venerdì 13 gennaio 2017

I NERD SALVERANNO IL MONDO di Fulvio Gatti

Ieri è uscito in libreria, per la collana "i jolly" di Las Vegas edizioni, il piccolo saggio di Fulvio Gatti "I nerd salveranno il mondo".
Sono più stupita di voi del fatto di essere per una volta sul pezzo, ma non avevo scuse per non esserlo, avendolo comprato in anteprima a dicembre mentre mi trovavo a Più Libri Più Liberi a Roma.

Fino a pochi anni fa i nerd erano individui che la maggioranza della gente riteneva un po' strani per via delle loro passioni spesso maniacali. Per questo e per la loro scarsa attitudine alla socializzazione - il web era ancora di là da venire - i nerd vivevano immersi nel loro mondo alternativo. Da qualche anno, invece, si è compiuta quella rivincita dei nerd ipotizzata in un vecchio film del 1984.
Oggi la cultura nerd è ovunque, ha contaminato l'immaginario collettivo fino a prenderne le redini e tutti possiamo dirci nerd. Sì, ma fino a che punto? E cos'ha reso possibile una simile rivoluzione?
Fulvio Gatti cerca di spiegarlo e trova quattro concause scatenanti: Star Wars, i film dei supereroi, The Big Bang Theory e Internet. È grazie ad essi se il nerdismo è stato sdoganato al punto di diventare la risposta a tutti i mali dell'industria dell'intrattenimento.
Ma con l'orgoglio del nerd della prima ora, lo stesso autore ipotizza e auspica di andare oltre, verso un nuovo inizio, magari in qualche altra galassia lontana lontana.

Ma chi sono i nerd?
Ai miei tempi (e non pensate che sia così vecchia, perché non lo sono!!) erano chiamati secchioni, un po' timidi e introversi, che parlavano una "lingua" tutta loro, fatta di battute e citazioni che capivano e facevano ridere solo loro, con una certa predisposizione per i primi computer e la tecnologia in generale (infatti molte mie conoscenze oggi sono degli ingegneri e soprattutto ingegneri informatici).
Le basi da cui partire sono queste, ma Fulvio Gatti amplia e caratterizza maggiormente ciò che oggi fa di una persona un nerd per antonomasia.
L'origine della nerditudine dell'autore risale a molto tempo fa, quando da bambino suo padre gli fece vedere per la prima volta, in una fredda giornata d'inverno, i primi film di Guerre Stellari. Da lì si susseguono altri film e serie TV sullo stesso tema, ma il nerd nasce molto prima, prima dell'arrivo di certi prodotti in televisione. Ha origini profonde nella letteratura: dal fantasy di Tolkien al terrore di Lovecraft, dalla fantascienza di Asimov alla Guida Galattica di Douglas Adams, passando per Edgar Rice Burroughs - padre di John Carter di Marte - per arrivare, in tempi più recenti, al Re incontrastato della narrativa horror Stephen King. Comprendendo anche tutto quel mondo fatto di fumetti, oggi chiamati "graphic novel" (che fa più figo), soprattutto di supereroi e, quindi, Marvel e DC Comics sopra a tutti. Questo è materiale indispensabile al nerd per diventare tale, e che conosce fin nei minimi particolari molto prima che questi personaggi facessero il salto cinematografico.
Da questo mondo fatto di parole e disegni, poi arriva la televisione e aggiunge serie TV storiche come Star Trek e Ai confini della realtà; film memorabili come Guerre Stellari, Ghostbusters e Ritorno al futuro; e tutta una serie di cartoni animati che riempivano i pomeriggi degli anni Ottanta e Novanta, da Holly e Benji ai Cavalieri dello Zodiaco, senza dimenticare le Tartarughe Ninja e Lupin III.

Tutto questo, molto più approfondito nel saggio mentre io ne ho dato solo un accenno, va a costituire quella che può essere identificata come cultura pop. Verso gli anni Duemila questa cultura fa un ulteriore salto grazie alla gigantesca macchina cinematografica di Hollywood, che porta sul grande schermo i supereroi Marvel e Dc Comics, rendendoli ancora più accattivanti e coinvolgenti con effetti speciali grandiosi e personaggi in CGI.
I film hollywoodiani permettono al grande pubblico di venire a conoscenza di questo mondo, che fino a poco prima era solo di nicchia, ma il carico da cento lo mette l'arrivo di internet e quindi la diffusione mondiale e l'accesso immediato di queste storie, coinvolgendo una grandissima fetta di pubblico, di età molto varia.
Negli ultimi anni c'è una sorta di contributo alla cultura pop, che arriva di nuovo dalla televisione, con un aumento esponenziale di serie TV sempre più accurate e sempre più nerd (con The Big Bang Theory in primis).

Grazie a questa incredibile accessibilità della cultura pop, in molti oggi si definiscono nerd, anche solo perché sono spettatori ossessionati da uno dei prodotti sopra citati. Ma Fulvio Gatti, da vero nerd della prima ora, dice una cosa molto importante secondo me. Per definirsi veramente nerd, tutta questa cultura fatta di fumetti, libri, cartoni animati, serie Tv e film deve averti colpito quando eri piccolo. Solo il fatto di essere cresciuto con tutto questo mondo, averlo esplorato nei più intimi particolari e averlo fatto tuo, prima di tutti gli altri, e averlo fatto diventare una sorta di stile di vita, ti fa rientrare nell'olimpo dei "veri" nerd.
Ed è questo che sta alla base, secondo me, di ciò che è nerd e ciò che non lo è. È un percorso di crescita, di evoluzione, personale e concettuale. Aver vissuto un periodo intero della propria vita (che per molti non è ancora finito e continua ad evolversi con altre cose) in compagnia di personaggi e storie che ti hanno toccato nel profondo e che faranno per sempre parte di te.

Potrebbe sembrare un saggi "sui nerd per nerd", ma io non la vedo così. Io ho rivisto, sentito e riconosciuto moltissime cose della mia generazione. Essendo stata una ragazzina a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta (come del resto lo è stato Fulvio Gatti), leggendo questo libricino mi sono ritrovata a rivivere quel periodo temporale, rendendomi conto di conoscere abbastanza bene gli argomenti trattati dall'autore, perché li avevo vissuti anch'io. Non tutti ovviamente, a volte Gatti parla di cose un po' troppo di nicchia per me, che se non le conosci fatichi a mantenere il filo del discorso, ma la maggior parte le ho riconosciute come parte del mio vissuto personale.
Per questo credo che questo saggio sia rivolto a una determinata generazione, di cui faccio parte a pieno titolo, che può comprenderlo meglio di quanto possa fare chi non ha vissuto con noi questo periodo. La generazione del boom economico; quella che ha visto la nascita del computer, di internet e del cellulare; la generazione che aveva più tempo e voglia, rispetto ai nostri genitori e nonni, per appassionarsi a qualcosa che era solo apparentemente superficiale.
La generazione che ha contribuito a far crescere ed espandere la cultura pop in tutto il mondo e che a quanto pare oggi ne raccoglie i frutti, perché il numero dei nerd è sempre in crescita, sono sempre più popolari e secondo il punto di vista di questo saggio sono anche quelli che potrebbero salvare il mondo (probabilmente da sé stesso e non da un'invasione aliena, o che altro).

Il fatto di salvare il mondo può essere visto da due punti di vista. Il primo, perché nella maggior parte delle storie ideate, dagli anni Cinquanta a oggi, raccontano sempre di un cattivo che alla fine viene sconfitto dallo scienziato di turno, a volte emarginato, che si riscatta e salva il mondo all'ultimo minuto inventando una macchina speciale o affrontando di persona il cattivo forte delle sue conoscenze e capacità che non tutti possiedono. Un vero e proprio nerd.
Dall'altro canto, invece, la mia generazione e quelle future hanno una grande "responsabilità". Avendo acquisito un grande bagaglio culturale, grazie appunto ai fumetti ai libri alla televisione e al cinema, hanno l'obbligo morale di condividere e far crescere questa cultura pop un po' bistrattata (soprattutto in Italia), perché possa in futuro essere considerata vera e propria cultura generale.
Soprattutto perché la cultura pop ha molti messaggi positivi e importanti al suo interno, messaggi che aiuterebbero a cambiare di molto la mentalità generale, facendola diventare più tollerante, aperta e rispettosa verso gli altri; contribuendo così a salvare il mondo nel vero senso della parola.

Mi è piaciuto molto l'escamotage del dialogo con un'entità aliena, che Fulvio Gatti utilizza all'inizio di ogni capitolo per introdurre l'argomento che verrà trattato dopo. L'ho trovato divertente e leggero, ma al tempo stesso funzionale per lo svolgimento del saggio stesso.
La scrittura dell'autore è chiara e semplice ed espone una perfetta parabola di come si sia sviluppata la cultura pop, da dove e da chi è partita fino ad arrivare al dominio più o meno pubblico grazie soprattutto a internet.
Sicuramente questo piccolo saggio è molto più apprezzato da un vero nerd, piuttosto che da una persona comune, perché grazie al suo bagaglio culturale capirebbe appieno tutte le citazioni, anche quelle più di nicchia. Ma io me lo sono goduto interamente, forse per aver riconosciuto all'interno molto della mia generazione, molto materiale della mia infanzia e adolecenza (o forse sono un po' nerd anch'io).

martedì 10 gennaio 2017

BUONI PROPOSITI 2017

Molti bookblogger che seguo, a fine 2016 hanno ricapitolato le migliori letture dell'anno (alcuni anche le peggiori). Io non amo particolarmente guardare al passato, ripensare ad un anno appena trascorso, quando questo non è stato dei migliori, dove non ho raggiunto gli obiettivi che desideravo (letture comprese). Quindi mi sforzo di guardare avanti, verso quello che deve ancora arrivare, sperando che sia migliore e decidere altri traguardi da raggiungere.

Me lo sento, il 2017 sarà un anno di svolta, di cambiamenti e stravolgimenti a livello personale e quindi i cambiamenti voglio applicarli anche al blog.
Non temete, niente di drastico, perché la cosa mi mette un po' di ansia, un po' come il tempo che passa. Quindi cambiamenti sì, ma a piccole dosi, leggeri, giusto per vedere le cose da una nuova prospettiva e capire se mi piacciono.
Però quest'anno il mio blog compirà cinque anni (a breve) ed è arrivato il momento di inserire qualcosa di nuovo, qualche piccola rubrica e altri progetti a cui ho pensato nell'ultimo periodo e di cui vi voglio avvisare in anticipo e rendervi partecipi. Naturalmente, come tutti i buoni propositi fatti da me bisogna prenderli con le pinze, perché sapete che non sono costante con queste cose, soprattutto con le scadenze, e il fare progetti a lungo termine non è il mio forte. Ma ce la metterò tutta, promesso.

Ecco l'elenco delle rubriche che troverete nel blog da quest'anno, con tanto di titolo e piccola descrizione per farvi capire un po' di cosa tratteranno:

  • Fingerpost: indicazioni per... Mi ha sempre affascinato conoscere chi sta dietro ai romanzi che ho letto e che leggerò in futuro. Quindi raccoglierò le biografie di alcuni dei più grandi autori e autrici della storia e anche altri libri inerenti alla loro vita, ai loro scritti e alcune curiosità. Insomma quello che riuscirò a mettere insieme. E riverserò tutto in un post dedicato, in cui vi parlerò un po' di loro, inserendo le informazioni raccolte e anche un elenco delle loro opere (con eventuale commento). Visto che la mole di materiale che cerco di accumulare per ogni scrittore è considerevole - e tenendo conto che ho anche altro da fare, oltre che rimanere chiusa in casa a leggere, purtroppo - ho pensato che questa rubrica potrebbe essere a scadenza quadrimestrale e partirà già dal mese prossimo, in modo da fare tre appuntamenti all'anno (e ho già deciso di chi vi parlerò nel 2017... un aiutino: sono tutte e tre donne, grandi scrittrici classiche).
  • Romanzi a puntate. Molti autori del passato, prima di pubblicare i loro romanzi in grossi libri pieni di pagine, li pubblicavano a puntate nei quotidiani dell'epoca. Oggi è la televisione ad avere un ruolo centrale nella nostra vita (almeno nella mia), e si possono trovare numerose trasposizioni di romanzi famosi sotto forma di film, serie TV e anche mini-serie sempre per la televisione. Voglio concentrarmi proprio su quest'ultimo genere, le serie, per parlarvi di alcuni romanzi che meritano, facendo un piccolo paragone con la loro versione televisiva. La rubrica avrà scadenza mensile, probabilmente ogni penultimo martedì del mese, e anche questa vedrà la luce a partire da febbraio. Come già detto, qui si parlerà principalmente di mini-serie per la TV, ma se siete interessati invece al paragone libro/film vi rimando alla rubrica che tengo per Eclettica - la voce dei blogger, che tratta proprio di questo.
  • I migliori 3 Una rubrica estiva, per tutto luglio e agosto almeno una puntata a settimana, in modo da non mettere in pausa il blog, ma di dare più respiro a lui e a me, per potermi concentrare sulle letture che riprenderò a recensire da settembre in poi. Ogni post riproporrà tre miei articoli scritti durante gli anni, accomunati da un argomento specifico o genere, ad esempio: "i migliori 3 libri gialli", "i migliori 3 romanzi brevi", "i migliori 3 libri femministi", "i migliori 3 romanzi inglesi"... Insomma, avete capito.
  • Poi ci saranno i mesi o periodi dedicati. Sceglierò alcuni mesi in cui vi parlerò principalmente di un dato argomento e tutti i libri recensiti in quel periodo avranno lo stesso tema. Per esempio, per ora ho deciso di dedicare gran parte di marzo alle letture sul femminismo e la parità in generale, dato che questo mese ospita proprio la festa della donna (8 marzo); mentre ottobre sarà dedicato interamente ai libri horror (con fantasmi, mostri, presenze, zombie, vampiri e tutto ciò che riuscirò ad affrontare) per prepararci insieme ad Halloween, e anche per esorcizzare la mia incredibile paura per questo genere letterario. Statemi vicini, perché sarà un mese difficile per me.

In aggiunta a tutte queste novità c'è anche il nuovo progetto portato avanti con le Book Bloggers Blabbering, in cui cercheremo di dare più visibilità alle piccole e medie Case Editrici lungo tutto questo 2017, dedicando ad ognuna di loro un intero mese di interviste e recensioni. Per non perdervi nulla vi consiglio di seguirci nella pagina Facebook, dove raccoglieremo tutti gli articoli.
E poi, c'è sempre la #MaratonaShakespeariana che continua anche quest'anno con un opera del Bardo ogni mese. Non sono sicura di riuscire a seguirla fedelmente come nel 2016, ma qualche opera ogni tanto la leggerò e ve ne parlerò qui nel blog.

Gli appuntamenti quest'anno sono tanti, secondo me interessanti e un po' originali, e spero tanto che vi piaceranno.
Ho anche altre idee, ma per una questione di gestione dei tempi credo che le posticiperò. Intanto vediamo se riuscirò a mantenere tutti questi buoni propositi per l'anno nuovo. Incrociamo le dita.
Non vedo l'ora di partire e sapere le vostre opinioni.
Quindi io mi metto all'opera e torno a prendere appunti sul mio quadernetto!!

A presto.
Dany

mercoledì 28 dicembre 2016

LA DODICESIMA NOTTE di William Shakespeare

Una delle prime opere scritte da Shakespeare, ma nella nostra #MaratonaShakespeariana è stata scelta per ultima per una questione di assonanza. Infatti questo è la nostra dodicesima opera letta, nel dodicesimo mese di quest'anno.
In realtà il titolo in questione allude all'Epifania, alla festa della dodicesima notte chiamata così per il numero di giorni che trascorrono dal Natale alla festività (anche se non c'è nessun riferimento a questa festività in tutta l'opera).

Commedia in cinque atti, ambientata nell'antica regione balcanica dell'Illiria.
Il Duca Orsinio è innamorato di Olivia, una giovane dama, che però lo ignora perché si è data alla clausura (almeno per sette anni) a causa della recente morte del fratello adorato. Lo zio di Olivia, Sir Tobia, vorrebbe far sposare la giovane donna all'amico e compagno di feste e bagordi, Sir Andrea.
Intanto in Illiria viene condotta Viola, appena sopravvissuta a un naufragio, dove però crede di aver perso il fratello. Quest'ultima si traveste da uomo, chiamandosi Cesario, per poter lavorare alla corte del Duca, del quale presto segretamente  se ne innamora.
Cesario/Viola si reca da Olivia come messaggero del Duca e la giovane dama si innamora di lui, dando il via alla storia fatta di equivoci e inganni.
Nel frattempo l'ancella di Olivia, Maria, escogita un piano con Sir Tobia e Sir Andrea per ingannare il maggiordomo Malvolio e fargli credere di essere oggetto di attenzioni da parte della sua padrona Olivia.
Quando in Illiria sbarcherà anche il fratello di Viola, Sebastian, tutto si complicherà, arrivando a dei risvolti comici.

Le prime scene del Primo Atto sono fondamentali per presentare tutti i personaggi e delineare la storia e il suo tema principale. Il personaggio di Olivia compare per la prima volta solo nella quinta scena (prima viene solo nominata dal Duca) e con la sua apparizione e l'incontro con Viola/Cesario prende il via la storia vera e propria, è il vero inizio della commedia.
In questo atto c'è una lunga conversazione tra Olivia e il suo giullare Feste, condito da quest'ultimo da innumerevoli momenti nonsense, ma anche da estrema saggezza, per far capire alla fine che non è certo lui la testa matta della storia, ma proprio la sua signora Olivia. Shakespeare usa spesso questo stratagemma nelle sue commedie: ovvero dare al personaggio del buffone, che dovrebbe essere stupido e divertente per antonomasia, il ruolo di personaggio saggio, che fa vedere al pubblico le cose per quelle che sono.

Nel Secondo Atto veniamo a conoscenza di due fatti importanti e, a loro modo, cruciali per la trama. Il primo è che il gemello di Viola, Sebastian, non è morto nel naufragio e che ora si trova in Illiria anche lui, convinto però della morte della gemella e per ciò disperato. La seconda cosa è il piano, malvagio, che Maria vuole mettere in atto insieme a Sir Tobia e Sir Andrea per ingannare Malvolio: con una lettera contraffatta vogliono far credere a quest'ultimo che la loro signora Olivia sia innamorata di lui. Il fratello di Olivia e il suo amico lo fanno più che altro per noia e quindi per divertirsi un po' a spese di qualcun altro, mentre la cameriera Maria lo fa proprio per un profondo (e poco spiegato) odio nei confronti di Maivolio.
Questo atto è anche il più lungo di tutta la commedia e in pratica racconta le vicende che si svolgono nel secondo giorno (dalla mattina al tramonto)

Il Terzo Atto è quello principale in cui si svolgono tutti gli inganni, gli equivoci e si entra nel vivo della commedia.
La beffa di Maria nei riguardi di Malvolio arriva a compimento e il povero maggiordomo cade nel tranello con tutte le scarpe, rendendosi ridicolo agli occhi della sua padrona. Creduto folle, impazzito, viene legato e rinchiuso in una stanza.
Intanto Sir Andrea assiste al corteggiamento che Olivia fa a Viola/Cesario, incollerito e convinto da Sir Tobia decide di sfidare a duello il messaggero del Duca. La povera Viola non sa tirare di scherma e cerca di calmare le acque, finché in scena non entra Antonio, fidato servo di Sebastian, che scambia la ragazza per il suo padrone e vuole sostituirlo nel duello. Purtroppo, a causa di precedenti incomprensioni con il Duca Orsino, Antonio viene arrestato e condotto via.

Devo ammettere che nel Quarto Atto accade la cosa più divertente ed esilarante secondo me: Olivia incontra Sebastian e, scambiandolo per Cesario/Viola, continua a corteggiarlo fino a proporgli il matrimonio immediato, portandolo di fronte un prete. Lo stralunato Sebastian, senza porsi tante domande e soprattutto non cercando alcuna risposta agli evidenti e naturali dubbi che gli sorgono, segue ciecamente la ragazza e si sposa con questa sconosciuta (perché di fatto per lui è una sconosciuta)
Sicuramente questo  è uno dei momenti più divertente di tutta la commedia. Ma in questo atto c'è anche il momento un po' meno esilarante, e forse leggermente triste, ed è la continua burla al povero maggiordomo Malvolio, ormai rinchiuso e folle di rabbia.

Naturalmente tutto si conclude nel Quinto Atto. Nel momento di maggior confusione, in cui praticamente tutti i personaggi sono in scena, si scoprono le carte e tutti i nodi vengono al pettine. Olivia capisce di aver sposato Sebastian e non Cesario, perché Viola rivela di essere una donna e di amare il Duca Orsino, il quale la chiede in sposa. Malvolio viene liberato e dimostra di esser stato ingannato da Maria, la quale nel frattempo è scappata a sposarsi con Sir Tobia.
Insomma, tutto alla fine si sistema, gli inganni vengono svelati, ma non c'è alcun risentimento da parte dei personaggi, anzi, sono tutti felici di ciò che è accaduto. Un lieto fine da commedia shakespeariana.


I personaggi sono molti e bisogna stare attenti per tenerli a mente tutti. Anche perché già la storia è estremamente contorta, intricata, e va seguita molto attentamente per non perdere nulla di fondamentale. Anche il tempo sembra un po' caotico: molte cose si capisce che accadano contemporaneamente, anche se raccontate in momenti diversi; in più sembra svolgersi tutto in pochi giorni, al massimo tre giorni, però alla fine della commedia viene detto che, in realtà, sono passati tre mesi.
La sensazione è quella di qualcosa di caotico e confusionario, ma allo stesso tempo incredibilmente ordinato e scorrevole nella mente del lettore (o spettatore). Si riesce a seguire la vicenda con facilità, cogliendo l'ironia e gustandosi appieno la storia.
Quale materiale migliore per una commedia se non il tema dell'amore. Con i suoi intrecci, i corteggiamenti, gli inganni e i sotterfugi è l'ideale per mettere in scena momenti comici e irriverenti alternati da momenti più seri e interessanti. L'amore è rappresentato nelle sue diverse sfaccettature: c'è l'amore passionale del Duca Orsinio nei confronti di Olivia; l'amore puro e fraterno che quest'ultima prova per il fratello appena morto, simile all'amore fraterno di Viola per il gemello Sebastian disperso in mare. C'è il triangolo amoroso tra Olivia innamorata di Viola/Cesario, a sua volta innamorata del Duca, il quale però desidera Olivia. C'è anche l'amore di convenienza che Sir Andrea prova per la giovane Olivia, nipote del suo migliore amico. Ma anche l'amore materno e protettivo di Maria, ancella di Olivia, nei confronti della sua signora.
La sottotrama  che comprende i personaggi che popolano la corte di Olivia, cioè l'inganno ai danni del maggiordomo Malvolio da parte della cameriera Maria, Sir Tobia, Sir Andrea e il servo Fabian, è molto importante anche per lo svolgimento della trama principale.

Questo è stato un anno che mi ha permesso di conoscere molte opere a me sconosciute, di cui avevo solo sentito parlare, di cui avevo un'infarinatura molto vaga. E ho potuto così farmi un'idea su questo straordinario drammaturgo.
Sicuramente la differenza è tanta tra leggere questi libricini fatti di personaggi, scene e battute e poter vedere le rappresentazioni teatrali dal vero (magari in un teatro a Londra).
Una cosa è certa: la mia relazione con Shakespeare non finirà certo qui, leggerò altro in futuro, ma per ora mi riposo un po', anche perché ho già raggiunto un importante traguardo in questo anno trascorso con lui: saper scrivere il suo cognome "Shakespeare" fluidamente, senza dubbi, incertezze e sbagli!!

venerdì 23 dicembre 2016

IL LIBRO DI NATALE di Selma Lagerlof

Il Natale è alle porte e un altro anno sta per finire. Come vola il tempo.
Per l'occasione serviva proprio una lettura a tema e con un titolo perfetto, direi. "Il libro di Natale" di Selma Lagerlöf mi attendeva da un po' di tempo nel mio kindle, più o meno da quest'estate, ma ho aspettato e resistito fino a ora per poterlo leggere in questo periodo di feste, decisamente più adatto.

Il Natale con le sue leggende, il buio dell'inverno svedese, il calore delle storie accanto al fuoco, la nostalgia di antichi ricordi, l'immensità della natura, ma anche la piccola dose di crudeltà tipica della tradizione delle fiabe popolari sono le atmosfere che si respirano negli otto racconti della narratrice svedese Selma Lagerlöf (Premio Nobel 1909)
Il tono delle storie è solo apparentemente ingenuo, è un trucco del mestiere di un'artista che sa trasformare il folklore delle tradizioni nordiche in storie senza tempo di grande e semplice profondità. Un regalo sbagliato che apre le porte a una nuova conoscenza, un'intuizione metafisica evocata da una modesta trappola per topi, un segno divino custodito nel foro di un proiettile in un teschio: c'è sempre una fede che fa da leva all'immaginazione  e questa a una redenzione. Perché è la complessità che si nasconde dietro la normalità a interessare, la ricca varietà della vita e la buona novella che c'è sempre un destino diverso che aspetta chi lo vuole cercare. Anche in un libro regalato a Natale.

Non c'è molto da aggiungere su questo splendido libro, dopo questa perfetta sinossi. È un libricino veloce e scorrevole, perfetto per passare un pomeriggio di dolce far niente, sul divano con una coperta e un tè caldo (o cioccolata calda se preferite); oppure, essendo otto racconti, centellinarli con cautela leggendone uno al giorno, magari la settimana prima di Natale. Un perfetto piccolo calendario dell'avvento con un bel racconto al posto delle finestrelle con il cioccolatino.
I racconti non si concentrano tutti a Natale, ma coprono un arco temporale più lungo. Partono dal giorno di Santa Lucia, passando per la Vigilia e il giorno di Natale, per terminare con l'ultimo giorno dell'anno.

Selma Lagerlöf è magistrale nel mescolare la letteratura con i suoi ricordi dell'infanzia, con la tradizione, il folklore nordico, le credenze cristiane e molti motivi pagani. Condendo il tutto con moltissima e spiccata fantasia, che coinvolge e trasporta il lettore nel freddo inverno del nord. Più precisamente nella regione del Värmland, luogo in cui l'autrice è nata e cresciuta e quindi vero e proprio abitat naturale, oltre che per lei, anche per la sua scrittura, le sue magnifiche storie e tutti i suoi personaggi. Quest'ultimi si destreggiano bene in un ambiente e in un paesaggio fatto di fiumi freddi, foreste fitte e solitarie, case riscaldate dai camini e dalla gente invitata per trascorrere le feste. La Lagerlöf dosa le descrizioni con accuratezza e intelligenza, per creare un'atmosfera ideale che permette al lettore di calarsi completamente all'interno della storia. La narrazione veloce e affidabile incentiva lo scorrere della lettura.
Sebbene a volte le figure raccontate possono sembrare inquietanti e macabre, lo stile della scrittrice è sempre allegro e positivo, leggero ma incisivo nel raccontare anche i temi più profondi e impegnati..
Una raccolta di racconti brevi che sembra rispecchiare la vita, le usanze e le credenze di un Paese, la Svezia, alla fine dell'Ottocento, impregnata di spirito natalizio dalla prima all'ultima pagina.

Voglio fare solo una mini recensione di questo prezioso libricino, non voglio raccontarvi altro per non rovinarvi la sorpresa e la meraviglia che proverete leggendolo. Vi sembrerà di vivere in una bellissima fiaba, in un mondo incantato e lontano.
E subito all'inizio, capirete che Selma Lagerlöf, fin da quando era una bambina, in realtà era una di noi: una lettrice appassionata, che per Natale desiderava in regalo un libro, più di ogni altra cosa al mondo. A mio parere uno dei doni più apprezzati di sempre.

martedì 20 dicembre 2016

I MIEI Più LIBRI ( Più LIBERI ) 2016

Voi starete pensando: "Ancora la fiera della piccola e media editoria di Roma? Ma basta, è passata più di una settimana, parla di altro!!"
Ma lo sapete che quando le cose sono belle è sempre un piacere parlarne, non se ne può farne a meno, e poi non potevo lasciarvi senza aggiornarvi sui miei acquisti fatti in fiera, no?

Palazzo dei Congressi - Roma
Prima di tutto è d'obbligo ringraziare Simona di Letture sconclusionate che anche quest'anno mi ha ospitata, scarrozzata a destra e a manca, presentata agli editori, ma soprattutto sopportata per due giorni.
Grazie Simona, sei sempre estremamente gentile!! Ricorda, però, che avanzo ancora un giro al mercatino!!

E ora, ecco di cosa si è rimpinguata la mia libreria:

Partiamo da Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez di Caravan Edizioni, che mi incuriosisce molto per i tema trattato e promette di essere una splendida lettura.
Di Exòrma Edizioni (di cui vi ho parlato QUI) mi sono portata a casa due libri: Viaggiatori nel freddo di Sparajurij e Se Roma è fatta a scale di Alessandro Mauro.
Essendo io innamorata dei paesaggi e dell'atmosfera russa, (quella che si respira in "Anna Karenina" per capirci) penso proprio che "Viaggio nel freddo" sarà la mia prossima lettura.
I regali sono sempre molto graditi, soprattutto se si tratta di libri, e Simona mi ha regalato Moby Dick e altri racconti brevi di Alessandro Sesto di Gorilla Sapiens Edizioni, di cui ho assistito a una lettura di qualche racconto da parte dell'autore, proprio dura la fiera, e ho riso un sacco. Sono sicura che mi piacerà molto. Se cercate libri veramente divertenti in modo intelligente, tra le pubblicazioni di questa casa editrice troverete sicuramente quello che fa al caso vostro.
I regali si ricevono, ma si fanno anche e quindi per il mio lettore, che mi aspettava a casa, ho preso Shoeless Joe di William Patrick Kinsella per 66thand2nd (il romanzo dal quale è tratto il film con Kevin Costner "L'uomo dei sogni" del 1989), che però leggerò prima io naturalmente. Ma ho trovato altri titoli, di questa casa editrice, che sono sicura potrebbero interessare al mio lettore.
Se vi ricordate, di Scrittura&Scritture, piccola ma interessante casa editrice napoletana, avevo letto La Passeggera di Daniela Frascati (che ho conosciuto in fiera) e mi era piaciuto molto. Così sono passata a salutare e mi sono presa Un caffè con Roberspierre di Adriana Assini, un romanzo storico, sempre della collana Voci, e che avevo adocchiato già da un po' di tempo.
Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino, mi aveva conquistata tempo fa solo con l'inizio della sinossi: "Un rivolo scarlatto come sangue sporcò la neve, che pareva un'offesa. E tutti pensarono che fosse accaduto qualcosa di irreparabile". Doveva essere mio, quindi sono passata da Hacca Edizioni e l'ho preso.  E poi potevo rifiutare la loro novità in anteprima Come una canzone di Luca Giachi? Ma certo che no, e visto che c'era l'autore in stand mi ha anche autografato il romanzo!!

Un veloce salto allo stand di L'Orma Editore per prendere tre "pacchetti": Niente donne perfette, per favore di Jane Austen, Ma la vita è una battaglia di Charlotte Brontë e I miei sogni mi appartengono di Mary Shelley.
Tre piccole raccolte di lettere scritte da tre straordinarie autrici; questi mi serviranno nel 2017 per una nuova rubrica, che ho in mente per il blog, che parlerà di biografie.

Da Caravan Edizioni ho preso anche due libricini minuscoli sul femminismo: Alle fanciulle e alle figlie del popolo di Anna Maria Mozzoni e Dichiarazione dei sentimenti di Elizabeth Stanton e Lucretia Mott.
Anche questi mi serviranno per un nuovo progetto nel blog; ma di tutte queste nuove idee ve ne parlerò meglio in un post a inizio anno.

Poi sono andata a salutare Carlotta di Las Vegas Edizioni e visto che l'anno scorso avevo comprato due romanzi, quest'anno ho deciso di buttarmi sui simpatici e divertenti saggi che propongono e mi sono portata a casa I Nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti (in uscita a gennaio 2017) Un grazie all'autore, che era in stand, per avermi gentilmente autografato il libro.
Spero di riuscire a parlarvi, qui nel blog, di questo piccolo saggio il giorno della sua pubblicazione (o forse qualche giorno dopo).

Ultima tappa del mio giro di acquisti è stata lo stand di Dentiblù Edizioni per prendere Il Signore dei Porcelli, uno degli albi a fumetti di Zannablù. Scelto dopo grande indecisione da parte mia, perché c'erano troppe parodie che avrei voluto comprare, ma alla fine ho seguito il cuore (ha prevalso il mio amore per "Il Signore degli Anelli") e in più l'autrice mi ha convinta dicendomi che questo è l'albo che contiene la storia più divertente secondo lei.
Come se non bastasse mi ha fatto anche uno splendido disegno all'interno della copertina. Potete vederlo in foto, non è bellissimo?
disegno autografato










Spilletta da cefala
La mia fiera è terminata incontrando, quasi per caso, Carla di Una banda di cefali. Un'incontro troppo breve e fugace, giusto il tempo di scambiare quattro chiacchiere e ricevere in dono la spilletta (foto) che mi ha resa per un giorno cefala onoraria.
Grazie Carla, mi dispiace aver trascorso solo pochi minuti in tua compagnia e non essere riuscita a salutarti di persona, ma spero che ci rincontreremo presto, magari al Salone di Torino.
Altri brevi, ma intensi incontri con Maria di Scratchbook e Paola (prima-o-poi-aprirà-un-blog-tutto-suo-ma-per-ora-collabora-con Tre racconti), amiche con le quali è un'abitudine vedersi alle fiere.


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Volevo chiudere con una piccola riflessione personale.
Più Libri Più Liberi è la fiera della piccola e media editoria più grande e importante del centro/sud Italia, a cui partecipano migliaia di persone ogni anno e che anche questa edizione ha riscontrato una crescita di accessi. Tutto questo è dovuta anche all'enorme quantità di blogger che girano per gli stand, cercano nuove e interessanti letture e conoscono nuove realtà editoriali, e al loro impegno nel far conoscere l'evento nel suo insieme. Lungo tutta la durata della fiera e nei giorni successivi (questo post ne è una prova) i blogger continuano a twittare incontri, condividere eventi su Facebook, foto su Instagram e pubblicare resoconti nei loro blog.
Tutto molto bello, impegnativo e anche nobile, se vogliamo guardarlo da un certo punto di vista. Ma serve veramente a qualcosa?
Non fraintendetemi, a me piace un mondo prendermi due/tre giorni a inizio dicembre per andare a Roma, incontrare la mia cara amica Simona, e girare per stand e case editrici nuove e interessanti, tornando a casa carica di libri come un mulo. Ma per gli editori?
Carlotta di Las Vegas Edizioni, ha scritto un bel post intitolato Più libri più liberi non è mai andata così bene. Però: una lucida riflessione che proviene da chi sta dietro quei banchetti tutti uguali, da chi quei cinque giorni li vive con impegno e dedizione per promuovere il proprio lavoro, perché ci credono ed è giusto che sia così. Ma nonostante Carlotta sia abbastanza soddisfatta di questa edizione, un rapido conto con calcolatrice alla mano dimostra che per i piccoli editori è molto difficile sopravvivere in questo ambiente e si chiede se il gioco valga veramente la candela.
Mi piace pensare che nel mio piccolo io stia facendo qualcosa per aiutare la piccola e media editoria a emergere, che stia in qualche modo influenzando qualche lettore a provare qualcosa di diverso dal romanzo super pubblicizzato sui giornali o in televisione.
Ma ho dei seri dubbi.
Io lo so che la maggior parte di quelli che mi leggono sono altri blogger; alcuni erano con me a Più libri più liberi in quei giorni, altri invece, per vari motivi, non sono potuti venire, ma hanno seguito tutta la manifestazione sui social. Quindi stiamo parlando di persone già interessate a questa fiera e in generale alla piccola e media editoria italiana. Sono lettori affamati di novità letterarie, di generi diversi e ricercate e autori poco conosciuti. Sono lettori che già da soli pescano fuori dal mucchio quando si tratta di scegliere libri.
Forse questi amici blogger verranno a leggere il mio misero resoconto e magari prenderanno anche nota di qualche titolo da me citato (se non lo conoscono già), ma la sensazione è quella che continuiamo a leggerci sempre tra di noi e basta.
Quelli che in realtà io e il mio blog non riusciamo a raggiungere sono i grandi lettori "comuni", i lettori commerciali, i quali non conoscono nemmeno per sbaglio le piccoli Case Editrici, ma che si affidano alle pubblicità che li tartassano e ai grandi, giganteschi e mostruosi editori che coprono la maggior parte del mercato.
Il mio blog praticamente parla di libri di "nicchia" e non raggiunge certo le visualizzazioni di quelle blogger letterarie che sono sempre sul pezzo, parlando dell'ultima grande novità Mondadori o che accettano qualsiasi romanzo melenso, e uguale al precedente, arrivi da Newton Compton. Costellando i loro blog di unicorni e recensioni positive a libri che nemmeno hanno aperto, riuscendo così a raggiungere e conquistare una fetta molto grande dei lettori comuni/commerciali, che sono la maggioranza dei lettori italiani; quelli che poi entrano in libreria e fanno girare il mercato. Il mercato sbagliato, ma è solo la mia umile opinione.
Non so dove viviate voi, ma dove vivo io i libri che trovo in fiere come quella di Roma non riesco a vederli nemmeno con il cannocchiale nelle librerie delle mie zone. Il massimo che riesco a trovare sono qualche Iperborea (che mi chiedo ancora come faccia a far parte della media editoria con quei prezzi) e qualcosa di Marcos y Marcos (ma solo perché pubblica un autore veneto che in zona vende). Ma il resto? Niente, zero, non pervenuto. Tra le valanghe di romanzi commerciali e gli ultimi quattro libri di Vespa, è impossibile scorgere altro. E lo so che mi basterebbe chiedere a qualsiasi libraio e lui prontamente mi ordinerebbe tutti i libri che voglio (e che volendo esiste anche Amazon), ma il lettore comune come fa a conoscere queste piccole perle dell'editoria italiana, se non le vede esposte in libreria? Continuerà ad affidarsi ad amici e parenti e a qualche libraio da centro commerciale, per diventare stanco annoiato e ritrovarsi a leggere sempre le stesse cose, ignorando l'esistenza di un mondo affascinante e stimolante appena dietro l'angolo.
Tutto questo mi sconforta e intristisce parecchio.
Forse questa mia riflessione lascia un po' il tempo che trova, e forse non mi sono nemmeno spiegata al meglio, ma non toglie il fatto che il prossimo anno mi ritroverete sicuramente a Più libri più liberi, sarò sempre attiva sui social e sul blog per condividere cose belle e interessanti, e sicuramente conoscerò altri editori, portandomi a casa tante letture appassionanti. Perché è vero che con il mio piccolo blog non cambierò il mercato editoriale italiano, ma qualcosina nel mio piccolo mi va di farla e, alla fine, lo faccio soprattutto per me stessa, perché mi piace!!

lunedì 19 dicembre 2016

FOR WHOM THE JINGLE BELL TOLLS - IL NATALE NEI LIBRI PER BAMBINI

Ritornano le Book Bloggers Blabbering con un progetto tutto dedicato al Natale. Una specie di calendario dell'avvento, ma molto più breve perché durerà meno di una settimana, fatto a modo nostro. Ognuna di noi, secondo un certo tema, vi parlerà di alcuni libri ideali per questo periodo dell'anno.
Per poter vedere tutte le prossime pubblicazioni nei vari blog, vi lascio il calendario al termine di questo post.


Quando penso al Natale, la prima immagine che mi viene in mente è quella di una bambina sotto l'albero pieno di lucette e palline colorate, che scarta i regali. Oppure ancora, un bambino disteso sul suo letto, la notte della vigilia, che cerca di scacciare il sonno e tendere le orecchie per poter sentire Babbo Natale che cammina sui tetti.
Per i bambini è un momento magico, pieno di trepidazione, gioia e curiosità; fatto di occhi grandi pieni di stupore e meraviglia, di sorprese e allegria.
I libri che vi voglio consigliare oggi sono dedicati proprio ai bambini, ma un po' anche agli adulti che vogliono riscoprire il loro bambino interiore, e vivere la vera magia di Natale.

Il Pupazzo di neve di Raymond Briggs

Un bambino passa tutta una fredda giornata d'inverno a fare uno splendido pupazzo di neve, curando ogni particolare. A mezzanotte si sveglia all'improvviso e si accorge che il suo pupazzo di neve ha preso vita e lo aspetta in giardino per vivere una fantastica notte avventurosa.

Non è proprio ambientato a Natale, ma il fatto che ci sia la neve può richiamare, in qualche modo, questo periodo dell'anno.
Il libro è solo illustrato, non contiene testo, quindi ogni volta che si "legge" si può raccontare la stessa storia con parole ed emozioni diverse. In questo modo anche i bambini più piccoli, che non sanno ancora leggere, possono divertirsi a raccontare la storia a modo loro.
Un racconto tenero, magico e suggestivo con illustrazioni semplici, ma molto belle. Sono tutte disegnate con colori tenui e sfuocati, una sorta di "patina nevosa" che crea subito l'atmosfera ideale.

Il Grinch di Dr Seuss

Il Grinch, mostriciattolo perfido solitario, brutto e cattivo che vive nella città di Chi-non-so, odia profondamente il Natale. Forse perché il suo cuore è più piccolo di tre taglie, oppure perché vive da tanto tempo da solo. Fatto sta che il suo unico scopo è di guastare le feste ai suoi concittadini, i Non-so-chi

Una breve storia tutta scritta in rima e illustrata dallo stesso Dr Seuss. "Il Grinch" è considerato il suo cavallo di battaglia, più conosciuto nella cultura anglosassone, ma reso famoso in tutto il mondo grazie anche al divertentissimo film che ne è stato tratto con Jim Carrey, nel 2000.
Una vera storia natalizia, poetica e adatta a tutte le età, ricca di magia e significati profondi.
Se conoscete personalmente qualche Grinch, qualcuno che non ama particolarmente il Natale, questo potrebbe essere un libro adatto a loro per poter scoprire, alla fine, il vero senso delle festività e riempire il cuore di gioia e felicità, come accade proprio al protagonista di questa storia.

Polar Express di Chris Van Allsburg

Un bambino si sveglia la notte di Natale e si accorge che di fronte a casa sua c'è un treno che attende solo lui. Salito a bordo scopre che lui e tanti altri bambini stanno per essere postati al Polo Nord per conoscere Babbo Natale, e quest'ultimo sceglierà un solo bambino a cui consegnerà il primo regalo di Natale.

Un'avventura lunga una notte, con illustrazioni  molto grandi, delicate e suggestive. Un libro che coinvolge fino in fondo. Al lettore sembrerà di conoscere realmente Babbo Natale e di attraversare il Polo Nord a bordo del Polar Express.
Un vero e proprio classico di Natale, da cui è stato tratto il film animato del 2004 con Tom Hanks.
Alla fine c'è un meraviglioso messaggio legato a una campanella, donata da Babbo Natale in persona, con un suono speciale che possono sentire solo i bambini che credono (ma forse anche qualche adulto potrebbe sentirla).

Lettere di Babbo Natale di J. R. R. Tolkien

Il 25 dicembre 1920 J. R. R. Tolkien cominciò a inviare ai propri figli lettere firmate Babbo Natale. Infilate in buste bianche di neve, ornate di disegni, affrancate con francobolli delle Poste Polari e contenenti narrazioni illustrate e poesie. Queste lettere continueranno ad arrivare a casa Tolkien ogni Natale per oltre trent'anni, portate dal postino o da altri misteriosi ambasciatori.

Una scelta di questi messaggi annuali formano questa fiaba intitolata "Le lettere di Natale", scritta a puntate da un Tolkien non tanto in vena di paterna e didattica allegria, quanto in groppa all'ippogrifo della sua fantasia filologica e ironica.
Come ultimo consiglio ho scelto questo libro che è adatto anche ai bambini, ma principalmente e soprattutto agli adulti che potrebbero prendere spunto per rendere il Natale dei propri bambini ancora più magico e indimenticabile. Cosa renderebbe più felice un bambino, più di una lettera scritta proprio da Babbo Natale (o dal suo fedele aiutante, l'Orso Polare)?
Ma questo è anche uno splendido regalo per un appassionato di Tolkien, che ha letto tutto di questo straordinario scrittore, ma gli manca questa particolare perla.
Una collezione di lettere particolari, originali e fantasiose, che vi faranno sorridere; originate da una mente ingegnosa e probabilmente molto affine a quella di Babbo Natale stesso.


Calendario FOR WHOM THE JINGLE BELL TOLLS, con tutti gli appuntamenti:

We wish you a bbbeautiful christmas!!!

venerdì 16 dicembre 2016

Più LIBRI Più LIBERI 2016 - COLAZIONE CON UN AUTORE

Il secondo giorno alla fiera della piccola e media editoria, Più Libri Più Liberi, a Roma è cominciata con una colazione organizzata da La Nuova frontiera editore, con alcuni blogger, per incontrato Afonso Cruz, autore del romanzo La bambola di Kokoschka, e poter fare quattro chiacchiere insieme.

In una Dresda devastata dai bombardamenti, s'intersecano e si fondono le vite di Isaac Dresner, giovane ebreo tedesco che si è rifugiato nello scantinato di un negozio di uccelli per sfuggire alle persecuzioni naziste; di Bonifaz Vogel, il proprietario del negozio e della pittrice Tsilia Kacev, che con il suo vestito verde e il cuore infreddolito, attraversa la via di entrambi come l'ombra leggera di un passero.
In questo triangolo fa irruzione Mathias Popa, autore de "La bambola di Kokoschka", che racconta la storia del pittore Oskar Kokoschka e della sua bambola fatta a immagine e somiglianza dell'amata Alma Mahler.

Afonso Cruz classe 1971 scrittore, illustratore, cineasta e musicista portoghese. Nel 2012 vince con questo libro il Premio dell'Unione Europea per la letteratura; e nello stesso anno esce anche "Gesù beveva birra".

Un romanzo importante per i temi trattati e impegnativo. Nonostante la grande ironia di Afonso Cruz e la sua notevole inventiva, non è certo un romanzo da prendere alla leggera, ma da leggere con calma e attenzione in modo che penetri bene sottopelle. Io azzarderei anche una rilettura per poterlo apprezzare meglio e comprenderlo di più.

La colazione con Afonso Cruz
Cruz è stato molto gentile e disponibile nel rispondere alle nostre domande. Un'ora piacevole e trascorsa velocemente, che ci ha permesso di conoscere meglio il suo romanzo e lui come persona e scrittore.
Lo scrittore ci ha raccontato che ha deciso di ambientare la sua storia a Dresda, perché è un ottimo esempio di manicheismo: i due principi assoluti di bene e male, buono e cattivo, sempre in costante contrasto tra loro è ben rappresentata da questa città che durante la Seconda Guerra Mondiale è stata scenario di terribili bombardamenti. Bombardamenti che provenivano da entrambi gli schieramenti, sia dai buoni che dai cattivi.
Nonostante i cattivi (in questo caso i tedeschi) venissero bombardati dai buoni, i cittadini di Dresda decisero comunque di schierarsi dalla parte dei buoni.
Nella prima parte del romanzo, la bambola ha un significato metaforico: rappresenta l'incoscienza dei tedeschi durante la guerra. Alcuni di loro non erano consapevoli di ciò che accadeva veramente, proprio come delle bambole.

Il concetto di libertà aleggia per tutto il romanzo, ritornando spesso in modo preponderante. Cruz ci spiega come lui la intendesse una libertà nel concetto platonico, cioè la libertà può diventare vizio senza giustizia e controllo.
Il concetto di libertà è relativo: noi siamo liberi quando di fronte a noi abbiamo un ventaglio abbastanza vasto di scelte. Siamo liberi fino a un attimo prima di scegliere, ma una volta fatta una scelta non si può più tornare indietro e questo limita la nostra libertà.
Ma comunque resta un concetto difficile da spiegare perché troppo immenso e sfaccettato.

Afonso Cruz
Nel scrivere questo romanzo, l'autore è partito sviluppando la storia delle due famiglie, in parallelo, ma in generale parte sempre dall'inizio quando scrive un libro, secondo lui, quando si ha un inizio si ha anche una fine, perché quando un personaggio ha un particolare desiderio, ciò ci fa capire anche cosa succederà lungo tutta la storia.

Il suo modo di essere lettore è indubbiamente cambiata da quando è scrittore. L'essere anche uno scrittore lo porta ad analizzare di più ciò che legge, perdendo così un po' di spontaneità (questo gli accade anche con i film da quando fa cortometraggi).
Quando legge vuole commuoversi, ma anche ridere e questo vuole farlo anche quando scrive, vuole tramettere questo al lettore; e il concetto della perdita, presente ne "La bambola di Kokoschka", lo commuove molto.
Cruz è consapevole anche del fatto che come noi cambiamo, anche i libri cambiano,:lo stesso libro letto in momenti diversi della propria vita può suscitare sensazioni e sentimenti diversi.
Inevitabilmente, come scrittore, è stato influenzato da autori suoi conterranei. Anche se è cresciuto con molti scrittori portoghesi, preferisce non pensare alla letteratura come "nazione", ma adottare una visione più ampia, più punti di vista, una frammentazione, per poter comprendere il tutto in un quadro più completo e generale, come faceva anche Fernando Pessoa.