del libro che avevo comprato per farmela firmare, scrivendo frasi e facendo disegnetti su alcune pagine (come quello qui accanto). Che da un'ossessiva compulsiva come me, che non apre troppo i libri per non rovinarli, subito avrei voluto strozzarlo, ma poi c'ho riso su, consapevole anche del fatto che il volume acquisterà di valore nel caso di morte dell'autore. ;-D
Per conoscerlo un po' meglio e assaggiare il suo umorismo vi consiglio di fare un salto sulla sua pagina Facebook Stiamo affreschi.

Non tutti i racconti,però, mi sono piaciuti, perché a volte scade in una volgarità che personalmente non apprezzo, ma che non toglie niente all'opera intera, anzi mi hanno scioccata e lasciata un po' interdetta e credo che parte dello scopo fosse proprio quello.
Ma la maggior parte mi sono piaciuti moltissimo. Mi hanno fatto sorridere e ridere di gusto, come ad esempio: Contatti, Anna e lo specchio magico, Io sono leggenda, Non c'è due senza tre, oppure ancora Buono il primo e Io sono Superman.
Ho apprezzato molto quando, nel bel mezzo di un racconto, Angelo Zabaglio apre una parentesi per esprimere una propria riflessione o perplessità; è una delle parti che ho preferito e che mi ha fatto più ridere, data la sagacia e l'acume delle sue osservazioni.

Mentre leggevo la seconda metà di questo libro, dove a mio parere ci sono i racconti più belli e divertenti, ero nella sala d'aspetto del mio dottore, circondata da molte persone che non facevano altro che controllare la loro bacheca di Facebook (ma prima dell'era dello smartphone e dei social network questa gente cosa faceva nei momenti morti? Boh!). Comunque, ero dal dottore, e la gente ogni tanto alzava gli occhi dal telefono per guardare me che sghignazzavo mentre leggevo. A volte non riuscivo a trattenermi e mi scappava proprio una risata, e in quei casi alzavano tutti lo sguardo e sorridevano con me (o di me?). Ad ogni modo, ho tenuto ben in alto il libro, in modo che tutti potessero leggere il titolo e magari essere invogliati a comprarlo.