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venerdì 26 maggio 2017

#IlMaggioDeiLibri: IL PAESE DEI SEGRETI ADDII di Mimmo Sammartino

Questo è il mio ultimo post per Il Maggio Dei Libri, che terminerà ufficialmente il 31 maggio. È stato bello per me partecipare quest'anno, promuovere la letteratura a modo mio nel mio piccolo spazio, e mi sono messa alla prova con post un po' diversi dal solito: riguardanti temi che mi hanno messo in seria difficoltà (ad esempio quello della settimana scorsa sulla #legalità); un post divertente su come intendo io il #benessere; ho potuto celebrare una delle mie autrici preferite, Jane Austen, nella settimana dedicata agli #anniversari che ricorrono quest'anno; e vi ho presentato il mio piano di lettura per il mese di maggio (che sono riuscita, stranamente, a rispettare!!).
Devo ringraziare soprattutto Simona di Letture Sconclusionate per avermi coinvolta in questo progetto, insieme ad altre blogger/vlogger appassionate, competenti e grandi lettrici.
Per l'ultima settimana dovevamo solo scegliere un libro, di una Casa Editrice che collabora a #IlMaggioDeiLibri, e recensirlo. Niente di più semplice, si torna all'abituale tipologia di post.
Ho optato per un libro di Hacca edizioni che ho comprato l'anno scorso a Roma per Più Libri Più Liberi, ovvero Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino.

Comincia con un mistero il Natale di Pietrafiorita. Sullo sfondo, un borgo d'Appennino che si spopola. Il paese dei segreti addii si fa guscio vuoto nel suo tempo lento e inesorabile.
In questo microcosmo, consuma la propria esistenza una umanità di margine: profeti, beghine, sordomuti, sciamani, musici falliti, sbirri, preti, truffatori, cantastorie. Uomini che partono per il mondo e qualche volta ripercorrono la stada a ritroso.
È qui che tornano a cercarsi i padri e i figli che si sono perduti. È qui che padri e figli imparano di nuovo a sognarsi. Pietrafiorita resta però lontananza. Sguardo d'Appenino che domanda al destino o alla fortuna se possa ancora esistere una terra di ritorno.
Eppure nel villaggio, refrattario a storia e geografia, dove tutto accade come un'eco, non sono risparmiati i dolori: la disfatta del Don, l'8 settembre, l'eruzione del Vesuvio, l'occupazione delle terre, la tragedia di Marcinelle.
È qui che il vecchio Geremia, morto molti anni prima, può conoscere l'amore. Per gli occhi d'oliva di Giuditta, il sogno negato quand'era solo un ragazzo. E poi, in una fioritura di biancospino, per Giuditta Seconda, l'abbraccio di carne che viene quando il Senzanome ha già imparato a leggere il vento.
Finché il tempo non torna a farsi profezia. Meraviglia dolente di un canto d'usignolo. Finché un'alba di sangue non cade dal cielo, come una rivelazione. Come una ferita.

Devo ammettere che questo libro l'ho comprato perché mi aveva conquistato dalla prima frase:
"Un rivolo scarlatto come sangue sporcò la neve, che pareva un'offesa. E tutti pensarono che fosse accaduto qualcosa di irreparabile."
Queste poche semplici parole avevano creato nella mia mente un'immagine nitida, reale e violenta, tanto da incuriosirmi a scoprire di cosa trattasse la storia all'interno di questo libro.
Con uno stile accurato, scorrevole e accattivante, che ti spinge a girare pagina per scoprire sempre di più, Mimmo Sammartino ci conduce per mano attraverso quasi una fiaba, in cui racconta il piccolo borgo dell'Appennino, Pietrafiorita, e i suoi abitanti che possono apparire ordinari a un primo sguardo, ma che in realtà sono caratterizzati da avvenimenti curiosi e interessanti.
La rappresentazione, realistica e attenta, di un qualsiasi paesino della provincia italiana, in cui troviamo cattiverie, pregiudizi, pettegolezzi e dicerie. Un posto in cui quando una persona se ne va, per il paese intero è come se fosse morta, come se all'infuori del paesello non esistesse nulla e fosse impossibile crearsi una vita oltre quelle case e quelle montagne.

Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, facciamo la conoscenza di diversi personaggi, ognuno dei quali ha una propria storia da raccontare, e ci rendiamo perfettamente conto che essi esistono veramente in un qualsiasi paesino della nostra penisola. C'è Michele, il povero ex soldato senza gambe, timido e gentile; Cataldo il sacrestano sordomuto, costretto a servire il prete in tutto; il prete Fulgenzio e il maresciallo Carmelo, legati già prima di arrivare in quel borgo, entrambi insofferenti e determinati a far pagare per questa infelicità gli abitanti di Pietrafiorita. E poi ancora, Rosina, donna libera sessualmente, disprezzata e additata come poco di buono; Giuditta Seconda impazzita per la perdita di uno dei suoi figli; Catafaro l'ubriacone del paese e le pie donne, come zia Concetta. Ma la storia più coinvolgente e incisiva è sicuramente quella tra Geremia e Giuditta. Novelli Romeo e Giulietta con famiglie rivali, per motivi che ormai nessuno ricordava più, che ostacolano il loro amore. La loro vicenda è tragica come quella dei due amanti shakespeariani, ma con un finale diverso, altrettanto triste e drammatico, ma con un pizzico di speranza per uno dei due giovani.
Il racconto principale, la storia che fa da cardine a tutto il romanzo, che scopriamo man mano anche attraverso gli occhi e le voci degli altri abitanti del paese, è quella di Habel Dell'Aria: andatosene da Pietrafiorita per superare un grande e devastante lutto personale e ritornato, dieci anni dopo, per riconciliarsi con il padre e il suo dolore, per essere perdonato e perdonarsi.

Quel rivolo che sembra sangue sulla neve, che viene citato nella prima frase, sembra sparire durante la lettura, il lettore non ne ha più memoria mentre si immerge totalmente nelle storie singolari e curiose dei pietrafioresi. Ma quel rivolo scarlatto tornerà alla fine del libro, in modo inaspettato, violento e sconvolgente, e vi condurrà a un finale tragico e commovente. Caratterizzando il libro con una costruzione quasi palindroma, cioè le scene con le quali inizia, sono le stesse (o quasi) con le quali finisce.

Ecco il calendario con tutti gli appuntamenti di questa settimana con le altre blogger e vligger di questo progetto, che ormai volge al termine:


venerdì 20 maggio 2016

SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO #2

Visioni
Seconda esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest'anno il tema erano le "Visioni" e devo ammettere che dopo due giorni tra la confusione, la musica, gli eventi, le persone che spingono per passare (e quelle che si fermano in mezzo ai corridoi per evidenti problemi di labirintite) e migliaia e migliaia di libri...beh, è probabile che ti venga un attacco psicotico e cominci ad avere le visioni.
Anche se è caotico e stancante, resta sempre una piacevole esperienza da fare, ma questa volta è stata diversa dall'anno scorso (che l'avevo vissuta in solitaria). Questa volta ero in compagnia e l'ho vissuta diversamente.
Ma andiamo con ordine.

Il mio Kindle con "L'amore è una cosa meravigliosa"
Venerdì
Le cinque ore di treno che mi hanno portato a Torino (con un cambio) le ho trascorse in compagnia di un libro bellissimo: "L'amore è una cosa meravigliosa" di Han Suyin edito da Sonzogno. Al momento sono a metà e non vedo l'ora di finirlo per parlarvene.
Dopo essere scesa dal treno, sono andata subito a posare la valigia nella camera del Bed&Breakfast Art'To che avevo prenotato qualche mese in anticipo, un piccolo restauro generale e poi di corsa verso il Lingotto.
Prima sono passata al metal detector (le misure di sicurezza quest'anno erano alte) e poi sono andata a ritirare il mio abbonamento per entrare al Salone.
Appena entrata è stato come ritrovarmi a casa, era tutto come me lo ricordavo: grande, dispersivo, colorato e caotico.  Una sorta di badilata, carica di libri, che ti colpisce direttamente in faccia e ti lascia stordita, ma incredibilmente eccitata.
Non ho perso tempo e sono andata subito in cerca di Simona di Letture Sconclusionate e Irene di LibrAngolo Acuto. Le ho trovate allo stand della regione Sardegna, intente a seguire la presentazione di un libro (io ho seguito solo gli ultimi dieci minuti, ma sembrava molto interessante). Il tempo di salutarle, abbracciarle e baciarle e ci siamo subito divise, perché io sono andata a mettermi in fila per un evento a cui tenevo particolarmente: "Incontro con Amitav Ghosh" a cura di Neri Pozza Editore in Sala Azzurra.
Amitav Ghosh per Neri Pozza Editore
La presentazione era per l'ultimo libro di Ghosh, e terzo volume della trilogia della Ibis, "Diluvio di fuoco". Interessante perché sono stati fatti molti collegamenti e accenni agli altri libri dell'autore (che io non ho ancora letto, ma ci arriverò, abbiate fede). Ma da una semplice analisi sulle migrazioni di diversi popoli, cosa di cui parla spesso nei suoi libri, è diventata ben presto una discussione sulla politica e i governi di alcuni paesi, come ad esempio l'Italia. Non molto pertinente, a mio parere, ma lui è stato molto diplomatico e divertente nelle risposte.
La delusione più grande è arrivata alla fine. Ci hanno detto che Ghosh avrebbe autografato i libri allo stand di Neri Pozza, così ho tirato fuori la cartina per capire da che parte dovevo andare e molto emozionata mi sono incamminata facendomi spazio tra la folla (dovevo comprare il libro anche per una mia amica che desiderava una copia autografata)... ma il tempo di arrivare allo stand, fare un giro tra i libri, vederlo svolgere una breve intervista con una giornalista, e poi si è alzato e se ne andato... senza firmare nulla.
Che delusione, e che nervoso, fortunatamente non avevo preso i libri (che, qui lo dico e qui lo nego, comprerò su Amazon!!).

Per tirarmi su il morale, dopo questo tiro mancino di Neri Pozza, sono andata a consolarmi al Libraccio. Spulciando, spulciando non sono riuscita a trovare nulla dei titoli che mi ero segnata, ma ho trovato qualcosa che non stavo cercando: "Miss Alabama e la casa dei sogni" di Fannie Flagg (autrice di "Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop" di cui vi parlerò a breve). Questo è il bello del Libraccio: tu vai lì con delle idee ben precise su cosa vuoi e lui ti sorprende con qualcosa a cui non avevi proprio pensato.
Dopo essermi persa un paio di volte per i tre padiglioni, ho ritrovato Simona e Irene, ci siamo accordate per il giorno dopo, e sono tornata al Bed&Breakfast perché ero distrutta (la notte prima l'avevo passata insonne per l'emozione del viaggio), prima però mi sono mangiata un ottimo kebab grande come una casa!!

Sabato
Svegliata di buon ora, dopo una colazione moooolto abbondante (cosa volete che vi dica...viaggiare mi mette molto appetito alla mattina), ho preso la metropolitana e ho iniziato il mio secondo giorno al Salone. Sarebbe meglio definirlo "giorno di reclusione", perché quest'anno c'era la possibilità di un solo ingresso al giorno, quindi una volta dentro ci dovevi rimanere perché se uscivi non ci rientravi più. Grande idea!! Per non parlare del costo del Wi-Fi: 140 Euro!!! "Eh, ma puoi usufruirne anche domani..." e grazie al c... Per quei soldi mi devi dare la certezza di poterlo usare per tutta la settimana successiva, ma da casa mia però!!!

Comunque, ho gironzolato brevemente tra alcuni stand, per farmi un'idea di cosa c'era di interessante, poi sono arrivate Simona e Irene e insieme abbiamo fatto una tappa da Sonzogno (che merita sempre) perché volevo conoscere Valentina, l'addetta stampa, purtroppo però era a una presentazione e niente... ma spero di avere altre occasioni in futuro per conoscerla di persona, visto che per il momento ci conosciamo solo per mail.
Allora noi tre siamo andate da Fazi Editore, per prendere "Charlotte Brontë. Una vita appassionate" poiché di li a poco ci sarebbe stata la presentazione del libro con l'autrice Lyndall Gordon e giustamente io e Irene speravamo di farcelo autografare. Libro scritto nel 2008, ma che Fazi ha pubblicato solo quest'anno, perché si sa che noi italiani siamo sempre sul pezzo quando ne vale la pena...
Dedica e firma di Lyndall Gordon
Arrivata alla cassa a pagare, ho scoperto che con due libri ti davano in omaggio la shopper dedicata alla Brontë. E vuoi lasciartela scappare??? Certo che no. Così mi sono girata e sono andata a scegliermi un altro libro. Vero è che c'era "Gli anni della leggerezza" di Elizabeth J. Howard al 50%, ma io l'ho già in ebook e non mi andava di prenderlo cartaceo, così ho ripiegato molto volentieri su "Ruggine" di Anna Luisa Pignatelli di cui ho letto recensioni entusiaste.
Verso l'una ci siamo dirette allo Spazio Internazionale per l'incontro con la Gordon. Purtroppo abbiamo seguito l'evento in piedi, perché i posti a sedere erano pochi e già tutti occupati da molti compagni di classe della Bonte (giusto per farvi capire l'età media dei presenti...). Ma è stata una presentazione veramente piacevole e interessante e alla fine siamo anche riuscite a farci autografare la nostra copia del libro.
Dopo aver consolato Irene che si era scolta in lacrime per l'emozione, siamo andate a pranzo.

Avrei voluto condividere con voi i momenti importanti della giornata attraverso Facebook e Twitter, ma purtroppo la connessione internet ha deciso di abbandonarmi per tutte le ore che sono stata al Salone,andava e veniva, impedendomi di fare qualsiasi cosa, mi sono sentita un po' isolata dal mondo
Nel pomeriggio abbiamo partecipato a "Percorsi di lettura gay nel mondo contemporaneo" all'Incubatore con Francesco Gnerre e Gianni Farinetti a cura di Rogas Edizioni. Interessante è dire poco. Il dibattito è stato animato e ci ha fatto riflettere e ragionare su molti punti, anche dopo la fine della presentazione. Ad esempio sul fatto del perché si debba chiamare "Letteratura gay"? La letteratura è letteratura, no?
Se vi interessa l'argomento e simili date un'occhiata a questa piccola neonata, ma molto impegnata, casa editrice perché ne vale la pena; uno dei loro obiettivi è di riproporre opere di letteratura italiana "nascoste" dalla censura e dalla critica ufficiale. Rogas Edizioni è stata una piccola scoperta al Salone del Libro, che mi ha aiutato a comprendere meglio un argomento molto attuale, ma sempre estremamente delicato da affrontare. La società cambia e si evolve, è fondamentale stare al passo, dare il proprio contributo e gli scrittori devono fare la loro parte.

Il mio piccolo "bottino"
Un veloce salto da Hacca Edizioni dove ho comprato "Gli ultimi eredi dell'impero" di Vasile Ernu, libro che avevo adocchiato già a Roma a Più Libri, ma che stupidamente avevo dimenticato di prendere, così ho deciso di rimediare.
Poi ho dovuto farmi spazio tra i bimbi-minkia che affollavano lo stand di Newton Compton, per raggiungere un "commesso" e chiedergli un libro per mia madre (sia chiaro: per mia madre!!), ma non l'avevano, per il secondo anno di seguito. Allora, 'sto libro non era al Salone, non riesco a trovarlo nelle librerie, perché mi dicono che è esaurito... Che cavolo devo fare io?? Lo ordino su Amazon, c'avete ragione!!
Ormai ero in giro, così ho contattato Maria di Scratchbook per raggiungerla e abbracciarla un po'. Abbiamo parlato, le ho mostrato i miei acquisti, ma poi ci siamo perse di vista più o meno in zona Libraccio... Per fortuna ci siamo ritrovate poco dopo e abbiamo preso un caffè veloce anche con Simona, Irene, Paola e gli altri ragazzi del Gruppo di Lettura su Facebook.
Prima di uscire definitivamente da quella baraonda che è il Salone, ho accompagnato Simona e Irene a recuperare borse e cappotti lasciati allo stand della Gorilla Sapiens Edizioni. Mentre loro salutavano le Gorilla, io mi sono lasciata tentare da tutti quei bei libri che mi chiamavano. Devo ammettere di non aver fatto troppa resistenza e ho ceduto praticamente subito acquistando "Sottrazione" di Carlo Sperduti.
Una salata, ma buona, cena Thai a base di ravioli e curry e me ne sono tornata in camera a riposare, perché avevo i piedi in fiamme da quanto avevo camminato su e giù per i padiglioni.

Domenica
In realtà domenica non sono entrata al Salone, non avrei fatto in tempo, così me la sono presa con calma, ho preparato la valigia e poi mi sono inviata verso la stazione Porta Nuova e sapete chi ho incontrato lì? Ma ancora Simona e Irene!! per gli ultimi saluti; poi siamo salite sui nostri treni, che ci avrebbero riportate a casa, loro verso Sud e io verso Est. E sono ricominciate le cinque ore di viaggio.


Il bottino è decisamente misero, solo cinque libri, ma l'esperienza è stata intensa, travolgente e stancante...Sicuramente da rifare l'anno prossimo, e quello dopo, e quello dopo ancora...
L'anno scorso, essendo da sola, ho girato con calma tutti gli stand che mi interessavano facendo molti acquisti, mentre questa volta è stata un'esperienza diversa, meno incentrata sui libri, ma più sulle persone (stupende) che girano tra quei corridoi affollati e gli eventi interessanti che si svolgono nelle diverse sale. Due cose molto diverse, ma entrambe significative, intense e indimenticabili.
Completamente distratta da tutte queste persone, mi sono vergognosamente dimenticata di passare a salutare alcune case editrici e usufruisco di questo spazio per scusarmi. Quindi, Las Vegas Edizioni, Edizioni Clichy, Edizioni E/OL'orma Editore, Tunuè, Jo March (che non c'era), Sonzogno, Iperborea, Minimum fax, NN Edizioni, Sur... (un'infinità) scusatemi tanto ma vi saluto tutti da qui, da casa mia, e vi prometto che verrò a trovarvi l'anno prossimo!! O a Roma a Più Libri per chi ci sarà!!

venerdì 18 dicembre 2015

Più LIBRI Più LIBERI 4-8 Dicembre 2015

Palazzo dei Congressi - Roma
Dal 4 al 8 Dicembre si è tenuta al Palazzo dei Congressi di Roma "Più Libri Più Liberi - fiera della piccola e media editoria".
Dopo più di quattro ore trascorse in treno e lo sciopero dei mezzi pubblici a Roma, ho ritirato il mio accredito stampa allo sportello, che mi ha permesso accesso illimitato alla fiera per i due giorni che ho partecipato (venerdì e sabato), e dopo essermi (orgogliosamente) appuntata il pass al maglione sono entrata nel mio personale paradiso.

"Ma vai in fiera a guardare le copertine dei libri?". Domanda fattami da un NON-lettore, e già questo fa capire la pochezza della sua domanda, ma mi ha fatto riflettere:
Perché vado a una fiera del libro? SOLO per i libri?
No, c'è molto di più!!
Per quanto essi siano importanti (in fiera e nella mia vita), non sono stati il punto focale questa volta, come lo erano stati al Salone Internazionale del Libro di Torino, ma Più Libri Più Liberi per me è stata caratterizzata principalmente dalle PERSONE.

Prima fra tutte Simona di Letture Sconclusionate che è stata così gentile da ospitarmi a casa sua. Una casa carinissima, piena di libri (perché vi assicuro che Simona ne ha veramente TANTI di libri) in ogni angolo e due splendidi gatti, morbidi e coccolosi.
Una bellissima amicizia nata tra i nostri due blog, proseguita attraverso tante chiacchiere su Facebook, e in fine concretizzata in questi tre giorni trascorsi in sua compagnia. Per me è stato tutto magnifico e mi è dispiaciuto tantissimo tornarmene a casa.
La ringrazio per tutto: per la sua incredibile gentilezza e disponibilità; per avermi scarrozzata per tutta Roma e per tutto il Palazzo dei Congressi, presentandomi come "Daniela di Appunti di una lettrice" a editori e amici; per avermi fatto conoscere nuove Case Editrici e persone simpatiche; e per tutte le piccole attenzioni che ha avuto nei miei riguardi.
Ha reso la mia esperienza magnifica e per questo credo che ritornerò l'anno prossimo (Simo tieni pronta la brandina per me!!!).

Regalo di Miryam
Simona mi ha presentato Miryam, che trovate su Twitter come @crisidicoscenz. Simpatica e divertente, purtroppo con una leggera avversione per i gatti (soprattutto per quelli di Simona).
Sentirla parlare di letteratura e giornalismo mi ha fatto capire quanto poco ne sapessi di libri in generale e ora desidero fortemente rimediare a questa mancanza.
Mi sono divertita un sacco grazie alla sua personalità, ai suoi aneddoti e ai suoi acquisti che non poteva fare, ma che poi ha fatto lo stesso. E un grazie infinito per il bellissimo "uccellino di Twitter" che mi ha regalato!! (foto qui accanto).

Un altro incontro molto gradito è stata Irene di LibrAngolo Acuto. Vi garantisco che Irene parla proprio come scrive nel suo blog, ma dal vivo è ancora meglio. Una di quelle persone sempre con la battuta pronta, divertente e simpatica, che ti fa sentire a proprio agio, ti mette allegria e, per quanto fosse stanca, era sempre allegra e positiva. Ma non fatevi ingannare dalla sua ironia disarmante, in realtà nel profondo cela lo spirito di una piccola donna ottocentesca.
Passare le giornate e le serate con lei è stato estremamente piacevole.

Libri di Sergio Nazzaro
Simona mi ha presentato Sergio Nazzaro, giornalista e scrittore, che ringrazio ancora, oltre che per i "pipponi" filosofici, anche per avermi regalato due sue opere (di cui vi parlerò sicuramente qui nel blog), ma senza avermele autografate!!!!

E anche Luca Pantarotto, in fiera "portavoce" di NN Editore, ma che trovate anche su Holden & Company.
Con lui abbiamo trascorso una piacevole serata prima al ristorante giapponese e poi a girare in macchina in cerca di un parcheggio adatto a un milanese...(non l'abbiamo trovato).

Felicissima di aver ritrovato Maria di Scratchbook. Il nostro è stato un saluto molto veloce, perché io ero distrutta, avendo dormito poco in quei giorni, e non riuscivo a connettere molto in modo da fare lunghe conversazioni sensate. Così ho deciso di staccarmi dal gruppo e trascorrere la giornata di sabato da sola tra i libri.
Ma è sempre un piacere incontrare Maria, sorridente, solare e, da brava capa del Gruppo di Lettura "scratchmade", è impaziente di farti domande e conoscere le tue risposte.
Prima o poi io e lei ci siederemo insieme d'avanti a un caffè per parlare di noi e di libri (sono fiduciosa!!).
Insieme a Maria c'erano alcuni dei partecipanti al GDL sopra citato, ai quali finalmente ho associato una faccia al nome visto solo su Facebook.
Tra loro ricordo in particolare Paola Sabatini - primaopoifaraiunbloganchetu -  (grazie ancora per avermi detto che sono giovane) e Elena ExLibris del blog Io e Pepe (e libri e altro).

E tante, tantissime altre persone: gli Editori simpaticissimi, disponibili e che credono fermamente nel lavoro che fanno; i lettori che gironzolavano tra gli stand, con i quali ci si scambiava qualche occhiata d'intesa; la ragazza che mi ha fermata per sottopormi un questionario su quanti libri io legga e compri all'anno (ma non puoi farlo ad una fiera del libro... è come tirare in porta senza il portiere!!); e gli addetti all'entrata, che ormai ci conoscevano per nome da quante volte siamo uscite e rientrate.

Questo è quello che soprattutto mi porto a casa da Più Libri Più Liberi, quello a cui ho ripensato con affetto, dal momento in cui sono salita in treno per ritornare nel freddo Nord (Italia); la parte della fiera che ho preferito e adorato e che spero di ritrovare il prossimo anno.

Ma non è tutto, perché non dimentichiamoci che c'erano anche i LIBRI!!
Pochi comprati, ma tanti desiderati...

Subito mi sono fiondata da L'Orma Editore a prendermi la spilletta di Virginia Woolf (in alto a destra nella foto qui accanto), perché al Salone Internazionale del Libro, quando sono arrivata io, le avevano già finite e avevo preso solo quella di Emily Dickinson.

Sempre a Torino avevo stupidamente saltato lo stand di Edizioni Clichy, e quindi mi sono precipitata da loro.
Lo ammetto: avrei voluto comprare tutto. Non solo per la bellezza delle copertine, ma perché è un bel po' che seguo questa Casa Editrice e i suoi lavori mi piacciono.
Mi sono trattenuta ed ho optato per "Last days of Calirornia" di Mary Miller, che desideravo da un po' e che mi hanno detto essere molto bello.

Nuovo scoperta, solo da parte mia, estremamente gradita è stata Las Vegas Edizioni, a cui mi ha avvicinata Simona (lei conosce tutti in fiera) sabato mattina.
Chiedendo loro quale fosse il libro su cui puntavano di più ci hanno proposto "La penultima città" di Piero Calò. Hanno iniziato a descrivercelo con: "E' un distopico..." e io, già da queste semplici parole, mi ero innamorata e avevo deciso di prenderlo!!
Tornando nel pomeriggio a comprarlo, ho deciso di girare la ruota dei premi che avevano allestito nel loro stand ed ho vinto un altro libro!! Così ho scelto "Attraversami" di Christian Mascheroni (anche questo un distopico). Poi sono stati così gentili da regalarmi anche la collana della Las Vegas Edizioni che indosso spesso con molto piacere.
Anche Simona e Irene hanno comprato "La penultima città", quindi aspettatevi una lettura condivisa.

Ho un'amica che intende ricoprire di libri la propria figlia, io la sostengo appieno in questa sua missione e, quindi, ho colto l'occasione di Più Libri Più Liberi per raccogliere molti cataloghi di Case Editrici che pubblicano libri per bambini (ne ho presi veramente tanti).

Sbadata come sono e stordita dalla quantità di gente, e il poco riposo, mi sono dimenticata di comprare un sacco di libri e visitare altri stand.
Iperborea ha sempre ottime proposte letterarie, ma a mio parere sempre troppo care.
Edizioni E/O l'ho proprio saltata a piè pari da scema, senza accorgermene, e pensare che avevo in lista qualche loro libro da prendere.
Ho dimenticato di tornare a prendere "Comunism. Gli ultimi eredi dell'impero" di Valise Ernu alla Hacca Edizioni, dopo che l'avevo adocchiato già venerdì pomeriggio. E mi sono lasciata sfuggire anche "Sembrava una felicità" di Jenny Offill e "Il paradiso degli animali" di David James Poissant, entrambi di NN Editore.
Per non parlare di quelli che ho scoperto una volta arrivata a casa, leggendo i post dei miei amici blogger che, invece, sono più attenti e reattivi in queste situazioni.
Io sono un vero disastro purtroppo...

Quindi eccomi arrivata alla fine di questo resoconto.
Questo è stato il mio Più Libri Più Liberi 2015, tra tanti amici, innumerevoli libri e la conoscenza di nuove Case Editrici.
Come ho già detto ho dimenticato tanti libri, avrò dimenticata altrettante persone e mi sarò persa molto di tutta la fiera, ma vi prometti che l'anno prossimo mi impegnerò di più.