martedì 10 dicembre 2013

EMMANUEL di Francesco Bianco

Come già detto nel post in cui presentavo questo libro (clicca QUI) non sono una gran lettrice di fantascienza, i libri di questo genere che ho letto si possono contare tranquillamente in una mano. Ma è un argomento che non mi dispiace affatto e sono rimasta piacevolmente colpita da "Emmanuel" opera prima di Francesco Bianco.
 
In una calda e afosa mattina d’agosto del 2050 appaiono nel celo di Salisbury delle strane sfere di luce chiamate ‘Flottillas’, che formano un singolare emblema. Questo fenomeno cattura l’attenzione di Jeffrey White, quarantenne senza tetto con un passato da scienziato. La curiosità è troppo forte e così Jeff, insieme all'amica e ex collega Destiny e a Set, fotografo e cacciatore di UFO, parte per un'ultima avventura. Sarà proprio l'ultima, perché la fine del mondo è imminente, il tempo della Terra sta terminando, e anche la vita sul pianeta sta per sparire per sempre. Tra strani incontri, fasci di luce misteriosi e catastrofici terremoti, i tre protagonisti intraprenderanno un viaggio che li porterà dove non avrebbero mai immaginato. Qui incontreranno Vivi, una giovane ragazza albina, che li guiderà e accompagnerà fino alla sconvolgente rivelazione finale.
 

Lo stile è semplice e scorrevole, con descrizioni degli ambienti e delle situazioni molto accurate. Questa è una cosa che apprezzo molto, perché a volte, soprattutto nella prima opera di uno scrittore emergente, viene lasciato poco spazio e tempo alle descrizioni, che secondo me sono fondamentali per far calare il lettore nell'atmosfera della storia che sta per vivere.
La narrazione è fluida e i primi capitoli vengono usati per "presentare" i personaggi, poi la storia prende forma e diventa sempre più interessante.

Non so esattamente perché, ma mi ha ricordato in qualche modo il "Codice Da Vinci". L'atmostera e le sensazioni iniziali erano molto simili a un romanzo giallo. Ma omicidi in questo libro non ce ne sono, in compenso però ci sono gli alieni e tutto il mistero che circonda e caratterizza questo argomento.
Il romanzo è ambientato nel prossimo futuro (il 2050 è abbastanza vicino), ma lo si capisce solo quando ci viene comunicato dall'autore stesso, altrimenti potrebbe tranquillamente trattarsi dei giorni nostri. Questo per me non è stato per niente negativo, anzi, forse ha aiutato il mio coinvolgimento nella storia.
Futuro, alieni, fine del mondo, altri pianeti...questo e molto altro permettono di collocare a pieno titolo questo libro tra le opere di fantascienza; ma nascosto tra l'intricata trama c'è molto altro: un amore sopito da tempo, nuove amicizie inaspettate, profezie sulla fine del mondo e domande sull'esistenza di Dio; ma anche un'importante riflessione sul fatto che siamo noi, con il nostro stile di vita, a consumare le risorse della Terra e che questo non potrà durare in eterno, prima o poi il nostro amato pianeta ci presenterà il conto di tutti i nostri abusi.

I personaggi principali sono ben delineati. Jeff è la mente curiosa, lo scienziato in cerca di risposte. Set è il fanatico degli alieni, sempre a caccia di UFO da quando era piccolo, tanto da farne un lavoro vero e proprio. Leone rappresenta un po' l'ostacolo della situazione, il ricco, potente e arrogante. Vivi è il tramite, la guida per la fase successiva. Mentre Destiny...ecco, lei non l'ho inquadrata molto; poteva interpretare il ruolo della credente, della religiosa, ma non ce la fa fino in fondo e l'ho trovata un po' insipida e quasi insignificante ai fini della storia.
Unico piccolo neo l'ho riscontrato verso la fine (ATTENZIONE SPOILER!!!!). Dopo l'incontro che i tre protagonisti hanno con Dio, nonostante le spiegazioni  che vengono loro date, le loro menti traboccano di domande senza risposta. Questo è quello che prova anche il lettore. Non tutte le domande sorte lungo la lettura hanno una risposta e molti dubbi restano anche quando il libro si conclude. Delle domande mi hanno assillato più di altre: perché Dio ha scelto proprio loro tre? Quali sono i motivi per cui questi tre eletti possono venire a conoscenza di determinate rivelazioni? E perché proprio loro sono ideali per dar vita a una nuova umanità, in un nuovo pianeta? In oltre mi è sembrato che tutti accettassero troppo facilmente tutto quello che veniva rivelato loro. Non ci sono state scene di incredulità o di isteria, sembrava tutto molto naturale.
Preferisco i romanzi in cui, alla fine, tutti i tasselli del puzzle vanno al loro posto e tutto viene spiegato. Ma è anche vero che non in tutte le storie si può pretendere tutte le risposte, in alcuni casi il verdetto viene lasciato al lettore stesso, in modo che ognuno si dia le spiegazioni che preferisce e arriva alle conclusioni con la propria testa. Questi romanzi fanno lavorare di più la mente e quindi restano più impressi. Forse questo è uno di quei romanzi. (FINE SPOILER!!!).

Le citazioni all'inizio di ogni capitolo sono ben studiate e inerenti all'argomento che tale capitolo andrà a trattare. La fine di ogni capitolo è creata in modo da lasciar in sospeso, e quindi incuriosito, il lettore, cosa che obbliga a proseguire nella lettura, rendendo quasi impossibile chiudere il libro.
Si tratta di una prima opera molto ben riuscita, che potrebbe piacere anche a chi non è appassionato di fantascenza, grazie alla sua delicata vena da romanzo giallo.

VOTO: 7/10

mercoledì 4 dicembre 2013

STORIA DI UNA CAPINERA di Giovanni Verga

Sì, è un altro libro della collana Live della Newton Compton. Vi avviso che li ho comprati tutti e 36 (per ora sono solo 36, ma potrebbero crescere di numero) e quindi, uno alla volta, con molta calma (causa altre letture arretrate) li leggerò tutti e ne parlerò qui nel blog.
Questo di Verga ho deciso di leggerlo dopo averlo visto nel piccolo e "appena nato" blog di Berenice,  Il diario segreto di una lettrice (andate a trovarla!!!)

Maria, giovane educanda di un monastero, a causa di un'epidemia di colera, è costretta a passare un breve periodo in campagna con il padre, la nuova moglie di lui e la figlia. La ragazza in realtà non ha la vocazione, è stata costretta dal padre alla vita del convento e sa che lì dovrà tornare a breve. Durante il soggiorno scrive delle lettere all'amica Marianna, anch'ella novizia, ma con un destino diverso dalla protagonista. In queste lettere Maria descrive l'affetto provato nei confronti della sua famiglia (anche se non ricambiato), tutta la felicità e la gioia del tempo trascorso fuori dal convento e la libertà di poter vivere veramente la sua giovinezza. Grazie a questo periodo la giovane novizia scopre nuovi orizzonti, affronta turbamenti tipici della sua età, ma soprattutto conosce l'amore. Un amore osteggiato da tutti e destinato a non crescere a causa del destino, già scritto, di Maria. Ma una volta scoperto questo forte sentimento, per la giovane suora sarà difficile reprimerlo e nasconderlo nel fondo del suo cuore, quando invece vorrebbe gridarlo al modo e scappare con il giovane amante. La sofferenza, per questa lotta interiore, sarà così grande che Maria si ammalerà di frequente, rischiando la morte.
 
Sul retro della copertina ho letto che è tratto da un'esperienza autobiografica e Wikipedia mi ha illuminato sul giovane amore di Verga per la novizia Rosalia.
Mi piacciono i romanzi epistolari, ma avrei preferito che ci fossero anche le lettere di risposta spedite dall'amica Marianna. Invece si può leggere solo il punto di vista, sull'intera situazione, di Maria; mentre sarebbe stato bello leggere anche i consigli e le riflessioni dell'amica.
Sono trascorsi quasi 150 anni dalla pubblicazione, ma questo è un libro che non sente molto il tempo che passa, al contrario di altre opere. Sarà dovuto al fatto che tratta un argomento universale, sempre attuale, e quindi immortale come l'amore. In particolare quell'amore impossibile, struggente, che logora il corpo e l'anima.
I turbamenti di Maria sono quelli tipici di un adolescente, o di una giovane donna. Si trova alle prese con il suo primo, e unico, amore e si può notare come certi sentimenti non invecchiano e quindi non sono molto cambiati dal 1869 ad oggi.
 
La prima parte del libro è estremamente allegra e veloce, viene trasmessa tutta la gioia e l'eccitazione che Maria prova nel vivere fuori dal convento; la descrizione è talmente euforica che anche il ritmo di lettura ne viene contagiato e si legge molto velocemente.
Nel momento in cui la protagonista incontra il ragazzo di cui si innamora, e quindi cominciano i problemi, anche il ritmo della scrittura cambia: diventa più calmo, riflessivo e molto sofferente (a causa della sofferenza di Maria). Di conseguenza cambia anche la lettura, che rallenta notevolmente rispetto alla prima parte.
 
La povera novizia è inconsolabile. Il ragazzo che ama la ama a sua volta, ma l'amore non basta e la loro storia è destinata a non cominciare mai, a non prendere mai il volo e questo logora completamente Maria. La povera ragazza, già cagionevole di salute come la madre, cadrà in una spirale di sofferenza e malattia che la distruggeranno nel corpo e nello spirito. Anche quando torna in convento le è impossibile darsi pace e a dimenticare ciò che è successo. Continuerà a sprofondare nel delirio della malattia, fino al tragico epilogo.
L'amore dal suo punto di vista, sebbene puro e innocente, è visto come un peccato. Lei, destinata ad una vita di castità e a sposare solo la sua fede, non può innamorarsi di un ragazzo. L'ho trovato molto triste: Maria, come essere umano, è soggetta all'amore come tutti noi; ma invece viene obbligata a rinunciare alla felicità per compiere un destino che le è stato imposto e al quale non può dire di no. Credo che le cose siano cambiate molto da allora, e ringrazio di poter vivere in un epoca in cui è permesso cambiare idea, essere gli artefici del proprio destino e decidere del proprio futuro.
 
L'analogia con la capinera è azzeccata (in una breve prefazione dell'autore, all'inizio del romanzo, viene spiegato anche il motivo per cui ha scelto questo titolo). La giovane protagonista è proprio come l'uccellino: costretta, per volere altrui, a rimanere rinchiusa in una gabbia (sia fisica che emotiva), dalle cui sbarre può vedere il mondo che la circonda, può sentire la felicità di tutti, ma deve nascondere la sua tristezza e la sua sofferenza. Il canto della capinera è piacevole da ascoltare, ma se cantasse per esprimere la sua tristezza?
 
VOTO: 6,5/10

venerdì 18 ottobre 2013

- CONSIGLI PER GLI ACQUISTI - #2

Secondo appuntamento con "Consigli per gli acquisti", la rubrica dedicata alle nuove uscite, ai libri di scrittori emergenti e a tutti quei romanzi che sicuramente in futuro leggerò.
Oggi sono qui per consigliarvi un libro  che piacerà a chi di voi è appassionato di fantascienza, ma potrebbe piacere anche a chi si avvicina a questo genere per la prima volta; ecco per voi: "Emmanuel" opera prima di Francesco Bianco.

E’ una calda e afosa mattina d’agosto e un evento straordinario sconvolge la cittadina di Salisbury. ‘Flottillas’ vengono chiamate le strane sfere di luce che, apparse improvvisamente nel cielo, formano un singolare emblema. Il sorprendente fenomeno cattura l’attenzione di Jeffrey White, quarantenne senza tetto con un passato da scienziato. In lui scatta un’irrefrenabile voglia di sapere e di scoprire la verità su quel misterioso simbolo.
E se la realtà della vita, crollasse improvvisamente davanti ai nostri occhi? Pensi di essere al sicuro? Nulla è ormai certo... Una ragazza albina, un Dio capace di distruggere un pianeta con i suoi abitanti, un vagabondo che insegue un simbolo misterioso. Un'amore, un'amicizia, un'avvincente storia che si snoda fra le città che compongono il triangolo della magia e le maestose metropoli di un mondo a noi sconosciuto. Tutto è scritto, tutto è pronto, il viaggio è appena iniziato...

Sono una lettrice onnivora, leggo veramente di tutto, ma devo ammettere che di fantascienza ne ho letta molto poca nella mia vita; è un genere con il quale non ho molta confidenza, ma non è mai troppo tardi per rimediare. Questo è quello che amo del mondo dei libri: non importa quanti anni hai, o quanto tu abbia letto nella tua vita, c'è sempre un nuovo romanzo da sfogliare , un nuovo scrittore da conoscere, un genere di cui sapevi poco o niente e un nuovo mondo da scoprire.

Conosciamo un po' l'autore del romanzo.
Francesco Bianco nasce a Ivrea il 9 ottobre 1985. Già da piccolo dimostra una notevole passione per le attività artistiche, infatti all'età di 5 anni inizia il suo lungo percorso nel mondo della musica, imparando a suonare la tromba. Contemporaneamente all'attività lavorativa come idraulico, intrapresa all'età di 14 anni, continua a coltivare la passione per la musica suonando in svariati gruppi della zona canavesana. All'età di 27 anni decide di intraprendere il cammino da scrittore.
E chissà dove questa nuova avventura lo condurrà.
Per conoscere Francesco, il suo primo libro "Emmanuel" e restare aggiornati riguardo i suoi progetti futuri ecco alcuni link utili: Facebook Twitter e il suo sito.

Come primo approccio alla fantascienza credo che questo romanzo faccia al caso mio. La trama di "Emmanuel" - il romanzo dai riflessi dorati - mi piace e intriga, sono pronta a farmi trasportare nel futuro (è ambientato nel 2050) e a scoprire cosa si cela dietro queste strane sfere di luce chiamate "flottillas". Oltre a trattare i temi dell'amore, dell'amicizia e del mistero, Francesco ci parla anche di ufologia e religione, sicuramente due argomenti agli antipodi e questo mi ha incuriosito ancora di più.

Se anche voi siete curiosi di scoprire com'è questo romanzo, fate come me e andate a leggere le prime pagine su ilmiolibro.it (sito dal quale potete anche acquistare il libro).
Io spero di poterlo leggere prossimamente. E voi cosa ne pensate? Lo leggerete?

TITOLO: "Emmanuel"
AUTORE: Francesco Bianco
PAGINE: 148
PREZZO: 10,00 Euro (formato cartaceo) 4,49 Euro (edizione digitale)
Lo trovi su ilmiolibro.it e anche su amazon.it


venerdì 11 ottobre 2013

IL DIARIO PROIBITO DI MARIA ANTONIETTA di Juliet Grey

Mi piacciono molto le biografie, che siano romanzate o no poco importa; soprattutto perché a volte la vita dei personaggi in questione è talmente fantastica e incredibile, che non è necessario inventarsi delle cose per dare un po' di colore.
Il libro di cui vi parlo oggi è una biografia di Maria Antonietta scritta, però, come un diario. Dietro alla stesura, ci sono degli studi sulla regina più controversa di Francia, condotti dall'autrice; e anche se è un po' romanzato, il risultato finale è molto realistico.
 
Vienna nel XVIII secolo è una delle città più affascinanti e ricche d'Europa. Maria Antonietta, la giovane arciduchessa d'Austria, è cresciuta qui, assieme a fratelli e sorelle, nel lusso più sfrenato e nella magnifica opulenza della corte imperiale; ma questa esistenza idilliaca sta per finire, perché sua madre, la terribile imperatrice Maria Teresa, è pronta a sacrificare persino i figli pur di soddisfare la sua sconfinata ambizione. Le logiche del potere  obbligano la giovane principessa a sposare un ragazzo goffo e scontroso, il futuro Luigi XVI, e a partire per la Francia. E la strada per diventare regina è lunga e disseminata di pericoli: nessuno è al suo fianco per aiutarla ad affrontare gli intrighi e le gelosie di corte, i nemici interni ed esterni.
La scrittura è chiara e scorrevole e il connubio tra fatti realmente accaduti e cose inventate dall'autrice è impeccabile. La storia è narrata in prima persona e sembra di sbirciare in un vero diario segreto. Ogni volta che aprivo il libro mi ritrovavo nella camera da letto della piccola Maria Antonietta a Vienna, o negli imponenti corridoi della Reggia di Versailles, o ancora negli appartamenti della delfina.
Non è un libro storico, perché non ci sono riferimenti o descrizioni di ciò che accade in Austria e Francia in quel periodo; qualcosa si coglie qua e là, ma resta comunque un diario e quindi il punto di vista è quello da Maria Antonietta, ciò che ha vissuto e come l'ha vissuto.
 
Non conoscevo molto dell'infanzia di questa regina; in generale si conosce di più ciò che succede dopo, gli ultimi anni di vita e la tragica fine. Quindi è stato interessante leggere della piccola arciduchessa d'Austria, all'ora appena undicenne, obbligata dalla madre, l'imperatrice d'Austria, a sposare il delfino di Francia. Matrimonio combinato (come tutti quelli delle sue sorelle) per garantire alleanze e sicurezza al potente impero della madre, donna fredda e calcolatrice e più attenta ai propri interessi che al volere dei propri figli.
Accompagniamo Antonietta lungo la strada per diventare delfina di Francia. Un percorso per niente facile visto che non c'è nulla in lei che vada bene; è dunque costretta a cambiamenti radicali, sia fisicamente che interiormente, per poter raggiungere quell'obiettivo, costantemente divisa tra il suo non volersi sposare e la paura di deludere la madre.
 
Mentre si aspetta che Antonietta diventi una donna a tutti gli effetti per poterla dare in sposa, tutti intorno a lei continuano a fare confronti tra la sfarzosa e frivola Francia e la più pragmatica e pacata Austria (nemmeno noi italiani veniamo descritti tanto bene).
Nonostante tutto la giovane Maria Antonietta parte ottimasti e con le migliori intenzioni per il suo matrimonio. Ma poco dopo esser arrivata in Francia si scontra con la cruda realtà: il delfino è un ragazzo timido e impacciato, per niente interessato a lei sotto tutti i punti di vista.
Nemmeno Versailles è come se l'aspettava (e nemmeno come me l'aspettavo io, a dire la verità). La Reggia è ridotta uno schifo, l'atteggiamento dei cortigiani non è dei più regali o raffinato, sono estremamente superficiali, volgari e scurrili (la gente fa i suoi bisogni nei corridoi della Reggia...e ho detto tutto...).
 
In questo romanzo si sorride spesso, ma si resta anche sorpresi e sconcertati: la vita della regina di Francia non è stata facile fin da subito, costellata da difficoltà, complicazioni e lutti sin dalla giovane età. Le cose peggiorano nel momento in cui diventa delfina, e poi regina; abbandonata a sè stessa, sola e senza una guida, dovrà affrontare le cattiverie della corte di Versailles, soprattutto dell'odiata amante del re, Madame du Barry. Inoltre Antonietta dovrà prendere una decisione fondamentale: seguire gli insegnamenti che le sono stati impartiti fin dall'infanzia ed essere più simile alla madre, l'austera e inflessibile imperatrice Maria Teresa; oppure adeguarsi alla vita della Reggia di Versailles ed essere più libertina e sfacciata.
 
Purtroppo non è la storia completa, perché si ferma nel momento in cui Maria Antonietta e Luigi diventano sovrani di Francia; quindi rimane un po' di amaro in bocca e di curiosità, perché si vorrebbe sapere come continua la loro storia. Ma non disperate, perché è da poco uscito in libreria il romanzo successivo, sempre scritto da Juliet Grey, che riprende proprio dal punto in cui abbiamo lasciata i nuovi sovrani e ci permette di seguire ancora le vicende della regina di Francia fino alla sua decapitazione. Inutile dire che non vedo l'ora di leggerlo perché, anche se so come andrà a finire, è una lettura piacevole ed interessante.
 
VOTO: 8,5/10

domenica 18 agosto 2013

- CONSIGLI PER GLI ACQUISTI - #1

Ogni scusa è buona per aprire una nuova rubrica nel blog. Quindi eccomi qui a inaugurare la mia prima rubrica che chiamerò "Consigli per gli acquisti", in cui vi proporrò libri di giovani scrittori, nuove uscite e magari anche vecchi classici, che non ho ancora letto, ma a cui intendo dedicarmi in futuro; così per fare un po' di pubblicità che, si sa, è l'anima del commercio.
Prima puntata dedicata a "La sabbia delle streghe - Yinger e l'Antico Tomo" di Teresa di Gaetano.

Yinger è una maga dueng, un scuola di magia molto particolare. Non può svelare a nessuno il suo segreto, tranne alle persone con le sue stesse capacità. La pena se trasgredisce sarebbe la perdita dei suoi poteri.
La rivelazione di chi lei sia realmente e delle regole a cui deve sottostare, le sarà fatta dalla nonna, in punto di morte. Ma questo non sarà l’unico segreto che le verrà svelato, infatti Yinger conoscerà qual è il suo destino: portare il leggendario Antico Tomo ad Akyab per salvare la città.
Riuscirà la ragazza a portare a compimento la sua missione o il temibile Zhoseng glielo impedirà?
Alzi la mano a chi piace il genere fantasy!!! Io, in questo momento, ho entrambe le mani alzate. Una perché uno dei miei libri preferiti è "Il signore degli anelli" (bibbia incontrastata della letteratura fantasy); e la seconda è in onore della saga di Harry Potter che sto leggendo proprio in questo periodo, dall'inizio alla fine, e che mi sta piacendo particolarmente.
 

Ecco che alla sconfinata letteratura fantasy si aggiunge questo bel libro per ragazzi, ma naturalmente è un romanzo adatto anche a chi giovane non lo è più da un po' di tempo, ma che comunque si sente un ragazzino nel profondo del cuore. Il bello dei libri è che puoi leggerli quando vuoi e a qualsiasi età. Loro sono sempre lì che ti aspettano. Quindi ecco qui una storia scritta per tutti quelli a cui piace perdersi in un mondo fantastico e sognare avventure straordinarie e magiche.
 
Il libro, al momento, è disponibile in un ebook, ma l'autrice mi ha informato che a breve sarà venduto anche in versione cartacea.
A mio parere, una lettura tranquilla per grandi e piccini. Potrebbe essere un buon passatempo per queste ultime, calde, giornate sotto l'ombrellone.
Credo proprio che lo leggerò, è un genere che mi appassiona e ha tutte le carte in regola per coinvolgermi e regalarmi un'avventura interessante e piacevole. Altro lato positivo, sicuramente da non sottovalutare, è che si tratta di una saga e quindi, come Harry Potter a suo tempo e tante altre saghe, ci farà compagnia per un bel po' di tempo.
Voi cosa ne pensate? Lo leggerete?
 
TITOLO: "La sabbia delle streghe - Yinger e l'Antico Tomo"
AUTORE: Teresa di Gaetano
PAGINE: 203
PREZZO: 0,97 Euro (edizione digitale)
Lo trovi su amazon.it

venerdì 9 agosto 2013

VIMINI di Donato Cutolo

Quando si parla di libri non ho un genere preferito, leggo un po' di tutto e quando devo scegliere un nuovo libro da iniziare, mi lascio trasportare dalle emozioni del momento. Mi piace molto seguire i consigli letterari di amici/parenti/conoscenti, perché a volte mi portano a scoprire piccole perle che forse da sola non avrei mai trovato.
In questo caso, ringrazio Sara per avermi proposto il secondo romanzo breve di Donato Cutolo, accompagnato da una colonna sonora originale.
 
I genitori, la famiglia, il luogo delle origini e la sua gente sono l'imprinting primario della nostra vita, e ne segnano il corso nel bene come nel male. Vimini Mart è una adolescente dalla vita difficile, che dopo tre anni in Francia torna in Italia, a San Timo, il paese dov'è nata e cresciuta, dove suo padre Pierre, ricco vignaiolo d'oltralpe, conobbe e sposò sua madre Lara, ragazza debole e perduta tra miseria e sogni di grandezza. Vimini tenta di riannodare i fili di una vita che, dalla morte di nonna Cecilia, non è né sarà più la stessa. Ritrova Sacco, il vicino di casa ch'è come un fratello maggiore, e Remo, il compagno di giochi con cui ha scoperto i miracoli della natura e il magico, e tragico, potere divinatorio degli arcobaleni, solari e lunari. Potere al quale, purtroppo, pare proprio impossibile sfuggire.



Questa storia mi ha incuriosito subito per due motivi: il primo sono gli arcobaleni. Fin da bambina sono sempre rimasta affascinata da questo fenomeno atmosferico; quegli splendidi colori brillanti, sempre nello stesso ordina e più o meno nitidi nel cielo, mi trasmettevano allegria dopo un temporale estivo e anche un pizzico di magia. All'inizio del libro viene data una spiegazione di come si formino e in più c'è un accenno anche ad un fenomeno ancora più raro, quasi poetico, l'arcobaleno lunare.
Il secondo motivo è la colonna sonora. Non avevo mai letto un libro accompagnato da della musica studiata e creata apporta per lui. Ad ogni capitolo della storia corrisponde una traccia musicale.
 
Dopo un inizio un po' lento, e a mio parere un po' confuso, si snoda un'interessante romanzo che parla di ricordi dell'infanzia, così potenti da condizionare tutta la vita; di amicizia, quella vera che cresce nel tempo; dell'amore che ne consegue e fin dove questo sentimento può spingerti.
La protagonista Vimini, ragazza tormentata dal passato e con un pessimo rapporto con la madre, è un personaggio con molte sfaccettature, ma viene delineato bene dall'autore, rendendolo interessante e coinvolgente. Lungo tutta la storia i suoi ricordi sono talmente nitido e le sue emozioni e sensazioni così ben percepibili, che al lettore sembra di rivivere i ricordi della ragazza in prima persona e di provare ciò che prova lei. Anche il personaggio di Lara, la madre, è vivido e incisivo, a volte talmente tanto da togliere lucentezza e spazio alla figlia, ma fondamentale per lo svolgersi del racconto.

Il libro si acquista con allegato un CD che contiene la colonna sonora originale composta ed eseguita da Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, e i cui "passaggi elettronici" sono firmati dall'autore stesso, Donato Cutolo. Questo mi ha incuriosito ancora di più nei confronti del romanzo.
Mai avevo letto un libro con accompagnamento musicale. Sette capitoli, sette canzoni intitolate con i sette colori dell'arcobaleno (rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e viola), io l'ho trovato estremamente poetico. Ascoltare la musica mi ha aiutato ad immergermi ancora più profondamente nella storia e nelle vicende di Vimini. Per me si è trattata di un'esperienza nuova di lettura e molto coinvolgente.

Mi piace e affascina come tutto ruoti attorno a quel fenomeno ottico e meteorologico che è l'arcobaleno, sia solare che lunare. Quando la luce del sole attraversa le gocce d'acqua rimaste in sospeso dopo un temporale, essa produce uno spettro di luce nel celo, fonte di molte credenze formulate in migliaia di anni di storia dell'umanità (come ad esempio: la pentola piena d'oro nascosta alla fine dell'arcobaleno). Molto più raro, meno conosciuto e, secondo questo romanzo, portatore di tragedie è l'arcobaleno lunare, o notturno, che può essere visto nelle notti di forte luce lunare.

Poche semplici pagine compongono questo libro, racchiudono il racconto della vita di una ragazza come tante, con i suoi problemi e i suoi sogni, i suoi amici sempre vicini e la sua famiglia un po' particolare;  ma ciò che traspare veramente dalle pagine e in ogni riga, è una storia potente, incisiva, crudele, che lascia spiazzati, ma allo stesso tempo risulta poetica e nostalgica.

VOTO: 7,5/10

mercoledì 12 giugno 2013

IL BALLO di Irène Némirovsky

Ho letto questo libro qualche mese fa, ma ho voluto aspettare perché a caldo non avevo molto da dire. Quindi ho deciso di lasciar decantare un po' le idee e le impressioni su questa opera. Non so se sia stata una buona idea, perché mentre scrivo mi rendo conto di non sapere con certezza cosa voglio dire, tranne che mi è piaciuto; ma non può essere tutto qui, vero?
 
Grazie a un geniale colpo fatto in Borsa, Alfred Kampf è riuscito a procurare la ricchezza che la moglie desiderava da tutta la vita. Dopo due anni, la signora Kampf è pronta e determinata a organizzare un ballo, invitando le personalità più importanti e influenti della società parigina, per ostentare la propria ricchezza e poter finalmente far parte, a pieno titolo, della nobiltà a cui aspira. Per questo, il ballo diventa molto più importante per la madre che per la figlia quattordicenne Antoinette, che con questa serata potrà fare il suo ingresso  in società; ma viene lasciata fuori da tutti i preparativi e, inoltre, la madre le proibisce di partecipare al ballo in questione. Dopo alcune riflessioni e dubbi, la ragazza attuerà la propria vendetta nei confronti dell'arrogante madre.
 
Lo stile dell'autrice è semplice e diretto, in poche pagine la storia scorre fluida, dando un immagine chiara dei personaggi e dei loro caratteri. La simpatia per la povera Antoinette è quasi immediata, come lo è l'antipatia per la madre. Una donna arrogante e arrivista come poche, condizionata dalla sua frustrazione e dall'invidia verso la figlia. Il padre, invece, è una figura quasi inesistente e insignificante. Personaggi che comunque danno colore a questa storia un po' semplice, ma interessante.
Questo romanzo breve mi è piaciuto, ma ha suscitato in me  poche riflessioni e pensieri; nel leggerlo non mi sono mai fermata per prendere degli appunti, su ciò che avrei voluto scrivere su questa recensione (cosa che faccio costantemente con gli altri libri che leggo).
Resta comunque un libro che vi consiglio di leggere, magari in un pomeriggio in cui non sapete cosa fare o cosa leggere, così potrete passare qualche ora in compagnia di una storia simpatica e poco impegnativa.
 
A causa della scarsa quantità di opinioni su questo libro da parte mia, vorrei parlare un po' della collana LIVE della Newton Compton (di cui fa parte "Il ballo" come potete notare dalla foto qui sopra).
Ne ho sentite un po' di tutti i colori a riguardo, chi si schiera a favore di questa collana e chi no. Io faccio decisamente parte del primo schieramento. A me piacciono questi libricini e, a prova di questo, vi confesso che li ho comprati tutti. Che poi li legga tutti e 24 (numero che aumenterà non appena verranno pubblicati anche gli altri della collana) è un altro discorso, perché come ha detto mia madre: "in mezzo ci sono anche libri che, probabilmente, non avresti mai comprato in vita tua". E ha ragione, ma a causa del mio essere leggermente ossessiva-compulsiva, ora voglio tutta la collana completa!!!
 
Parliamo del prezzo: 0,99 Euro l'uno è veramente poco. Basti pensare che al prezzo di un normale romanzo se ne hanno 12 da leggere. Nulla di nuovo visto che la stessa Newton Compton, qualche decennio fa, aveva pubblicato i "100 pagine 1000 lire", con grande successo anche allora.
La collana comprende autori importanti come Oscar Wilde, Virginia Woolf, Kafka, Pirandello, Goethe, Shakespeare, Poe, Dostoevskij, Fitzgerald, solo per citarne qualcuno, senza parlare di Jane Austen (la cui recensione di "Lady Susan" la trovate QUI). Naturalmente, in mezzo a questi grandi scrittori troverete anche qualche esordiente e qualcuno di cui non vi interessa niente, ma vabbè.
Se vi interessa vi lascio la lista dei 24 live pubblicati fin'ora.
 
Non parlerò delle traduzioni di questi libricini, perché è un argomento di cui non mi intendo per niente, ma ho sentito che molta gente si è lamentata. Se siete tra questi, mi spiegate il perché?
Per quanto riguarda la rilegatura bisogna tener conto che sono, ovviamente, delle edizioni economiche e non hanno una copertina rigida ed elegantemente rilegata; in più sono stampati su carta riciclata e per me, questo, è un lato positivo.
Non sono una che strapazza i libri, anzi, li tratto molto bene, ma ho potuto constatare che sono sopravvissuti egregiamente alle mani poco "rispettose" di mia madre (lettrice abituata a piegare pagine e ad addormentarsi sopra i libri).
 
E voi cosa ne pensate di questa collana, vi piace? Quanti e quali libri avete comprato?
Scusate il blabbericcio poco inerente a "Il ballo" di Irène Némirovsky, ma avevo veramente poco da dire a riguardo.
Aspetto i vostri commenti sull'argomento, che mi fanno sempre molto piacere.
 
VOTO: 7,5/10